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INTIMIDAZIONE A LECCE CONTRO UNA SINDACALISTA

| 9 marzo 2017 | 2 Comments

(e.l.)______Una dirigente della Cgil che si occupa di lotta al caporalato e allo sfruttamento nelle campagne di Nardò, ha ricevuto sul suo telefonino la foto di un topo impiccato.

In un comunicato la segretaria provinciale dell’ organizzazione, Valentina Fragassi: “esprime innanzi tutto la piena solidarietà e vicinanza alla nostra compagna” e poi così commenta l’ accaduto: “Ribadiamo che nessun vile tentativo di intimidazione o minaccia può far arretrare la nostra attività. Da tempo abbiamo intrapreso, nel nostro territorio, una lotta in luoghi di lavoro governati da un sistema diffuso di illegalità e sfruttamento; siamo coscienti che il nostro intervento stia seriamente infastidendo chi lucra sulla pelle di lavoratori e lavoratrici deboli e ricattabili. Una consapevolezza che ci convince ad andare avanti con sempre più determinazione. La strada per i diritti non è mai stata facile, ma non faremo un passo indietro.

Abbiamo già avuto un colloquio con S.E. il Prefetto e oggi formalizzeremo la denuncia alle forze dell’ordine.

Ringraziando tutti per l’attenzione e la vicinanza, chiediamo a tutti gli organi di informazione di aiutarci a tutelare il più possibile la vittima delle presunte minacce”.

 


Category: Cronaca, Politica

Comments (2)

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  1. uccio ha detto:

    Non credo ci voglia molto a scoprire da quale telefono é stata inviata la foto. E comunque tutto questo clamore mediatico per una foto, mi sembra sinceramente eccessivo. Mi chiedo se non fosse stata della C G I L ci sarebbe stato tanto rumore? Sul nostro territorio ben altre intimidazioni si consumano senza che nessuno dica una parola, o scriva una frase.

  2. Lecce Bene Comune - tramite redazione ha detto:

    Lecce Bene Comune esprime piena e totale solidarietà nei confronti della compagna, vittima di un infame atto intimidatorio.

    In un’epoca in cui si torna ad erigere muri per separare l’Umanità, LBC
    si conferma a totale disposizione di chiunque, sindacati, associazioni o singoli, si dedichi invece quotidianamente ad innalzare muri contro ogni forma di umiliazione, sfruttamento del lavoro o schiavitù.

    Tra le mille precarietà di questo tempo, in questa lotta abbiamo almeno
    una solida certezza: nessun cedimento di fronte ad alcuna intimidazione, chiunque sia a perpetrarla.

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