IL PROVVEDIMENTO DI POLIZIA CONTRO UN GIOVANE VENTENNE ATTIVISTA NO TAP, UNA PREOCCUPANTE DERIVA AUTORITARIA PER CRIMINALIZZARE IL DISSENSO

| 18 novembre 2017 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo_______

Un foglio di via obbligatorio, quello che si dà ai criminali sorpresi a rubare, ai mafiosi, ai pregiudicati. Una specie di Daspo, il divieto di avvicinamento ai luoghi delle partite, quello che si dà agli ultras del calcio protagonisti di incidenti sugli spalti con le opposte tifoserie.

Ma lui, un ragazzo di vent’ anni, di Carpignano Salentino, non è un ladro, un mafioso, un pregiudicato. E se è tifoso, è tifoso non di calcio, ma del Salento, del suo territorio, della sua terra, della sua gente, che vuole preservare dai veleni e dalle speculazioni.

Eppure, ieri gli è stato notificato questo provvedimento firmato dal Questore di Lecce, che gli inibisce per tre anni, pena successiva denuncia penale vera e propria, di tornare a Melendugno, marine comprese, nella zona del cantiere del gasdotto della Tap.

Non bastavano le multe salatissime, fino a 10 000 euro, comminate lo scorso luglio ai manifestanti che in più occasioni, la più emblematica a marzo (nella foto), in maniera pacifica, famiglie intere, hanno protestato contro la costruzione del gasdotto; multe che, nel consigliare di fare ricorso, il presidente aggiunto della Suprema Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato giudicò un’ intimidazione: “Ritengo che siano solo intimidazioni volte ad eliminare l’unico modo che noi cittadini abbiamo per tutelare i nostri diritti: la protesta e le manifestazioni”.

No, ora – ed è trapelato che quello di ieri sia solo il primo – arrivano i fogli di via obbligatorio.

I legali del Comitato No Tap sono già al lavoro per capire e contestare il provvedimento contro il giovane, che comunque ora ha bisogno di solidarietà e di tranquillità, di non essere lasciato solo, insomma

Ma, al di là degli aspetti tecnici, rimane la questione ‘politica’.

Si tratta in tutta evidenza di un tentativo di scoraggiare la protesta e di criminalizzare il dissenso.

Di prove tecniche di isola di Ventotene, di arcipelago Gulag.

Una deriva autoritaria francamente preoccupante, se è vero come è purtroppo vero che da qualche giorno a Melendugno c’è una zona intera sottratta alla sovranità popolare, in cui nemmeno i giornalisti possono avvicinarsi, e i proprietari dei terreni devono chiedere il permesso per andare a casa loro, in cui non ci si può muovere liberamente, una zona franca di territorio salentino con sovranità dell’ Azerbaigian, sotto protettorato svizzero, degli affari provati e delle speculazioni finanziarie delle multinazionali, protette a sua volta dal governo italiano.

E delle mamme che lottano per la salute dei loro figli, dei bambini di Melendugno, che ne facciamo? Li manderemo in esilio?

Sarà ancora lecito scrivere che la Tap è un’ opera inutile, calata dall’ alto a martoriare un territorio già ampiamente massacrato, buona solamente per gli interessi dell’ alta finanza internazionale, speculatori, lobbysti, affaristi e politici loro camerieri?

Oppure fra poco di questo passo anche questo sarà considerato un reato?

La zona rossa c’è già, il coprifuoco pure. Per lo Stato di Polizia ci stiamo attrezzando. E quanto altro fuoco salentino  in quel di Melendugno ancora cova già sotto le ceneri della democrazia.

 

 

Category: Cronaca, Politica

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