E’ USCITO ‘NOVILUNIO’, IL NUOVO DISCO DELL’ ALBANESE REDI HASA E DELLA CANTANTE LECCESE MARIA MAZZOTTA, OCCASIONE PER CONOSCERNE MEGLIO GLI AUTORI

| 21 gennaio 2018 | 0 Comments

di Roberto Molle______

Spesso l’uscita di un nuovo disco rappresenta l’occasione per approfondire anche la conoscenza del suo autore; per cui rivalutare, considerare, apprezzare. È il caso di “Novilunio”, l’ultimo lavoro di Redi Hasa e Maria Mazzotta.

Prima di parlare del disco, due parole su gli autori dunque.

 

 

 

Redi Hasa è un violoncellista di Tirana, tra i più creativi dell’area italo-albanese. Nel 1988 vince una borsa di studio presso il conservatorio Tito Schipa di Lecce, dove in pochi anni consegue il diploma. Capace di costruire col suo violoncello una “polifonia polistrumentale” riuscendo a spaziare dal folk alle sfumature più ardite della reinvenzione della tradizione.

Componente fondamentale di “Bandadriatica”, stretto collaboratore di Ludovico Einaudi, e artefice di mille altre interazioni, tra le quali: Officina Zoe, Xanti Yaca, Manigold, Admir Shkurtaj, Ambrogio Sparagna, Eva Quartet, Enza Pagliara.

Maria Mazzotta, leccese, vive tra l’Italia e la Francia. Cantante dalla voce versatile e straordinaria, tra le più importanti del panorama world music; ha studiato pianoforte e arpa, e conta un trascorso illustre nel “Canzoniere grecanico salentino”.

Redi e Maria si incontrano musicalmente nel 2005, per divertimento, quasi per gioco.

Si rendono conto ad un certo punto di avere molto in comune. Terreno di espressione è la musica tradizionale e la libera improvvisazione. Col tempo, cominciano a pensare seriamente ad un progetto di ricerca che metta in comunione le potenti note del violoncello alla leggerezza della voce, filtrandole attraverso le tradizioni delle loro terre e di quelle che incontrano durante i loro numerosi viaggi.

Le loro canzoni si nutrono di storie del sud Italia, di luoghi del versante balcanico, e di migranti di ogni tempo e luogo.

Nel 2010 viene pubblicato “Ura”, un disco d’esordio che porta alla luce i legami possibili tra i repertori che navigano attraverso l’Adriatico, unendo i Balcani e i Carpazi con le regioni del sud Italia. La voce di Maria Mazzotta si muove leggera e ricca di mille sfumature tra le lingue musicali delle due sponde mentre le note di Redi Hasa propongono, ogni volta, una e mille soluzioni possibili alle melodie tradizionali.

 

A sette anni di distanza e mille altre avventure in tutta Europa, Hasa-Mazzotta tornano con un nuovo disco bello ed intenso, dal titolo molto evocativo: “Novilunio” (il novilunio è la fase della luna in cui il suo emisfero risulta completamente in ombra), quasi a giocare con le fasi dell’oscurità e della rinascita con l’arrivo della “luna nuova”. Dieci brani di breve durata ma di grande intensità.

Apre il disco “È tiempu”, un brano disteso su un nudo tappeto di giro di basso, dove s’innesta la voce di Maria che conduce sicura sul filo di una filastrocca di respiro ancestrale; sul finale una toccante sciabolata di cornamuse sposta tutto verso territori ad un soffio della Bretagna. Segue “Aux souveir”, con un delicato incipit francese che si perpetua per tutto il brano, poi il violoncello sovrasta per cedere ad un ritmo di fanfara e di tromba.

“Capufrisca” vive di percussioni, arie e ritmi, che si nutrono di un vicino oriente balcanico trasfigurato in canto fiero salentino.

Poi, “Novilunio” (la canzone che dà il nome al disco), una stupenda ballata d’amore. Suoni eterei, distesi, che sul finale si arrendono al fiato di una tromba. Il violoncello introduce con “25 tracce” ad uno scenario sincopato e sognante; Il canto di Maria si fa balcanico e trascinante, poi ancora il violoncello a chiudere. “Contine” è un altro brano in lingua francese solo per violoncello e voce.

Poi, ancora, “Woodroom”, uno strumentale con il violoncello che si sposta su registri più gravi, ricreando atmosfere da camera.

“Cu ti lu dissi” è la canzone capolavoro scritta da Otello Profazio e Rosa Balistreri, ri-arrangiata per l’occasione da Redi Hasa e Maria Mazzotta. Scarnificata nei suoni e più raffinata della versione della Balistreri, questa riproposizione è ineccepibile; l’interpretazione della Mazzotta poi, è da brivido. A chiudere: “Il mondo di rosso e di blu” pura poesia, semplice, delicata. Suoni sotterranei che trasfigurano tutto in melodia; e “Libro d’amore” nel più diretto dei canti, sullo stile della tradizione salentina. Una canzone che si fa metafora delle differenze e delle paure, ma anche delle delusioni e degli inganni.

Hasa-Mazzotta stanno presentando in tour “Novilunio” in questo periodo, una buona occasione per apprezzarli dal vivo.

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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