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‘IL MAGNIFICO GIGANTE DELL’ADE’, BIOSPELEOLOGIA, STORIA E DESCRIZIONE DELLA GROTTA DI LAMALUNGA, A CURA DEGLI AUTORI SALVATORE INGUSCIO, GIOVANNI RAGONE ED EMANUELA ROSSI A LECCE VENERDI’ 22

| 7 dicembre 2017 | 0 Comments

di Eliana Masulli______

Dopo gli appuntamenti presso il Museo di Calimera -il più recente- e presso Finale Ligure in occasione della riunione Nazionale di Speleologia –nel mese di ottobre- Il magnifico gigante dell’Ade giunge pure a Lecce e verrà presentato dall’ editore Stefano Donno, in presenza degli autori, venerdì 22 dicembre alle ore 19,30 presso il Fondo Verri, in via Santa Maria del Paradiso 8A.

Appuntamento imperdibile, aperto a tutti e gratuito.

Nel 1993 spettò ad alcuni speleologi il ritrovamento dello scheletro fossile del cosiddetto “Uomo di Altamura”, entro il sistema carsico della Grotta di Lamalunga, nell’Alta Murgia della Puglia.
Successivamente, intorno al 2009, in seguito agli studi condotti sul Dna, fu possibile collocare cronologicamente i reperti. All’Uomo di Altamura venne restituita finalmente un’età, individuata nell’intervallo finale del pleistocene medio, tra le forme di Homo Erectus (400 mila anni) e le forme di Homo di Neanderthal (85 mila anni).
La grotta di Lamalunga, cui si accede attraverso un inghiottitoio profondo circa dieci metri, è una delle poche grotte d’Europa ad avere avuto un lungo periodo di isolamento, che ne ha determinato, al contempo, la preziosa biodiversità troglobia.
Il lavoro di riscoperta della Grotta prosegue ad oggi grazie alla competenza degli speleologi Salvatore Inguscio e Emanuela Rossi de il Laboratorio Ipogeo Salentino di Biospeleologia “Sandro Ruffo” (LISaBios) e Giovanni Ragone del il Centro Altamurano Ricerche Speleologiche (CARS), con il loro “Il magnifico gigante dell’Ade –Biospeleologia, storia e descrizione della Grotta di Lamalunga.
Come affermato dagli autori «La scoperta di una nuova specie di animale ipogeo ha dato risalto alle osservazioni compiute nella Grotta di Lamalunga e tali osservazioni hanno consentito l’inserimento di questa grotta tra le più ricche di fauna terrestre della regione pugliese oltre che tra quelle con un alto indice di specializzazione.

Il testo riporta anche un capitolo sulla scoperta della grotta e importanti ipotesi sulle vicende che hanno portato l’Uomo di Altamura nella cavità: il più antico incidente speleologico che si conosca».______

Per info:  gnosis.ass@gmail.com

 

 

Category: Cultura, Eventi

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