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“I comunisti sono BEEP”…”E lei è BEEP BEEP BEEP”…IMPAZZA SU FACEBOOK IL ‘DIBATTITO’ SUL DIARIO DI UN CURATO DI CITTA’ TARANTINO. ARRIDATECE DON CAMILLO

| 1 marzo 2017 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Che poi il problema non è lui, il parroco del ‘Sacro Cuore’, “sacerdote dottor“, ci tiene a premettere sul sito della chiesa.

Mi stropiccio gli occhi, è la prima volta al mondo che vedo un prete che si qualifica col titolo accademico.

Dottor? Mi stropiccio anche altro.

Il vero problema sono molti di quelli che hanno commentato le sue esternazioni, con ciò dando il peggio di sé e contemporaneamente offrendo uno spaccato dell’ Italia di serie C, senza offesa alla Lega Pro, alle analisi sociologiche, di cui tener conto, purtroppo, perché la realtà della nostra identità di contemporanei è anche questa.

Ce n’è una che ha aggiunto, senza traccia di ironia, no, proprio sul serio, tutto convinta: “Come sempre lei è molto attento e scrupoloso nelle analisi. Condivido il suo pensiero”.

Analisi? Pensiero?

E ci sono quelli che lo vorrebbero  sindaco, “…Sarebbe bello poterla vedere sindaco di Taranto…Sarebbe un trionfo assicurato…”.

Lui con Salvini.

Beh, questa città bella quanto sfortuna, meravigliosa quanto disperata, ha già avuto un sindaco uscito fuori dalle esternazioni televisive, che creò un vero e proprio fenomeno massmediologico, prima che politico: siccome al peggio non c’è mai fine, purtroppo, c’è il rischio che ne abbia un altro uscito fuori, nell’ aggiornamento massmediologico, venticinque anni dopo, dai social network.

Infatti, questo incredibile personaggio deve la sua fama ahimè crescente – da allora, infatti, si ci è messo d’ impegno, ad esternare quotidianamente, con gli esiti mirabili di cui quello di domenica scorsa è solo l’ ultima, più preziosa perla –  ad un video che riprendeva un suo battibecco col sindaco Ippazio Stefano

”Si tolga il colletto…”

– “..E lei si dimetta da sindaco”

e che un anno fa fece il giro d’ Italia in mondovisione.

Don Camillo e l’ onorevole Beppone girarono un sequel.

Nemmeno la penna straordinaria di Giovannino Guareschi avrebbe potuto scrivere e immaginarlo, così, Gigi Larizza, don Luigi Larizza, “operaio della vigna del Signore”, come si definisce sul suo profilo.

Certo, in Italia la libertà di espressione, sacra, e vale per tutti.. Però, ecco, dovrebbe passare sempre e comunque attraverso il rispetto, anche nella critica più feroce, che può tranquillamente essere fatta senza indulgere a volgarità, e senza passare per offese.

Poi, laicamente, si intende, senza tirare in ballo la religione, che non c’ entra niente, laicamente, sì, qualche vignaiolo più accorto e sagace dovrebbe spiegare a questo curato di città che col suo diario proprio la religione offende.

Inoltre, aizza proprio ad offese e volgarità, sollecita e tira fuori negli altri il peggio di sé, di cui chi gli ha risposto con le sue stesse delicatezze ha offerto nella fattispecie un incredibile repertorio.

Infine, in ultimo, ma non per ultimo, don Gigi, così postando, scredita attraverso le sue esternazioni il mezzo stesso, il mezzo che è messaggio, attenta quotidianamente alla libertà di internet, per sé e purtroppo pure per gli altri che usano i nuovi mass media, la sminuisce, la mortifica, la uccide.

Insomma, qualcuno gli dica di smettere.

Si dia una regolata. Amen.

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

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