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LA RICETTA BARESE ALL’ EMILIANO, COZZE COMPRESE, RIPROPOSTA PER CARLO SALVEMINI A LECCE

| 28 febbraio 2017 | 0 Comments

(g.p.)______Come le grandi guest star, all’ Hotel Tiziano arriva con tre quarti d’ ora abbondanti di ritardo, mentre i numerosi presenti avevano cominciato a spazientirsi, per il mancato inizio della serata.

“Non è una presenza casuale la mia” comincia lento, quando gli danno subito la parola, in apertura (nella foto). Certo. Michele Emiliano, presidente e assessore della Regione Puglia a tempo perso, militante del Pd in servizio permanente effettivo, boss e aspirante segretario nazionale, è venuto a fare il suo dovere di dirigente- attivista, a sostenere la candidatura a sindaco di Lecce di Carlo Salvemini. Senza il minimo di imbarazzo, per l’ etica istituzionale, e senza il minimo di imbarazzo pure di partito, per aver cercato di far designare alte tre o quattro persone prima di lui. Ma va beh, abbracci e baci, batti un cinque, braccia in alto, vittoria.

Poi attacca, a più riprese, ma nell’ occasione riesce in qualche modo a mitigare le sue straripanti virtù affabulatorie.

E’ un Michele Emiliano quasi pacato, istituzionale, ecco, se l’ aggettivo non diventasse per lui un ossimoro vivente, quello che illustra all’ aspirante candidato leccese la sua consolidata ricetta barese.

Toni duri solamente per il candidato, “calato dall’ alto“, del centro – destra Mauro Giliberti, “vittima sacrificale” di un blocco di potere fallimentare e anzi “asfittico“.

Una sola caduta di stile, quando ha raccontato per l’ ennesima volta dello ‘scandalo’ delle “cozze pelose“, regalategli da un boss, della camorra, e delle “cozze buone” regalategli invece subito dopo dai cittadini del popolo, per consolarlo.

Per il resto, gli ingredienti per diventare sindaco di Bari, sindaco di Puglia e, sperano, pure sindaco di Lecce, sono: partecipazione, partecipazione, e partecipazione. Tanta partecipazione, alla stesura del programma, all’ attuazione, alle decisioni, da parte dei cittadini.

Poi, le periferie. E l’ attenzione al popolo, che chissà perché quando è evocato da Emiliano va bene, e quando è evocato da altri diventa ‘populismo’.

Una sinistra che sa governare: ed è partito ad elencare le cose buone che ha già fatto, a suo dire in sanità, gestione dei rifiuti, salvaguardia dei posti di lavoro, stanziamenti agli enti locali.

Una sinistra che però deve recuperare il rapporto con gli emarginati, e deve riflettere sull’ approvazione di certe riforme che “non sono venute tanto bene”, come quella delle Province, e quella del Lavoro, con l’ abolizione dell’ articolo 18 e l’ introduzione dei voucher.

Appello – icona al volontariato, plauso alla società civile, e tanti complimenti a Lecce, città di Bellezza e città internazionale, in un’ eruzione finale di buonismo.______

LA RICERCA nel nostro articolo immediatamente precedente

http://www.leccecronaca.it/index.php/2017/02/28/carlo-salvemini-parte-con-una-riuscita-convention-del-popolo-della-sinistra-leccese-al-quale-chiede-di-credere-nel-suo-sogno-una-citta-amica-di-chi-ha-di-meno-e-di-chi-e-piu-bravo/

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

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