CRESCITA TURISTICA ED EMERGENZE AMBIENTALI

| 23 dicembre 2016 | 0 Comments

di Roberta Nardone______

Dati confortanti dalle ultime rilevazioni statistiche dei giorni scorsi sul turismo in Puglia, e nel Salento, in crescita nel 2015. Ma con criticità, la principale delle quali è l’ emergenza ambientale continua, in una regione che potrebbe tranquillamente vivere solamente di turismo, anche e soprattutto culturale ed enogastronomico, quale fonte di ricchezza per tutti, e che invece subisce un attacco continuo al territorio.

Come a Taranto.

Cinquanta milioni per curare i tarantini, avvelenati dall’Ilva. Cinquanta milioni per finanziare l’assunzione di medici, l’acquisto di attrezzature sanitarie. Cinquanta milioni che purtroppo a Taranto non sono mai arrivati e che sono stati bloccati a Palazzo Chigi lo scorso 25 novembre. Ennesima promessa non mantenuta per una città vittima di un disastro ambientale troppo grande.

Ma se Taranto resta tra le città italiane più inquinate a causa dell’Ilva, seppur con un’affluenza turistica maggiore rispetto al territorio jonico, la situazione ambientale è critica anche in altri territori del Salento, dove appunto è in aumento il numero di malati di tumore soprattutto ai polmoni.

È forte l’allarmismo anche nel brindisino, per la centrale Enel di Cerano, per cui nel 2009 ci furono ben 10 arresti per il danno ambientale provocato dallo smaltimento di rifiuti pericolosi: nonostante siano passati ormai 7 anni, l’industria brindisina, è subito dopo l’Ilva la seconda fabbrica più inquinante di tutta la Puglia.

Non meno grave è la situazione nel Salento, in cui soprattutto ad Armesano e a Campi Salentina, si è registrato un alto numero di polveri sottili nell’aria.

Oltre al presidente Emiliano, a tal proposito lo scorso 2 marzo nella sede dell’Arpa, il professore Giorgio Assenato ha illustrato il “Progetto Jonico-Salentino”. Il principale obiettivo del progetto è quello di identificare il rischio della salute dei cittadini in relazione alla forte contaminazione territoriale, del suolo, delle acque, dell’atmosfera e della produzione alimentare.

Altro importante progetto del 2016 è stato il Mapec-Life per la provincia di Lecce e Brindisi: si tratta di uno studio che si occupa della salute materno-infantile, in cui sono state utilizzate strumentazioni di nuova generazione in grado di monitorare la concentrazione di metalli con proprietà neurotossiche e inquinanti organici presenti nelle urine e nel sangue dei bambini.

Ancora una volta, alla fine del 2016 siamo costretti a mettere in luce un tragico bilancio del disastro ambientale della regione Puglia, che per la sua preziosità territoriale potrebbe puntare maggiormente sul settore turistico, ma che per farlo ha bisogno di leggi e decreti che si occupino di salvare le varie città, e non le industrie inquinanti, come per il caso dei numerosi decreti “Salva-Ilva”.

Category: Cronaca, Cultura

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