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“Ci hanno massacrato!”, A leccecronaca.it CRISTIAN CASILI RACCONTA LE BOTTE CHE HA PRESO DALLA POLIZIA

| 28 marzo 2017 | 24 Comments

(g.p.)______

– Pronto? Consigliere, mi sente? Che cosa è successo?

– Sì, l’ ira di Dio…Che cosa è successo? L’ ira di Dio è successo!

– Lei, come sta?

Male. Ho una contusione sul braccio sinistro e un’ altra sulla schiena, ci han preso a manganellate, e ci han colpito con gli scudi.

– Ma come è successo?

Eravamo davanti in prima linea, cercavamo di tenere calmi gli animi. Chiedevamo al Questore e al responsabile sul posto di sospendere i lavori di espianto proprio in virtù della criticità della situazione E invece hanno usato la forza, lo Stato contro i rappresentanti dello Stato.

– Chi c’ era con lei?

– C’ erano altri due consiglieri regionali, Antonio Trevisi e Cosimo Borracino, poi i sindaci del territorio…

– Chi?

– Io adesso ricordo solo il sindaco di Melendugno, Marco Potì, che è stato sempre al mio fianco… I cittadini, la gente…Almeno tre o quattrocento persone. Hanno cominciato a spingere la gente, forte, ci hanno distrutto. Perché poi? Per difendere gli interessi dei privati, calpestando le istituzioni locali. Oggi è una pagina tristissima per le istituzioni, e per chi non ci rappresenta.

– Che fate ora?

– I sindaci stanno valutando di andare dal Prefetto a restituire la fascia tricolore, e stanno decidendo il da farsi nelle prossime ore. Noi comunque saremo con loro. ______

LA RICERCA nella nostra ULTIM’ORA di pochi minuti fa

http://www.leccecronaca.it/index.php/2017/03/28/ultimora-tap-lo-stato-contro-lo-stato-manganelli-e-camion-contro-i-cittadini-contro-il-sindaco-contro-il-consigliere-casili/ ______

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 17.45

Cristian Casili, benché ferito, è con i sindaci dal Prefetto di Lecce

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (24)

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  1. M5S Puglia- tramite redazione ha detto:

    IL GOVERNO MANDA FORZE DELL’ORDINE IN ASSETTO ANTISOMMOSSA PER FAR FRONTE ALLA PROTESTA PACIFICA DEI CITTADINI DI MELENDUGNO!

    Chiediamo ai manifestanti di non inveire contro le forze dell’ordine. Quei poliziotti stanno facendo il loro lavoro, cittadini come noi che fanno ciò che qualche vigliacco che siede in comodi uffici gli ha stato ordinato di fare.

    LE COLPE E LE RESPONSABILITÀ SONO DI CHI LI HA MANDATI LÌ!

    Di un Governo PD che invia un numero spropositato di forze dell’ordine come se dovessero fronteggiare dei malviventi, mentre oggi a Melendugno c’erano solo dei padri di famiglia, degli agricoltori, dei genitori, dei cittadini che amano la loro terra e che ancora una volta sono costretti a vedere il loro territorio distrutto in nome di accordi presi nelle segrete stanze da un governo PD che ha il solo interesse di favorire quelle multinazionali e banche che poi finanziano le campagne elettorali!

    DALL’ALTRO LATO IN REGIONE ABBIAMO UN GOVERNATORE CHE DORME!

    Assente, troppo impegnato nella sua scalata interna al partito mentre i suoi compagni di merenda saccheggiano e distruggono il nostro territorio. Lo stiamo incalzando da un anno e mezzo suggerendogli passo passo tutte le azioni da fare per contrastare TAP. Solo pochi giorni fa, il 21 marzo abbiamo fatto approvare una ennesima mozione in Consiglio per contrastare gli espianti salvo poi scoprire che la giunta Emiliano si è “dimenticata” di girare all’avvocatura il testo di quella mozione urgentissima.

    Ieri l’abbiamo inoltrata noi stessi all’Avvocatura ed oggi finalmente siamo riusciti ad ottenere il risultato: l’Avvocatura ha impugnato la nota ministeriale!

    Emiliano svegliati o dimettiti! Smettila di pensare al PD e datti una mossa, la Puglia ha bisogno di essere governata da un Presidente non da uno showman!

  2. Michele Emiliano, presidente Regione Puglia- tramite redazione ha detto:

    Le drammatiche notizie che giungono da San Foca descrivono una situazione nella quale il Governo della Repubblica sta utilizzando le Forze dell’ordine per risolvere una questione politica che non ha mai voluto affrontare ascoltando le popolazioni residenti ed in particolare l’indicazione della Regione Puglia e dei Comuni, che avevano chiesto di localizzare l’approdo del gasdotto più a nord, nell’area del comune di Squinzano, che ha dato il suo consenso, evitando di impegnare una delle più belle spiagge dell’Adriatico pugliese.
    La battaglia del Tap è diventata per il Governo un simbolo della sua volontà di non dare alcun peso al parere delle popolazioni residenti che devono ricevere grandi opere pubbliche ad alto impatto ambientale.
    Eppure la Puglia non ha mai detto no al gasdotto Tap, ma anzi intendeva favorirne la realizzazione pacifica attraverso una sua diversa localizzazione.
    Si stanno confrontando a San Foca non i manganelli della polizia e le fasce tricolori dei sindaci ma due diverse concezioni della politica.
    L’una servile rispetto agli interessi dei grandi gruppi economici e dura e severissima con i diritti dei cittadini. L’altra, basata sulla connessione tra istituzioni e popolo a tutela dell’ambiente e della bellezza.
    Utilizzando il massiccio spiegamento di forze che oggi è stato predisposto, il Governo dà la misura della sua incapacità di ascoltare e elaborare politicamente le richieste di una regione intera che ha nel suo programma di governo, elaborato dal basso e votato da centinaia di migliaia di pugliesi, lo spostamento dell’approdo del Tap in un’altra area.
    Si risponde sempre stancamente che questo spostamento non è possibile perché si perderebbe troppo tempo.
    La fretta dunque ancora una volta passa sopra le teste di cittadini e delle istituzioni locali che pure hanno saputo difendere la Costituzione della repubblica nella parte in cui tutela le autonomie locali e la autodeterminazione degli stessi.
    La Regione Puglia, che è al fianco di tutti i cittadini ed i sindaci impegnati in questi momento, sta portando avanti la battaglia legale in tutte le sedi possibili.

    Ieri purtroppo abbiamo dovuto incassare una pesante sconfitta giudiziaria da parte del Consiglio di Stato.
    Pende ancora davanti alla Corte Costituzionale il ricorso per conflitto di attribuzione proposto dalla Regione Puglia nei confronti del Governo per non aver dato neanche una risposta alla Regione sulla richiesta di revoca dell’autorizzazione unica, cioè per non averla coinvolta sin dal momento della presentazione del progetto da parte di Tap.
    Io personalmente in Commissione parlamentare antimafia ho spiegato l’incongruità dell’approdo del Tap tanto a sud da costringere alla costruzione di un gasdotto terrestre di 55 km per la riconnessione alla dorsale Snam, che dovrà essere realizzato a carico della tariffa gas dei cittadini italiani, pur essendo al servizio di un’opera privata sia pure di interesse pubblico. Ho specificato inoltre che in quell’area l’inutile tratto aggiuntivo del gasdotto terrestre avrebbe costretto allo spostamento di migliaia di alberi di ulivo. Ma tutto questo purtroppo sino ad oggi non è servito a nulla.
    In attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, che ove accogliesse le nostre richieste ci consentirebbe di ridiscutere l’approdo Tap, abbiamo deciso di impugnare la nota del Ministero dell’Ambiente del 27 marzo 2017. La suddetta nota “autorizza” Tap ad effettuare le attività preparatorie alla effettiva fase di inizio dei lavori. La Regione Puglia si riserva ogni ulteriore eventuale iniziativa giudiziaria finalizzata alla modifica del punto di approdo.

    Aggiungo infine che un ulteriore battaglia si sta svolgendo a livello nazionale in sede di Via per l’esame del progetto di microtunnel.
    In quella sede vigileremo con grande determinazione per ottenere lo spostamento dell’approdo nell’area del comune di Squinzano da noi indicata.
    Ho istituito con il sindaco di Melendugno e gli altri sindaci interessati alla vicenda un tavolo tecnico politico permanente che ci consenta di condurre insieme questa battaglia al meglio delle nostre possibilità

  3. Cosimo Borracino, Sinistra Italiana - tramite redazione ha detto:

    Questa mattina sono a Melendugno, al fianco della comunità salentina e pugliese che sta pacificamente manifestando contro l’avvio dei lavori per la realizzazione del gasdotto TAP, un’opera faraonica che avrà un enorme impatto ambientale e che approderà proprio sulla spiaggia di San Foca, pregiudicando uno dei tratti più belli della nostra costa e dando così un colpo durissimo allo sviluppo locale legato al turismo.

    Eppure dinnanzi ad una mobilitazione pacifica di una comunità che è scesa in strada per difendere le sue bellezze naturali e il suo territorio, stiamo assistendo in queste ore alle incomprensibili ed inaccettabili pressioni e spinte delle forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa su manifestanti inermi.

    Quello che sta succedendo qui è indegno per uno Stato di diritto.
    Con la violenza di Stato si vuole soffocare la protesta pacifica di una comunità che si oppone a questo progetto.

    Sono qui accanto ad altri due consiglieri regionali (i colleghi Trevisi e Casili), ai sindaci della zona, a tanti compagni di Sinistra Italiana e a tantissimi manifestanti, e invito tutte le forze democratiche a scendere in strada e a raggiungerci qui a Melendugno per fare un fronte comune a presidio della democrazia e della libertà di manifestare per la difesa del nostro territorio.
    Noi continueremo ad essere al fianco di questa comunità e continueremo a batterci, con le sole armi della nonviolenza e delle nostre ragioni, per tutelare questo pezzo di Puglia e di Mezzogiorno che non è disposto a piegarsi agli interessi di una grande multinazionale.

  4. Marco Potì, sindaco di Melendugno - tramite redazione ha detto:

    Un giorno triste per questa terra. Per favorire una multinazionale con sede in Svizzera, lo Stato italiano ha deciso di sgomberare bambini, donne, disabili, sindaci e consiglieri.
    Era una manifestazione pacifica in cui abbiamo più volte chiesto di far prevalere il buon senso.
    Da cinque anni questa opera è incompatibile con il nostro territorio. Non solo per l’eradicazione degli ulivi ma per il rischio idrogeologico.

  5. Wojtek Pankiewicz, Valori e Rinnovamento - tramite redazione ha detto:

    Il Governo, servo della multinazionale Tap, si vergogni per lo smodato uso della forza ai danni di inermi cittadini e dei sindaci presenti. Tranne alcuni illuminati sindaci presenti a difendere il territorio, come sempre latitanti i politicanti salentini. Ci riprenderemo ciò che è nostro.
    Stamattina, come annunciato, il Movimento Culturale “Valori e Rinnovamento” è stato in trincea al cantiere Tap di San Basilio al fianco di alcuni illuminati sindaci e del popolo che ama il suo Salento.

    Tutte le vie d’accesso al cantiere erano bloccate da ingenti contingenti delle forza dell’ordine alle quali va tutto il mio rispetto perchè gli ordini arrivano dal Governo.
    Sono passato solo perchè conosciuto dai funzionari dei vari posti di blocco.
    Ho percorso due chilometri a piedi in campagna. A tutti veniva impedito l’accesso. Regime poliziesco. C’era un incredibile numero di poliziotti, carabinieri e finanzieri e un elicottero. Mancavano solo i caccia bombardieri dell’Aviazione Militare.
    Si vergogni il Governo italiano, servo di una multinazionale di uno Stato dittatoriale e si vergognino, soprattutto i politicanti salentini, parlamentari e consiglieri regionali, che avrebbero dovuto difendere in prima linea il nostro meraviglioso territorio da questo ennesimo stupro.
    Essi sono inutili e dannosi come la Tap. Contano come il due di picche a briscola. Non solo svendono il nostro territorio, in cambio ci fanno togliere pure treni e aerei. Ridicoli!
    Non dobbiamo votarli più. Così come qualche associazione imprenditoriale di accattoni in cerca di improbabili mance da Tap.

    Sono convinto che ancora ce la possiamo fare. Noi di “Valori e Rinnovamento” ci rimbocchiamo le maniche e lotteremo al fianco dei grandi sindaci no tap. Riappropriamoci della nostra terra, riappropriamoci del nostro futuro. Il Salento non è terra di conquista. Il Salento è Terra di Bellezza. Il Salento è un paradiso. No alla Tap, si all’Economia della Bellezza con turismo, agricoltura, artigianato… Sveglia Salento! Evviva il Salento libero!

  6. Ernesto Abaterusso, Articolo 1 - tramite redazione ha detto:

    Il diritto a manifestare il proprio dissenso è costituzionalmente garantito. Per questo non si tocca!

    Mai avremo pensato di vedere rispondere con la violenza a una legittima e pacifica manifestazione dei cittadini contro la realizzazione di un’opera che – torniamo a ribadirlo – desta forti dubbi dal punto di vista dello sviluppo e dell’impatto paesaggistico e ambientale.

    Nell’esprimere piena solidarietà ai manifestanti chiediamo al governo di fermarsi e di ascoltare le istanze dei cittadini e del territorio. Nessuno resti in silenzio di fronte ai tristi fatti di oggi!

    Si lavori in tutte le sedi opportune affinché sia fatta quanto prima chiarezza su quanto accaduto e sulle motivazioni che impediscono di individuare un approdo alternativo.

    Ci piacerebbe conoscere, infine, il parere del vice Ministro Teresa Bellanova che fino a qualche anno fa annunciava Urbi et Orbi che si sarebbe incatenata per impedire la realizzazione del gasdotto mente oggi fa parte di un Governo che invia le forze dell’ordine contro cittadini che manifestano in maniera pacifica il loro legittimo dissenso nei confronti del gasdotto.

  7. Gruppo Consigliare M5S Regione Puglia - tramite redazione ha detto:

    Se non fosse stato per noi che ieri abbiamo girato all’Avvocatura il testo della mozione approvata dal Consiglio, la Regione non avrebbe mai impugnato la nota ministeriale che legittima gli espianti. Proprio quella mozione che la giunta Emiliano non si era nemmeno degnata di girare all’Avvocatura regionale.
    Forse se lo avesse fatto per tempo quanto è accaduto oggiAggiungi un appuntamento per oggi si sarebbe potuto evitare.

    I colpevoli di ciò che è successo oggi non sono, naturalmente, gli esponenti delle forze dell’ordine che stavano facendo il loro lavoro, ma chi li ha mandati lì a fronteggiare in assetto antisommossa, dei cittadini indifesi.

    Ma sia chiaro: Emiliano è corresponsabile quanto Renzi a causa della sua immobilità. In questo anno e mezzo, esattamente da dicembre 2015 lo abbiamo dovuto rincorrere ed incalzare sul tema mentre lui impiegava il suo tempo solo per quelle battaglie che potevano garantirgli una vetrina nazionale.

    Ed è inaccettabile come il Presidente della Regione si ricordi di TAP solo adesso, dopo un anno e mezzo che lo incalziamo sul tema, solo perchè sono arrivate le telecamere e coglie la ghiotta occasione per utilizzare l’argomento per la sua campagna elettorale contro Renzi. Emiliano la situazione della Puglia è grave e quanto accaduto oggi lo dimostra. Basta pensare alle primarie PD, la Puglia ha bisogno di un governatore: svegliati o dimettiti.

  8. Nico Bovaro, Sinistra Italiana - tramite redazione ha detto:

    Quello che è accaduto questa mattina ha dell’incredibile, la gestione dell’ordine pubblico è stata scriteriata. Militarizzazione totale del territorio fin dalle prime luci dell’alba per impedire a cittadini e giornalisti di accedere all’area del cantiere, controllato da oltre un centinaio di uomini in tenuta antisommossa ed un elicottero.
    Il ministro dell’Interno ed il Prefetto di Lecce hanno enormi responsabilità sulla repressione odierna: si fermino gli espianti degli ulivi e si riapra immediatamente il dialogo con comitati ed istituzioni locali.
    Nicola Fratoianni, Segretario nazionale di Sinistra Italiana, ha chiesto al Governo di riferire in Parlamento sulle violenze di questa mattina.

  9. Paride ha detto:

    Posso rispondere ad Emiliano?
    Egregio magistrato, nonché presidente della regione puglia.
    Invece di parlare, parlare, parlare, perché non va anche lei a Melendugno in prima fila? C’è poi un altro fronte di cui nessuno parla:
    La marina tra San Pietro in Bevagna ed Avetrana, dove anche li ci sono poliziotti in tenuta anti sommossa per lo stesso identico motivo. Anche li stanno espiantando in fretta ed in furia gli alberi.
    Vergogna, vergogna, vergogna ed ancora vergogna. E non mi si venga a dire che non si può fare nulla, che bisogna attendere gli esiti.
    Si metta in prima fila, vediamo se hanno il coraggio di menare anche un presidente di regione, nonché magistrato!

  10. giuseppe raimondi ha detto:

    Mi rivolgo a coloro che difendono la Polizia dicendo che stanno facendo il loro lavoro e che hanno ricevuto degli ordini. Ma se gli ordinassero di sparare sulla gente cosa dite? Lo fanno per queste banali scuse? Anche i Nazisti sterminavano le popolaziani ed eseguivano degli ordini. E se qualcuno cominciasse a presentarsi con Kalashnikov e Bombe Ananas come la mettiamo? Siete davvero impazziti. Costoro servono Governi Illegittimi e dovrebbero prendere a Bastonate i Questori e Prefetti che gli danno gli Ordini.Sono i Nuovi Gerarchi e fomentano il Risentimento e la Rabbia dei Cittadini. Attenzione che può finire molto male.

  11. angelo ha detto:

    Bravi condivido a pieno tutti i commenti ma non condivido le critiche ai poliziotti perché anche loro sono padri di famiglia. La colpa è di questo governo PD di merda che li ha mandati li.

  12. Marco ha detto:

    Non è vero che le responsabilità sono solo di un “governo” (PD), ma anche di chi autorizza certi ordini e di chi li mette in pratica. Ci vuole etica nei lavori, è troppo facile scaricare sempre le colpe.

  13. Roberto ha detto:

    E basta con questa storia del “è il loro lavoro…” questo vuol dire che al loro posto avreste manganellato anche voi ??? Vergognatevi !!!

  14. Elisa colella ha detto:

    I potenti uniti al governo PD stanno comodi sulle loro poltrone e fanno fare la guerra tra poveri! Hanno addestrato bene gran parte delle forze dell’ordine per essere protetti da loro. Emiliano si svela un parolaio e intanto feriscono i nostri ragazzi. Vergogna. Ma non so se questa parla la conoscono.

  15. Gianluca ha detto:

    Sono d’accordo con chi invita Emiliano a scendere in prima fila invece di parlare e pensare a girare l’ Italia per la segreteria del PD. Anche io mi chiedo come è possibile che un poliziotto possa pensare di caricare della gente indifesa che stà contestando pacificamente.

    Per questo motivo ho sempre pensato che non importa il colore politico ma che alla regione bisogna votare gente del nostro territorio !!!!!

  16. Giuseppe Turco, La Puglia con Emiliano - tramite redazione ha detto:

    Una triste pagina per la democrazia della nostra terra. Cariche e manganelli non servono a nulla. Massima solidarietà ai manifestanti.

    Rispettiamo le forze dell’ordine, ma le cariche contro i cittadini e i rappresentanti istituzionali, pur se dettate da ordini superiori, potevano essere evitate. I poliziotti sono anche loro figli di questa terra e dovrebbero stare al fianco delle madri, dei padri, dei fratelli e delle sorelle pugliesi. Mi viene in mente in queste ore l’immagine bellissima dell’estate scorsa di una manifestante anti-Ilva che viene abbracciata da un poliziotto. Ecco, non perdiamo lo spirito di quella foto. Niente violenze, ci si confronti pacificamente.

  17. Gianluca Maggiore, Comitato No Tap - tramite redazione ha detto:

    Finalmente è palese Michele Emiliano non ha nessuna intensione di fermare Il Tap.
    Tap si sta basando su autorizzazioni vecchie per gli espianti, autorizzazioni che riguardano un vecchio progetto del 2015, a febbraio di quest anno tap ne ha presentato uno nuovo che si sta ancora valutando.
    Basterebbe che Emiliano facesse ritirare le autorizzazioni fitosanitarie per evitare la mattanza di ulivi e persone, ma ad Emiliano interessa che tap riceva i finanziamenti, che la popolazione,si faccia pure manganellare e malmenare.
    Per lui l’opera è strategica e va fatta e ci prende in giro alla grande. È strategica anche se non rispetta i diritti umani, anche se non porta benefici in nessuna delle terre che attraversa, forse al pd si. Tap non ha un progetto fattibile.
    Tap è inutile perché non ci fa staccare dal gas russo ma ne porta altro,proveniente sempre dalla russia attraverso l’Azerbaijan. Ma forse la speculaziobe finanziaria che c’è dietro al tap conviene anche ad Emiliano? Governatore non è tardi, questa mattina ritiri immediatamente il fitosanitario 2015 eviti questa inutile mattanza di ulivi e soprattutto di cittadini.
    Ieri senza senso sono stati caricati ragazzi delle superiori e i sindaci mentre lei era tranquillo a farsi propaganda.L’altra storia che rasenta il ridicolo è il ricorso che la regione si appresta a fare,senza sospensiva,con un giudizzio che arrivara tra qualche anno,utile come il TAP,a lavare la faccia al Presidente della Regione e ai suoi uffici.
    Passi una buona vita di vergogna per aver voltato la faccia ai suoi corregionali.

  18. Maurizio Buccarella, M5S - tramite redazione ha detto:

    Le mie scarpe non si sono sporcate della terra rossa del Salento quando ieri mattina le Forze dell’Ordine sono intervenute nelle campagne di Melendugno ad imporre con la forza dell’autorità dello Stato la deportazione di decine di ulivi per lo scriteriato progetto TAP, superando l’opposizione pacifica di centinaia di cittadini salentini che facevano scudo per proteggere quello che è anche un simbolo dell’identità di un Territorio.
    Ho potuto solo portare nell’aula del Senato, poco fa, l’eco di quel grido di dolore e rabbia dei miei concittadini, di quei sindaci coraggiosi di ogni colore politico e dei colleghi portavoce del M5S – alcuni dei quali portano i segni di quei momenti- che erano con i comitati, gli agricoltori, gli imprenditori, gli studenti che presidiano il cantiere.
    Non c’è rassegnazione, gli affarismi di pochi e la politica ad essi svenduta non vinceranno.

  19. Tap Italia - tramite redazione ha detto:

    TAP ha profondo rispetto per chi manifesta pacificamente il proprio dissenso e conferma per l’ennesima volta la sua disponibilità a confrontarsi con chi vuole fare proposte. Anche per questo riteniamo necessario segnalare invece la presenza di comportamenti violenti all’interno della protesta contro il progetto.

    Nelle ultime ore sono state registrate minacce nei confronti di partecipanti ai progetti finanziati da TAP sul territorio, di partner di questi progetti e persino nei confronti degli operai che stanno facendo il proprio lavoro in cantiere nel pieno rispetto della legge, come confermato appena l’altro ieri dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha sancito l’assoluta legittimità del progetto e dell’iter procedurale seguito per la sua approvazione.

    Tutti i soggetti destinatari di questi atteggiamenti intimidatori hanno regolarmente sporto denuncia alle Forze dell’Ordine nelle ultime ore.

    Altri comportamenti violenti sono stati registrati nell’area di cantiere. Questa notte è stata lanciata una bomba carta contro la recinzione; uno striscione con esplicite minacce di morte a uno dei nostri colleghi è esposto in cantiere tra i manifestanti senza che nessuno, a partire dai soggetti istituzionali presenti da giorni in agro di Melendugno, abbia preso le distanze da questi comportamenti.

    È stata inoltre lanciata una torcia accesa all’interno dell’area di cantiere, mettendo a rischio l’incolumità di chi sta lavorando al trasferimento temporaneo degli ulivi.

    Sulla pagina Facebook del presidio NO TAP è stato riportato un elenco di tutte le aziende e i soggetti che lavorano con TAP, con “fini non ben chiari” rispetto a tutti coloro che collaborano con il progetto.
    TAP esprime la massima solidarietà a tutti i soggetti colpiti da questo clima poco sereno.
    L’azienda continuerà a denunciare ogni comportamento violento e ogni minaccia che si dovesse manifestare nei prossimi giorni.

  20. Comitato No Tap - tramite redazione ha detto:

    Perché sradicare gli alberi senza progetto esecutivo e VIA del microtunnel se poi non si può andare avanti?
    Sono questi gli ultimi tentativi della multinazionale Svizzera di addossare la colpa del suo fallimento sulla popolazione e su enti locali.
    Quella che era una sensazione ora è una certezza.Il teatrino che sta andando in scena serve solo ha chiedere danni.
    Forse non è chiaro che il governo ha venduto San Foca a l’Azerbaijan molto prima dell’Autorizzazione Unica,anzi addirittura prima della VIA.
    Senza nessuna certezza sulla reale fattibilità del progetto il Governo si è legato finanziariamente alla realizzazione di questo progetto fantasioso e senza basi tecniche,ma con tante spinte politiche.
    Il tentativo palesemente evidente di questi giorni è di accusare la popolazione di aver bloccato TAP per poi chiedere penali.
    Ma ammesso che TAP espianti gli ulivi,cosa farà dopo?
    Niente!assolutamente niente!
    Il progetto del microtunnel è in assoggettabilità VIA,le modifiche presentate per la realizzazione sono sostanziali,ma comunque non sufficienti e TAP si trova letteralmente in un pantano.
    La conformazione geologica non riesce a sostenere l’enorme struttura in cemento del “pozzo di spinta”con annessi 1540metri di conci di cemento di 3 metri di diametro del microtunnel.
    Ora è chiaro che i 231 alberi di ulivo sono un simbolo e TAP li vuole usare per cercare di estorcere penali e coprire la sua incompetenza.
    Siete invitati a venire a verificare quello che diciamo direttamente sul nostro presidio( 40°18’22.0″N 18°23’02.4″E )

  21. Daniela Donno, M5S - tramite redazione ha detto:

    Il Movimento 5 stelle continua a sollevare tutti i dubbi e le criticità che permangono sulla TAP, e per questo ho presentato una interpellanza urgente ai ministri di Ambiente, Agricoltura e Sviluppo economico.
    Nell’interpellanza chiediamo ai ministri di vigilare sull’attuale stato in cui si trovano gli ulivi espiantati dall’area di cantiere del gasdotto in particolare sul rispetto delle norme, alle modalità di messa a dimora temporanea nonché alla costruzione di un canapy protettivo rispetto agli insetti vettori del batterio Xylella Fastidiosa.

    Chiediamo di verificare e supervisionare lo stato dei luoghi, sia di espianto che di reimpianto momentaneo degli ulivi, a garanzia delle corrette pratiche agronomiche. E chiediamo anche conto del massiccio spiegamento di forze dell’Ordine e le azioni repressive spiegate contro i manifestanti, azioni che ricadono sotto la responsabilità del Governo.

    In tutto questo, ancora manca un provvedimento di revoca o di annullamento in autotutela delle autorizzazioni all’espianto di 211 piante di ulivo rilasciate dall’Osservatorio Fitosanitario e dal Servizio Provinciale dell’Agricoltura.
    Emiliano ha aspettato strumentalmente l’arrivo dell’ultima nota del Ministero dell’Ambiente e solo dopo di questa, chissà perché, ha annunciato azioni impugnative per il mezzo dell’Avvocatura regionale. L’intempestività del Governo regionale a fronte non solo di espresse richieste del Consiglio, ma anche delle istanze e delle rimostranze dei cittadini pugliesi, è spaventosa.

    Mentre Galletti proprio oggi ha tentato di sminuire l’intera opera sostenendo di essere il primo difensore degli alberi.
    Siamo davvero all’assurdo: la nostra terra, purtroppo, muore giorno dopo giorno davanti all’inerzia ed alla sfacciataggine di chi ha il potere di cambiare le cose solo per un tornaconto che non è quello della comunità.

  22. Marco Potì, sindaco di Melendugno - tramite redazione ha detto:

    Oggi è stata un’altra giornata triste per la democrazia, la libertà, la costituzione italiana. A mente fredda, quando la multinazionale svizzera (che non fa parte della comunità europea) finirà di espiantare e condurre ad inutile sacrificio i (primi) 211 (su circa 2000!) ulivi di melendugno, occorrerà riflettere molto su quanto accaduto e sta continuando ad accadere sul territorio che rappresento, perché democraticamente eletto dai cittadini Melendugnesi.
    Intanto sento forte la necessità di smentire decisamente una falsa notizia che è circolata quest’oggi su qualche agenzia, allorquando le forze dell’ordine hanno sgomberato, con metodi non proprio gentili, un gruppo di sindaci e cittadini mentre rilasciavano interviste ai numerosi giornalisti presenti.
    Il Sindaco Potì ha gettato la fascia a terra in segno di protesta per l’azione della polizia.
    Umiliazione si, sdegno si, rabbia si.
    Ma la FASCIA rimane sul mio petto, perché c’è l’hanno messa lì i miei concittadini e per nessun motivo la maltratterei od offenderei, come purtroppo qualcuno oggi ha fatto!

  23. Ernani Favale, Rifondazione Comunista - tramite redazione ha detto:

    Quanto sta subendo il Salento in queste ore, tra i suoi ulivi a ridosso del mare, è di una gravità inaudita.
    Persone in prima linea, con alle spalle la pesante assenza delle istituzioni e di fronte lo Stato in tenuta antisommossa ed il manganello in mano a difendere gli interessi di pochi a scapito di tanti. E se non il manganello con la videocamera a filmare i manifestanti.
    Questa è San Foca da un po’ di giorni, dove le uniche autorità presenti, i sindaci di molti comuni salentini, sono costrette a chiedere il permesso per rilasciare un’intervista, prima di essere accerchiati e allontanati a spinta insieme ad altri cittadini che
    manifestano pacificamente per un diritto semplice.
    Quello di mettere in luce l’assurdità di un progetto
    come quello che è la TAP.
    E lo stanno facendo in una maniera che nessuno dei sostenitori di questo progetto voleva. Con le mani alzate davanti agli scudi di polizia, carabinieri e guardia di finanza.
    Una protesta pacifica che probabilmente non sta andando giù a chi invece sperava in un pretesto per far passare tutte queste persone per violenti.
    Ad oggi questo gioco a TAP non è riuscito, come riteniamo che non riuscirà nemmeno la realizzazione di un gasdotto, avulso da tutte le logiche tecniche ed economiche che possano mirare ad un modello sostenibile di società, nonostante le operazioni di marketing messe in atto ormai da tempo per comprare il consenso delle comunità.

    Quanto si sta consumando nelle campagne nei pressi della spiaggia di San Basilio rappresenta un sacrificio da portare in dono a chi dovrebbe finanziare quest’opera definita strategica e prioritaria come tutte quelle che il sistema liberista ci propina e che invece nascondono sempre il solito fine.
    Devastare i territori e la qualità della vita degli stessi per il profitto. Ma è davvero strategica ed utile alla collettività?
    Di certo non lo è per il Salento e nemmeno per l’Italia, visto che quel gas, semmai arriverà, sarà destinato al consumo di altri Paesi europei, per i quali rappresenta una quantità esigua viste le portate
    del progetto.
    È inaccettabile quanto sta accadendo davanti ai cancelli del cantiere ormai da giorni, e di cui l’Italia intera si sta facendo un’idea, mentre le immagini passano dai canali nazionali, spesso commentate da sostenitori di questo Governo che parlano ancora di “sconti sulla bolletta”, ristori ambientali, strategicità e possibili conversioni a gas di impianti industriali ed energetici, credendo di confondere le idee in merito alle finalità della TAP, tacendo poi sul fatto che questa situazione potrebbe avere ripercussioni sull’economia turistica
    già a partire dalla prossima estate.
    A questi si aggiunge larga parte della politica locale con un
    atteggiamento attendista, che mira a non perdere consenso in vista delle prossime amministrative.
    Per finire al Presidente Michele Emiliano che ogni giorno pensa ad un approdo diverso, ammettendo in
    sostanza che per lui l’opera è utile, e più interessato alla corsa della segreteria PD che al futuro di questa terra.

    Bisogna ribadire con forza un NO deciso a quest’opera né a San Foca né altrove, perché l’unica opera strategica è la difesa del territorio e la lotta contro la speculazione.
    Sarà una battaglia che deve interessare tutti e che si farà metro su metro di tubo, al fianco del Comitato NO TAP. E quando si lotta tutti insieme si vince. Sempre.

  24. Dario Stefàno, La Puglia in Più - tramite redazione ha detto:

    Fa troppo male l’ingigantirsi della crisi nei rapporti tra i diversi livelli istituzionali e tra le comunità e le istituzioni: sono conflitti che portano solo sofferenza e sconfitta. La politica è tutt’ora chiamata ad uno sforzo affinché si trovi lo spazio di una mediazione, che io credo ancora possibile.

    Siamo di fronte ad una grave spaccatura, ad un ennesimo drammatico scontro, questa volta tra un interesse “dichiarato” nazionale e le legittime ambizioni dei territori, che vogliono legittimamente contribuire a decidere del loro futuro.

    La politica è chiamata ad uno sforzo per trovare lo spazio di una mediazione, affinchè non si consolidi un cortocircuito tra le istituzioni, una divisione così profonda tra le diverse forze democratiche. E non si alimenti un conflitto così forte, nel quale si criminalizzano da una parte la legittima rappresentanza civica, dall’altra le Forze dell’Ordine, chiamate a svolgere una funzione di ordine pubblico

    Non è mai troppo tardi per riconoscere anche le ragioni altrui. Ragioni che chi è chiamato a ruoli, non solo di rappresentanza politica ma anche di responsabilità di governo, ha l’obbligo di riconoscere per riportare la questione sul terreno di un tavolo di concertazione. E non in un pericoloso braccio di ferro nella terra arsa di quei 230 ulivi, diventati l’emblema di una protesta non contro un espianto temporaneo ma contro l’approdo a terra di un impianto oggettivamente poco compatibile con la vocazione di quel territorio.

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