NUOVA PROTESTA DEI LAVORATORI DI ‘ALBA SERVICE’

| 17 Ottobre 2017 | 2 Comments

(Rdl)______Nuova protesta questa mattina a Lecce, davanti la Prefettura, da parte dei lavoratori di ‘Alba Service’, la società di servizi partecipata dalla Provincia. Sono in agitazione da tre anni (nella foto, un’ occupazione del gennaio 2015), e in cassa integrazione dall’anno scorso. Chiedono garanzie per il loro futuro.

Dopo aver creato disagi al traffico all’esterno, all’interno hanno raggiunto la sala dove era in corso una riunione con i sindaci dei Comuni interessati dalla costruzione del gasdotto Tap, cui partecipavano, fra gli altri, il presidente della Provincia Antonio Gabellone e il prefetto Claudio Palomba.

Una nota diffusa nel primo pomeriggio dalla Cgil informa del fatto che: “le organizzazioni sindacali hanno ottenuto la convocazione di un incontro in Prefettura per il pomeriggio di venerdì. Al tavolo siederanno Provincia di Lecce, Regione Puglia e Task force regionale sul Lavoro”.

Il comunicato così prosegue: ” ‘L’unica preoccupazione della Filcams Cgil Lecce è l’occupazione dei lavoratori, trovare il modo di salvaguardare il futuro di 120 famiglie’, dice il segretario generale Mirko Moscaggiuri. ‘Pretendiamo che Provincia e Regione arrivino all’ appuntamento di venerdì con soluzioni e risposte certe. Da parte nostra, speriamo che si possa dare seguito alla proposta di una mobilità interna verso altre società partecipate. I toni della protesta stanno diventando sempre più accesi. Ciò è dovuto alla frustrazione crescente di lavoratori che da oltre 3 anni non ricevono alcuna notizia su prospettive e futuro, nonostante le varie rassicurazioni arrivate nel corso del tempo, non ultima quella giunta all’atto della firma del verbale per la cassa integrazione in deroga’.

Per i lavoratori di Alba Service l’odissea è cominciata con la riforma Delrio, che ha determinato l’assegnazione dei servizi fondamentali (tra questi la manutenzione di strade e scuole) alla Provincia e i servizi non fondamentali (assistenza sociale) alla Regione. A giugno 2015, col taglio delle Province si è verificata la sospensione del servizio. La situazione si è complicata con i primi decreti ingiuntivi di fornitori e lavoratori, fino alla messa in liquidazione della società nell’autunno dello stesso anno. L’equiparazione delle partecipate all’ ente pubblico (Testo unico degli enti locali, Tuel) ha consentito nella primavera del 2016 di riprendere i lavori, poi di nuovo sospesi per effetto di alcune sentenze. Il 29 dicembre 2016 si giunge alla firma del verbale per la cassa integrazione in deroga, che scadrà tra poco più di due mesi “.

Category: Cronaca, Politica

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  1. Cgil - tramite mail ha detto:

    Tre possibili indirizzi sulla vertenza Alba Service. Si è riunito oggi in Prefettura il tavolo convocato dal prefetto Claudio Palomba sulla società partecipata della Provincia di Lecce. Alla riunione hanno partecipato, oltre al rappresentante territoriale del Governo, anche: il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, e i tecnici dell’ente; l’assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo; la task force regionale sul Lavoro; il liquidatore della società e i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Ugl Servizi e Cobas.

    Dal tavolo sono emerse tre linee di indirizzo sul futuro dell’azienda. La prima: mobilità tra società partecipate, aspettando la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto ad hoc prevista per lunedì 23 ottobre. La seconda: ipotesi di concordato preventivo. Per realizzare questa soluzione, servono la volontà politica della proprietà, ossia la Provincia, e la disponibilità dei creditori (lavoratori compresi) ad accettare un recupero parziale del proprio credito (all’incirca il 25%). Terza linea di indirizzo: il fallimento della società.

    Il prefetto si è impegnato ad organizzare tavoli tecnici per le possibili soluzioni sul tappeto. Il prossimo incontro è stato già fissato per lunedì 30 ottobre. Questi incontri serviranno a: valutare gli spazi di manovra per l’attuazione del decreto di prossima pubblicazione e per giudicare nel merito la percorribilità della strada che porta al concordato preventivo in continuità.

    «Delle tre ipotesi in campo, non voglio neanche prendere in considerazione quella del fallimento, perché provocherebbe la procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori», dice il segretario generale della Filcams Cgil di Lecce, Mirko Moscaggiuri. «Le altre due strade sono percorribili a patto che ci sia la volontà politica della proprietà e che il decreto che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale preveda il passaggio dei lavoratori da una società partecipata all’altra, senza soluzione di continuità. L’obiettivo principale resta ovviamente la salvaguardia dell’occupazione e il riavvio dei servizi. Sugli assistenti sociali, l’assessore Leo ha preso un impegno preciso: nessuno dei 30 lavoratori di Alba Service perderà il posto di lavoro».

  2. Cgil - tramite mail ha detto:

    Si è svolto ieri pomeriggio in Prefettura un nuovo tavolo interistituzionale sul futuro di Alba Service. Dalla riunione è emersa l’ipotesi concreta di concordato in bianco per la ripresa delle attività lavorative. A proporre questa strada è stato il prefetto Claudio Palomba. Seduti al tavolo insieme con lui anche: l’assessore alle Politiche del Lavoro, Sebastiano Leo; il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone; la task force regionale sul lavoro, il liquidatore della società e i sindacati.
    Il concordato in bianco creerebbe una sorta di “ombrello” che, se accettato dal giudice, consentirebbe la ripresa dell’attività lavorativa.
    La soluzione ha bisogno dell’ok dei creditori titolari di almeno il 50% della quota capitale creditizia.
    Nel frattempo, la Regione, come ha ribadito l’assessore Leo, ha già chiesto ufficialmente al Governo la possibilità di una proroga della cassa integrazione in deroga, vista la disponibilità delle somme in via Capruzzi.

    Sull’esito del tavolo, il segretario generale della Filcams-Cgil Lecce, Mirko Moscaggiuri, si dice “pronto a valutare il percorso del concordato, a patto che ci sia la ripresa dell’attività lavorativa e della salvaguardia di tutti i 120 posti di lavoro. Questa strada passa da un protocollo d’intesa tra liquidatore, Provincia e Regione con la supervisione del prefetto. Al rappresentante territoriale del governo va il mio più sentito ringraziamento per l’attenzione più volte dimostrata su questa delicata vertenza”.

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