‘RARE RONDINI A PRIMAVERA’ DI VITO ANTONIO CONTE

| 11 Novembre 2017 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

È un Vito Antonio Conte (nella foto) che ha oggi qualche capello bianco, l’amarezza di chi ha sempre tenuto duro ma, adesso, si chiede se ne è valsa proprio la pena…E, soprattutto, conferma con vigore che è la Poesia (quella con la P maiuscola) l’unico antidoto contro il logorio della vita moderna (ve la ricordate la reclame del Cynar con Ernesto Calindri?) l’unica, sola ratio per la quale bisogna tifare, essendo le altre squadre, ahimè, affondate nelle paludi che circondano la nostra esistenza.

In soldoni, questo è il messaggio serpeggiante nella recente raccolta di liriche, edite da I Quaderni del Bardo di Stefano Donno, dall’emblematico titolo (di per sé una composizione poetica) di ‘Rare rondini a primavera (sempre più gabbiani lontani dal mare)’,

Conte, allora, gioca abilmente sul concetto sempre valido di ‘come passa il tempo’ e di ‘perché non abbiamo fatto per tempo quello che avremmo dovuto fare?’, inserendo un pizzico di ‘come eravamo’ e condendo il tutto con il sempre valido Bukowski che afferma borioso: ‘Se inizierò a parlare di amore e di stelle, vi prego: abbattetemi.’

Stavolta, però, la poetica di Vito Antonio, ancor più raffinata e curata delle precedenti raccolte, riecheggia momenti squisitamente bodiniani (Ho talmente tanto sonno/ Che non riesco a dormire/ In questo giogo di Sud) e accenna anche a un senso di ‘rap’ che gli si confà perfettamente (d’amore di guerra d’odio di morte di gioia di vita di solitudine di passione di fuga di purezza di disperazione d’innocenza di speranza di necessità d’ultroneità di stasi di corsa di levità di pesantezza e di tutta l’ignoranza dididididi e poi dididididi adesso d’un caffè).

Insomma, la raccolta è decisamente coinvolgente e non mancano, ma ben calibrate e senza eccessi, le ‘parolacce’ che hanno reso a suo modo famoso il procedere poetico del nostro.

Da leggere, rileggere e meditare, insomma. Anche se è difficile, in conclusione, far sparire completamente la sensazione di disagio esistenziale e l’amaro in bocca che Vito Antonio Conte tiene moltissimo a comunicarci…

Category: Cultura, Libri

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