IL TEATRO APOLLO DOPO IL RESTAURO: CHE FARE?

| 26 ottobre 2016 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il presidente dell’ associazione ‘Valori e rinnovamento’ Wojtek Pankiewicz ci scrive______

Esprimo stupore per il fatto che si sia atteso il momento dell’inaugurazione del Teatro Apollo, restaurato, dopo dieci anni di lavori e oltre 12 milioni di euro spesi, per proporre un modello gestionale, la cui definizione non sarà neppure tanto semplice, considerata la difficoltà di assicurare la sostenibilità economica della gestione e la connessione di questa con la mission, con la visione, col progetto culturale riguardante il Teatro, sia da solo, sia integrato con la politica culturale della città, che, al momento, manca del tutto.

Purtroppo, infatti, ancora non c’è al riguardo una proposta concreta di questo genere da parte del Comune di Lecce e, di conseguenza, la stessa Regione Puglia non è in grado di dare risposte concrete e adeguate.

Auspico allora che in tempi brevissimi si possa aprire e svolgere un’approfondita riflessione, troppo tempo si è perduto, alla quale invitare a partecipare tutte le forze vive della città, compresi i singoli cittadini, circa l’elaborazione di un grande progetto complessivo che tenga conto anche di un sistema integrato di tutte le funzioni e le attività anche del teatro Paisiello, Castello di Carlo V, Must, Politeama Greco, Koreja, Palazzo Turrisi, Palazzo Vernazza, Teatini e di tutti i contenitori pubblici in città.

Solo con un grande progetto complessivo integrato e quindi con un’offerta culturale coordinata che faccia di Lecce un grande attrattore culturale e quindi anche turistico sarà più agevole ottenere la partecipazione della Regione, di altri enti come il Conservatorio, l’Accademia di Belle Arti, di altri soggetti nazionali e internazionali e quella dei privati, delle imprese e delle banche che giustamente sono indotti ad investire solo quando intravedono la possibilità di un buon ritorno. Occorrerebbe poi, come prima cosa, un bando pubblico per avere un grande direttore artistico a cui assicurare autonomia culturale senza burocrazia e favoritismi. Noi, per esempio, immaginiamo una gestione di qualità, ma con una mission nazionalpopolare. Con un teatro Apollo con l’Orchestra stabile Tito Schipa, molto aperto anche ai giovani.

Solo così sarà possibile dar vita a una Fondazione pubblico-privata, la Fondazione Teatro Apollo di Lecce, che potrebbe, partendo dalle premesse da noi qui auspicate diventare un ente per la produzione di attività di pubblico spettacolo di tipo teatrale attiva nell’ambito della cultura internazionale, evidenziando uno stretto legame tra la sfera culturale ed economico-turistica con i valori e l’identità propri della città di Lecce e del Salento.

Intanto, però, finchè non si giungerà ad essa il Comune deve gestire direttamente l’Apollo, con i suoi dirigenti, così come fa già per il Paisiello. Un nuovo lungo periodo di inattività rischierebbe, infatti, di gettare nuovamente il teatro nel degrado, con la necessità poi di nuovi restauri.

Preziosa quindi è l’opera che sta svolgendo La Gazzetta del Mezzogiorno, che ha aperto il dibattito su questo importante argomento. Ma ora, finalmente, si rompano gli indugi e sia anche l’Amministrazione comunale a convocare nelle sedi istituzionali incontri mirati con tutti i soggetti pubblici e privati che possono essere interessati e non manchi di coinvolgere anche i singoli cittadini, dai quali potrebbero venire preziosi e interessanti suggerimenti.

 

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