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PARLAMENTARIE M5S / GLI ESCLUSI

| 17 gennaio 2018 | 4 Comments

di Giuseppe Puppo______

La faccenda del sistema ieri funzionante a rilento per le elezioni interne del M5S, che, salvo imprevisti, si concluderanno ‘stasera, è un fenomeno fisiologico, e non è il problema. Il vero problema nel frattempo emerso in tutta evidenza è che dalla lista degli aspiranti candidati, sia alla Camera, sia al Senato, son stati cancellati senza motivazione molti candidati, la cui domanda era stata tecnicamente accettata, in tutta Italia, qui nel Salento in particolare.

 

 

Come mai?

Mancano ancora, oggi pomeriggio, spiegazioni ufficiali sull’ accaduto, da parte dello staff di Beppe Grillo.

Siamo dunque autorizzati a cercare di capire da soli, che cosa è avvenuto.

L’ unico appiglio possibile è il REGOLAMENTO PARLAMENTARIE PER I COLLEGI PLURINOMINALI ELEZIONI CAMERA E SENATO 2018 che, all’ articolo 7, così recita:

 

Ciascuno dei soggetti che ritengano di avere i requisiti necessari per avanzare la propria candidatura, dovrà provvedere entro il termine perentorio che verrà indicato sul ww.ilblogdellestelle.it provvedendo ad accedere sul proprio profilo personale e manifestare, secondo le procedure ivi dettagliate, la propria volontà di avanzare la candidatura dichiarando espressamente di essere in possesso dei requisiti di cui al punto 6 che precede.

Come previsto dallo Statuto, il Capo Politico, sentito il Garante, ha facoltà di valutare la compatibilità della
candidatura con i valori e le politiche del MoVimento 5 Stelle, esprimendo l’eventuale parere vincolante negativo
sull’opportunità di accettazione della candidatura; tale parere vincolante può essere espresso fino al momento
del deposito delle liste elettorali.

La lista di coloro che proporranno la propria autocandidatura e che avranno completato tempestivamente la
procedura per la formalizzazione della stessa e che risulteranno in possesso dei requisiti di cui allo Statuto, al
Codice Etico, all’art. 6 che precede e che non avranno ricevuto un parere vincolante negativo dal Capo Politico,
verrà pubblicata sulla Piattaforma Rousseau per essere sottoposta alla consultazione in Rete.

Al fine della votazione in rete e del rispetto delle norme sulla parità di genere, la lista pubblicata sulla Piattaforma
Rousseau per essere sottoposta alla consultazione in Rete, su decisione del Capo Politico, potrà essere integrata
da persone ultraquarantenni che hanno presentato l’autocandidatura per i collegi uninominali e plurinominali del
Senato, appartenenti al genere sottorappresentato; in tal caso si procederà selezionando le persone partendo dai
candidati più giovani fino al raggiungimento delle soglie necessarie per raggiungere l’equilibrio di genere.

 

 

La chiave interpretativa sta al comma 2, di questo articolo 7. In pratica, Luigi Di Maio si riserva la facoltà di valutare e di depennare ove lo ritenga necessario chi, pur iscritto, manifesta a suo giudizio incompatibilità varie ed eventuali  con i valori e lo spirito del Movimento.

Bene, la norma di per sé non è sbagliata, anzi, in teoria è giusta, perché consente di  alleggerirsi di eventuali approfittatori, voltagabbana, o artefici di comportamenti ritenuti non in linea: ci sta.

In pratica però nell’ attuazione concreta è stata usata per lo più per ‘far fuori’ attivisti storici, persone che da anni si battono sul territorio per le idee del Movimento, che in molti casi ne erano veri e propri portabandiera, personificandole.

Perché?

Siccome è impensabile che Luigi Di Maio, il quale nei giorni scorsi fra l’ altro era doverosamente in giro in campagna elettorale, e oltre tutto non può essere in grado di conoscere storie e profili degli attivisti di tutta Italia, lo abbia fatto personalmente, lo ha fatto al posto suo qualcun altro, aiutato da qualche altro che zona per zona i territori invece  conosce bene.

Sia chiaro: comunque sia, da Capo Politico, è lui il responsabile di quanto succede, nel bene e nel male.

Qui il male è aver privato della possibilità di essere sottoposti al giudizio degli iscritti tante persone che avevano tutti i titoli e tutti i requisiti per essere ammessi, al pari almeno, se non di più, di chi ammesso è stato.

E ancora, perché?

L’ unica spiegazione plausibile è che evidentemente molti degli esclusi davano fastidio, in termini di consensi personali interni nella base degli iscritti, e/o in termini caratteriali.

Che succederà ora?

Gli esclusi sono in fibrillazione, chiedono ancora spiegazioni, chiedono che le consultazioni siano rifatte.

Probabilmente, non succederà più niente, per quanto il risultato delle votazioni sia stato  in questo modo di fatto arbitrariamente falsato.

Chi milita da attivista nel M5s impara, sa, insegna che la politica non si fa solo da portavoce nelle Istituzioni, ma anche e soprattutto nella vita quotidiana personale: andando a fare la spesa al supermercato, per esempio, girando a piedi o in bicicletta in città, o spostandosi in treno anziché in auto o in aereo.

Impara, sa, insegna che la vera rivoluzione, il primo cambiamento, quello decisivo, si fa dentro di sè.

Ma aspirare a fare il parlamentare rientra nelle opzioni di ogni iscritto, a maggior ragione di quelli storici, che si sono distinti per la loro militanza e le loro iniziative sul territorio.

Aver tolto ad essi la possibilità di diventarlo senza ragione plausibile, se non quella che proprio in virtù della loro presenza avrebbero dato fastidio, alla prevista e voluta dall’ alto riconferma dei parlamentari uscenti, è sbagliato, sbagliatissimo.

La politica è sofferenza, sono sacrifici, spesso amarezze. Ma la politica è passione, scalda e spesso incendia i cuori, qualche volta li brucia, quando arrivano delusioni ingiuste. Chi ama brucia.

Chi ama a volte si copre gli occhi, spesso finge di non vedere.

E talmente innamorato, da credere alle bugie che negano l’ evidenza, da accettare  i silenzi gravidi di significati.

Dovrebbe fare così, ora, chi, adesso escluso, ha tanto amato questa meravigliosa creatura del M5s negli anni in cui è stata concepita, è stata data alla luce, ed è stata fatta crescere, anche grazie al loro contributo?______

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

PARLAMENTARIE M5S / SE IL FUTURO VA A RILENTO

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (4)

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  1. francesco antoniozzi ha detto:

    E lo stesso discorso avvenuto nei comuni durante l’ultima campagna elettorale delle amministrative. Qualche furbacchione ha dato vita ad un meetup insieme a pochi amici fidati, escludendo tutti coloro che in un modo o nell’altro potevano fargli ombra, compresi coloro che erano scritti da anni al M5 Stelle, per garantirsi un posticino come consigliere comunale, questo però di operare però ha danneggiato il Movimento. Evidentemente questi errori non sono stati compresi e oggi avviene la stessa cosa con le politiche.

  2. Gruppo M5S Regione Puglia - tramite mail ha detto:

    Il Movimento 5 Stelle nasce nel 2009 per provare a dare una nuova speranza all’Italia. Un Movimento che il 4 marzo finalmente costituirà una seria alternativa a quei vecchi partiti che per 30 anni si sono arricchiti sulla pelle dei cittadini italiani sprofondando questo paese nel caos, ammazzando interi territori come nel caso di Taranto e prendendo decisioni utili solo a lobby e centri di potere ma totalmente a discapito dei cittadini e dell’ambiente come nel caso di TAP.

    Una crescita esponenziale che dal 2009 ha coinvolto anche la Puglia, basti pensare che nel 2013 i candidati alle parlamentarie erano solo 62 mentre oggi gli attivisti iscritti alla piattaforma Rousseau hanno potuto scegliere tra oltre 520 candidati (un incremento dell’850% rispetto alle precedenti parlamentarie).

    Anche in questa tornata elettorale infatti, il Movimento 5 Stelle è stata l’unica forza politica ad aver permesso ai propri iscritti di votare per eleggere i propri rappresentanti nelle liste elettorali. Un successo di democrazia. Questo al contrario dei partiti di destra e sinistra che da mesi si limitano a discutere nelle segrete stanze o che arrivano a prendere decisioni fondamentali per la vita dei cittadini (si pensi a questioni come Ilva, TAP, AqP, Xylella, Piano di riordino ospedaliero, legge sulla partecipazione solo per citarne alcuni) talvolta unicamente al fine di mandare segnali, minacce, messaggi d’apertura al Governo, al segretario di partito, a questo o a quel soggetto politico, unicamente al fine di ottenere benefici elettorali.

    Anche in Puglia abbiamo avuto modo di constatare come lo staff nazionale abbia ritenuto, come preannunciato, di non approvare tutte le disponibilità alla candidatura così come, probabilmente, sono state in alcuni casi approvate le richieste anche di coloro che hanno completato solo la prima fase di candidatura cliccando sull’apposito tasto “conferma”.
    Una attività di selezione operata evidentemente anche sulla base delle segnalazioni ricevute in questi 5 anni da qualsiasi attivista o portavoce iscritto al Movimento e che, potrà proseguire fino all’effettivo deposito delle liste.
    L’obbiettivo è uno soltanto: tutelare al massimo il M5S e tutti coloro che lo supportano, a qualunque costo.
    Dal canto nostro, noi consiglieri del Movimento 5 Stelle Puglia ribadiamo e rispediamo al mittente qualsiasi tentativo di strumentalizzare dichiarazioni o di individuare particolari responsabilità di qualsiasi portavoce locale nelle decisioni prese dallo staff nazionale che ha esercitato legittimamente una facoltà che ogni attivista gli ha attribuito firmando un chiaro regolamento al momento della candidatura.

    Desideriamo ringraziare di cuore tutti coloro che hanno dato la propria disponibilità alla candidatura e le centinaia di aspiranti candidati pugliesi che, pur vedendosi esclusi, hanno rinnovato senza esitazioni il loro impegno a rendersi protagonisti di un un cambiamento epocale che dopo decenni potrà finalmente portare giovamento ed un miglioramento della qualità di vita per tutti i cittadini italiani e non, come è stato fino ad oggi, per pochi eletti dai vecchi partiti per i quali l’azione politica è sempre e solo stata finalizzata all’obiettivo “poltrona”.

    Queste persone sono ancora lì con i loro soldi e le loro false promesse e questo è il momento per tutti i cittadini onesti di rimanere uniti, non farlo significherebbe non aver compreso lo spirito del M5S prestando ancora una volta il fianco a gente senza scrupoli che continuerebbe a distruggere l’Italia: se il 4 marzo questo Paese riuscirà finalmente a voltare pagina sarà grazie ad ogni singolo “eroe” di questa campagna elettorale.

  3. Ucciso! Il mov.to è stato ucciso dal suo stesso fondatore, Grillo. Il quale ha dato nelle mani di un ragazzino, le speranza di rivoluzione e di libertà di quello che è rimasto del Popolo Sovrano italiano. Un ragazzino che ha pensato bene di modificare a suo piacimento e personale beneficio tutto il mov.to, tutti i regolamenti, mandando in frantumi tutto ciò che portava alla democrazia partecipata. Una trasformazione grottesca che ha distrutto 10 anni di attivismo in soli 4 mesi. Vergogna!

  4. Massimo Potenza ha detto:

    Le idee camminano sulle gambe delle persone.
    In Puglia il M5S ha utilizzato, sin dall’inizio, quelle sbagliate dei miracolati 2013. In Italia, da qualche anno, quelle moderate di Di Maio, che, in completa autonomia, ha portato la creatura di Beppe e Gianroberto ad una deriva verticistica da far venire i brividi persino ai sostenitori di regimi dittatoriali.
    Migliaia di attivisti in Italia sono stati “abbattuti” in nome di una fantomatica rete di infami (e ignoti al pubblico) delatori, dove tutti segnalano tutti e l’esclusione diventa un capriccio. Capriccio, perché, ad esempio, per uno che ha la fedina penale pulita come la mia, le motivazioni non sono note. Le posso immaginare, ma il contraddittorio avrebbe permesso di garantire il rispetto di un valore importante ossia la trasparenza. La trasparenza crea fiducia, l’ignoto e l’oscuro invece fa paura.
    Per noi che siamo dentro, l’idea è chiara, al netto delle dichiarazioni diffamatorie di Di Maio verso chi per tanti anni ha sacrificato (con piacere) tempo e denaro per la causa, la sua causa.
    Sono stati fatti fuori gli attivisti scomodi, non allineati e che troppo sanno della politica interna al Movimento5stelle.
    È stata fatta pulizia “etnica ” dai referenti locali, gli stessi referenti che da questa operazione (che hanno preparato, schierando e sostenendo, i propri uomini alle parlamentarie per allargare il proprio orticello) hanno tratto un enorme vantaggio, trovandosi a gareggiare nelle Parlamentarie contro molti sconosciuti e pochissimi attivisti.
    L’unica speranza è riposta in Beppe….
    Un’ultima considerazione. Se Grillo sta dando una chance a Di Maio per, poi, riprendere le redini, perché non darla anche a tantissime persone che hanno creduto e lottato per questa meravigliosa creatura, che adesso, purtroppo, è difficile riconoscere?

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