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ALLA SCOPERTA DEL TIMBRO BLU / UN ‘LABORATORIO’ A LECCE PER SVILUPPARE LA CREATIVITA’ DELLA VOCE

| 17 febbraio 2017 | 0 Comments

di Michela Maffei______ 

Durante la notte sogniamo, nel silenzio del sonno. La nostra attività psichica non tace, anzi, si manifesta nel processo onirico. Durante il giorno, invece, per esprimerci usiamo la voce. Si potrebbe concludere che l’uomo non smette mai di parlare sia nei momenti di riposo, sia in quelli di veglia: il sogno e la voce sono il linguaggio dell’inconscio, poiché la voce non solo trasmette un messaggio consapevole, ma comunica la profondità affascinante e irrazionale del nostro essere.

Questo concetto viene sviluppato dalla psicoanalista Laura Pigozzi che condurrà a Lecce un laboratorio intitolato “La voce come legame. Il timbro blu. Voce, godimento, sublimazione” il 25 febbraio nella sede dell’Associazione “VIVA.io” in via Eboli 30.

Per informazioni ed iscrizioni, si può telefonare al numero 349 5860045.

VIVA.io è un’Associazione di Promozione Sociale, nelle parole delle fondatrici Amelia Sielo e Elisabetta Bertoglio, psicologhe e psicoterapeute, che hanno voluto creare “uno spazio dove offrire nutrimento, cura e supporto alle persone, in cui il tempo è dedicato, con amore e passione, alla crescita personale, a riconoscere e ri-affondare le proprie radici, a fiorire e a generare frutti”.

L’Associazione VIVA.io è situata in un luminoso ambiente in armonia con la natura e le emozioni trasmesse dalla bellezza dell’arte, poiché si possono vivere percorsi terapeutici, culturali, artistici – sottolineano le fondatrici – “che hanno come finalità la promozione del benessere individuale e collettivo. L’opportunità di ri-trovare la gioia dell’”Io che vive”, poiché è questo il senso augurale che abbiamo voluto attribuire al nome dell’associazione”.

Il laboratorio “La voce come legame. Il timbro blu. Voce, godimento, sublimazione” rientra in questi percorsi: le fondatrici di VIVA.io spiegano che si tratta di un “laboratorio di creatività vocale e di tecnica dell’improvvisazione. Per tutti, anche per cantanti, attori, ma soprattutto per gli amanti della eterofonia. Durante il laboratorio si sperimenterà il proprio timbro blu e si attiverà la capacità di legame della voce”.

Cos’è questo timbro blu? Siamo nell’ambito della psicoanalisi della voce e infatti lo spiega la psicoanalista Laura Pigozzi: “È la voce più propria, quella che riscopre gli echi più profondi e personali. È quella che non si osa e che non si usa, quella che non è imitazione di nessun’altra. È la voce della sorpresa timbrica, la voce promessa, un dono inaspettato che ciascuno si fa, ritrovandosi”.

Il laboratorio diventa anche un’occasione per scoprire concetti di psicoanalisi che persegue sempre il benessere individuale all’interno di un processo di individuazione, ossia di realizzazione di se stessi: “Si esplorerà la voce nel suo valore di legame sociale, come capacità di produrre arte e pensiero, mentre si fa canto, in un’epoca come la nostra per molti versi anestetica, cioè sfavorevole all’estetica, alla sensibilità, alla creazione. Cantare è un’attività artistica collegata a quel Godimento Altro che non solo ha statuto sessuale ma – si sostiene qui con un meditato rischio – è il cuore pulsionale di ogni movimento inventivo e sublimatorio. Sublimare è godere, potremmo dire con un po’ di provocazione. In ogni arte c’è in gioco l’intreccio tra sublimazione e pulsione di morte. Importante sarà distinguere sublime e sublimazione, figure differenti ma contigue, che entrano nello stesso processo ma con funzioni distinte anche se confinanti. Il sublime è il sentimento di fronte alla Cosa: esso rappresenta la tentazione e il fallimento di ogni sublimazione, ma senza sublime nessuna sublimazione è possibile”.

 

 

Category: Cronaca, Cultura, Eventi

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