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TOH, RIMUOVERE I FILOBUS NON SI PUO’ FARE PER DAVVERO! O MEGLIO: BISOGNERA’ ASPETTARE IL 2035! COSI’ IL NUOVO SINDACO IN CAMPAGNA ELETTORALE PERMANENTE E’ CAPACE DI RISOLVERE I PROBLEMI, SOLO A PAROLE. I PRIMI CENTO GIORNI DI CARLO SALVEMINI

| 10 ottobre 2017 | 0 Comments

(g.p.)______Votatemi, e riqualificherò le marine! Per ora, lo ha fatto con la così detta ‘comunicazione’, affidata all’ agenzia specializzata dei suoi amici, come si chiama adesso la propaganda, e con le passeggiate romantiche in riva al mare, come se non bastassero quelle infinite della campagna elettorale.

Votatemi, e basta bancarelle dei partiti nel salotto buono della città. Infatti, tutta piazza sant’ Oronzo, a parte il resto, data per tre giorni al Festival dell’ Unità/Cgil.

Votatemi, e nuovo piano per la circolazione, con chiusura al traffico! Salvo poi accorgersi che chiudere il centro al traffico senza un adeguato sistema di trasporto pubblico non si può.

Confuso e contraddittorio, ancora, sul nodo cruciale del gasdotto, che dovrebbe attraversare e devastare il territorio comunale leccese.

Una al giorno, insomma.

Quella di oggi, vera e propria figuraccia, è che si è accorto che il filobus non si può smantellare! Oggi. Dopo mesi di campagna elettorale in cui aveva promesso che lo avrebbe eliminato di brutto, se i Leccesi lo avessero votato. E sulla ‘rivoluzione dei trasporti’ si era accreditato come il rottamatore, da un lato, e il creatore, dall’ altro, sempre con tanto di codazzo di sodali e mestieranti compiacenti al seguito, in servizio permanente effettivo.

Oggi, ha fatto marcia indietro. Anche se i filobus a marcia indietro non ci potevano andare!

Insomma, primi cento giorni  e passa, da dimenticare, un fallimento su tutti i fronti.______

Ecco il testo del comunicato stampa di questa mattina diramato dal sindaco di Lecce Carlo Salvemini:

“Oggi è utile ribadire che la rimozione definitiva del filobus non sarà una operazione semplice né breve, ma resta un obiettivo possibile per il quale è necessario spendersi. Abbiamo infatti appreso che, a seguito di una rinegoziazione, il mutuo acceso dal Ministero dei Trasporti per la copertura della sua parte di finanziamento dell’opera presenta come scadenza il 2035.

Fino alla scadenza del mutuo, dunque, il comune non dispone della proprietà dell’opera e quindi non può decidere liberamente cosa farne. 

La notizia è giunta da Roma dopo l’approfondimento richiesto dal ministro ai suoi uffici a seguito dell’incontro con il Sindaco Salvemini del 5 ottobre scorso. In quell’incontro il ministro Delrio ha fatto presente il pericolo di incorrere in una procedura per danno erariale nel caso si fosse proceduto a rimuovere pali e fili prima dell’estinzione del mutuo, aggiungendo anche che ciò non impedisce, in ogni caso, di sospendere l’esercizio della filovia a fronte di una certificazione scientifica della sua insostenibilità economica, dell’impossibilità di migliorarne le performance per il raggiungimento degli obiettivi che i progettisti dell’opera si erano prefissi e del danno che essa provoca alle casse comunali.

 

Per ciò che riguarda l’eventuale danno erariale che deriverebbe dalla rimozione dell’infrastruttura l’amministrazione si riserva di effettuare ulteriori verifiche. Del resto anche non procedere alla rimozione di un’opera che arreca nocumento alla città dal punto di vista economico, ambientale e paesaggistico rappresenterebbe un comportamento irresponsabile da parte di chi oggi si trova ad amministrare la città.

 

“Il dilemma che siamo chiamati a gestire e risolvere – dichiara il sindaco Salvemini – riguarda il paventato rischio di danno erariale legato allo smantellamento, che può eventualmente impedirci di interrompere e rimediare all’esistenza di un danno certo e continuato. Siamo dunque chiamati a verificare se e nei confronti di chi verrebbe disposta l’inchiesta da parte della magistratura contabile, considerando che, evidentemente, non vi è alcuna intenzione di esporre al rischio di una condanna per procurato danno amministratori che non hanno responsabilità alcuna rispetto ad un’opera della quale sono chiamati a gestire le conseguenze e che intendono adoperarsi per rimuoverle. Occorre verificare se e a quali condizioni il filobus può essere ripensato per garantire gli obiettivi per cui è stato finanziato, progettato, eseguito e messo in funzione vale a dire 13.000 passeggeri al giorno, circa 1.000 negli orari di punta e 800.000 chilometri annui. I dati attuali, però, ci parlano di una media di 650 passeggeri al giorno e di 250.000 chilometri. É evidente che a fronte di questi numeri serve una expertise che metta nelle condizioni di accertare se, alle condizioni date, quei numeri – i soli che consentono di considerare l’opera al servizio della comunità – potranno mai essere raggiunti e come”.

 

È utile ribadire che il fatto che il filobus rappresenti un danno permanente per la città è oggi un’idea condivisa da tutte le componenti politiche cittadine. La passata giunta comunale definì il filobus in delibera:

 

“Un’opera pubblica frutto di un’attività illecita che rappresenta per l’Amministrazione Comunale un danno con effetti permanenti giacché rivelatasi del tutto inadeguata rispetto alle esigenze della città e pressoché inutilizzata dalla popolazione”.

 

Autorevoli esponenti della attuale minoranza si sono detti al fianco dell’amministrazione nel compimento del percorso di rimozione dell’infrastruttura. Fermare il filobus e con esso lo spreco di risorse pubbliche che provoca è dunque una battaglia che non ha colore politico: è nell’interesse comune di tutti i cittadini leccesi.

 

“In campagna elettorale – conclude Salvemini – dissi che il mio governo cittadino sarebbe stato quello impegnato nella dismissione del filobus. Non cambio idea oggi: a questo fine l’amministrazione, nei tempi e nei modi consentiti dalla legge, lavorerà per tappe alla rimozione di questo danno permanente”.

Category: Cronaca, Politica

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