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‘ POCHE LE PANCHINE NEL CENTRO DI LECCE CITTA’ ‘

| 28 febbraio 2017 | 0 Comments

Riceviamo  volentieri pubblichiamo. Learta Gurma, dell’ Adoc Lecce, ci manda il seguente comunicato______

Uno dei temi su cui la città si trova spesso a discutere e a confrontarsi è l’idea che di centro storico hanno i cittadini e l’idea che invece ha l’Amministrazione e che, di fatto, realizza con le proprie scelte. Nel divario tra queste due visioni spesso ci sono contrasti che impegnano il dibattito cittadino.

Alcuni ritengono che il centro storico sia diventato solo il luogo della cosiddetta “movida”, una sorta di rumorosa “mensa a cielo aperto”, che fa scappare via artigiani e altre categorie merceologiche; l’Amministrazione si difende snocciolando i numeri dell’indotto in termini di posti di lavoro e asserendo che comunque il centro storico sarebbe la parte su cui la città ha investito di più e dove, grazie alla sua conformazione urbanistica fatta di vicoli e piazzette, sarebbe più piacevole vivere.

Adoc si è posta, come sempre, nell’ottica del comune cittadino fruitore del centro storico (residente, semplice utente o turista) e ha effettuato una delle sue rilevazioni, certo elementari, ma che tentano di dare un segnale a chi governa la città.

La domanda cui abbiamo voluto rispondere è questa: tra meravigliose piazzette adibite a squallido parcheggio e strade e slarghi occupati dai tavolini della “movida”, esiste la possibilità per un comune cittadino di sedersi su una panchina pubblica e godere della vista del barocco?

Ebbene, la risposta è no. Facendo un giro tra le decine di piazzette e strade del centro storico, abbiamo contato solo 17 panchine! Tutte si trovano tra via Alvino, piazza S. Oronzo e la parte iniziale di via Trinchese. Si arriva appena a 25 se si vogliono includere le 8 nella piazzetta delle Officine Cantelmo, che tuttavia è fuori dal perimetro delle mura. Zero in piazzetta Vittorio Emanuele II, zero in piazzetta Castromediano, zero in piazzetta Fanfulla, zero in p.tta Panzera e Falconieri, zero in via Umberto I.

Non si sa se per casualità, distrazione o semplice sciatteria amministrativa o, peggio, se per una scelta deliberata dell’Amministrazione, magari per fatta favorire le innumerevoli “sedute a pagamento” offerte dai locali, ma oggettivamente la città di Lecce appare assai ostile a chi desidera ammirarla o semplicemente viverla a piedi. Mentre altre città d’arte collocano le panchine nei luoghi più belli di cui dispongono, quasi a “suggerire” un punto di vista valorizzante, e le dispongono soprattutto per favorire la socialità, Lecce sembra indifferente a tutto ciò. Ma anche la panchina è “spazio pubblico”!

Su un territorio di quasi un chilometro quadrato (il nostro centro storico), con decine di piazzette, la quantità chance di fare una sosta (pensiamo ad un anziano di ritorno dall’aver fatto la spesa che voglia riposarsi un po’…) sono scarsissime, quasi nulle. Le scale delle chiese sono, loro malgrado, diventate le panchine della città. Insomma un panorama sconfortante per chi ama vivere con lentezza le gioie del barocco o semplicemente vuole leggere un giornale in pace.

A Lecce, la imperante “privatizzazione della seduta” costringe purtroppo chi voglia ammirare il nostro barocco, cittadino o turista che sia, a mettere mano al portafoglio per pagarsi la propria mezz’ora di relax!

Adoc invita l’amministrazione a non dimenticare questo prezioso oggetto di arredo urbano e socialità, che ha reso famose molte vedute, ha fatto nascere tante amicizie ed è nel cuore dei cittadini di tutto il mondo. Alleghiamo la no

Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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