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IL MURO DI MELENDUGNO, UNA VERGOGNA MONDIALE!

| 20 novembre 2017 | 1 Comment

(g.p.)______Ieri i senatori Maurizio Buccarella e Barbara Lezzi, l’ onorevole Diego De Lorenzis, e il consigliere Cristian Casili, del Movimento 5 Stelle, hanno compiuto un’ ispezione tecnica a ridosso della ‘zona rossa’ del Cantiere Tap a Melendugno.

E’ possibile così avere ora un’ idea di quello che sta avvenendo, in questa fetta del territorio salentino sottratta alla sovranità popolare, finanche al libero esercizio del diritto di cronaca dei giornalisti, e trasformata in territorio dell’ Azerbaigian, sotto protettorato svizzero, vigilato dalle Forze dell’ Ordine dello Stato italiano.

Ci sono i video, infatti, che Maurizio Buccarella ha pubblicato sulla sua pagina ‘Facebook’ e che stanno diventando ‘virali’.

C’ è pure tanta amarezza, tanto sconforto: “A parte il territorio salentino ridotto così” – ha detto il senatore a leccecronaca.it  – “Mi ha particolarmente colpito quel filo spinato, montato sulle recinzioni, che mi evoca tristissimi scenari storici, che credevamo passati per sempre”.

Come dargli torto? Pensavamo che dopo il 1989, dopo il crollo del Muro di Berlino, di muri non dovessero essercene più. Che fosse arrivato il momento storico di abbatterle, le barriere, e non solo quelle fisiche, ma pure quelle cultuali. Neppure Donald Trump riesce a farne uno nuovo, come vorrebbe, per tuttaltre ragioni, al confine con il Messico.

Ma quello che non riesce a fare il presidente degli Stati Uniti d’ America, è riuscito a farlo la Tap (nella foto).

Una vicenda tristissima, questa, che catapulta il Salento fra le vergogne mondiali. Oltre due chilometri di un muro di vergogna.

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. redazione ha detto:

    La Prefettura ha deciso di non prorogare l’ordinanza del 13 novembre che istituiva per un mese una ‘zona rossa’ in località San Basilio, per consentire la ripresa dei lavori del gasdotto Tap, in cui era vietato accedere e transitare, se non alle forze dell’ordine e agli addetti ai lavori.

    La Prefettura fa sapere comunque di essere pronta, in caso di nuovi disordini, ad applicare ulteriori provvedimenti.

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