RIFLESSIONI STORICHE / LA GIORNATA DELLA MEMORIA E LA MEMORIA CORTA DELLA TV

| 25 Gennaio 2018 | 1 Comment

(mv)_______E’ appena finito il film d’azione che sto vedendo su Rete 4, una delle reti di Fininvest di proprietà della famiglia Berlusconi, quando la signorina mezzobusto esce e spiega che “per onorare la Giornata della Memoria andrà in onda il Film Il Pianista, un capolavoro di Roman Polanski.
Il film tratta dell’invasione della Polonia nel 1939 da parte della Germania nazista e dei soprusi a cui viene sottoposto il popolo polacco ed in particolare gli ebrei, sino a che non saranno liberati dall’armata Rossa.
Raccontata così passa l’idea che da una parte vi fossero gli occupanti brutti e cattivi, i soldati di Hitler, dall’altra i liberatori, i buoni che sarebbero stati i comunisti di Stalin.
Eppure le cose non stanno proprio così, anzi non stanno affatto così.
La Polonia nel 1939 la invasero contemporaneamente la Germania e la Russia dopo aver sottoscritto l’accordo Hitler-Stalin, passato alla storia come accordo Molotov-Von Ribbentrop, ossia i ministri degli esteri delle due nazioni.
E le armate Russe non furono meno dure di quelle tedesche nei confronti dei polacchi.
E se Stalin litigò con Hitler, fu solo perché quest’ultimo gli dichiarò guerra, per annettersi territori che erano sotto dominazione russa.
Infine quando l’Armata Rossa, poco prima della fine della Seconda Guerra mondiale entrò in Polonia non lo fece certo per liberare il popolo polacco, ma per occuparlo, e tale occupazione durerà per molti decenni. La Polonia si libererà dalla schiavitù comunista grazie al lavoro di colui che alla sua morte gli italiani chiesero a gran voce che fosse dichiarato: ” Santo subito”. Ci riferiamo a Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, il Papa polacco.
Ci rimane un dubbio, se avesse vinto la Germania di Hitler e avesse perso la Russia di Stalin, la signora mezzo busto delle reti di Berlusconi, cosa avrebbero detto che la Polonia che soffriva sotto il tallone del Bolscevismo era stata liberata dalle armate Nazional-Socialiste?
Ecco perché quando sento dire certi personaggi che hanno sempre raccontato tante storie, ma mai la Storia, dire che non bisogna dimenticare, che bisogna raccontare le cose ai giovani perché certe tragedie non accadano più, io mi convinco sempre più che lo sforzo da fare debba essere quello di raccontare tutto, anche ciò che ci dispiace, senza reticenze e senza occultare nulla, anzi indagano sopratutto le tante zone d’ombra che per decenni si sono volutamente ignorate.

 

Category: Costume e società, Cultura

Comments (1)

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  1. Lillo ha detto:

    David Bidussa
    23 agosto 1939: quando Hitler e Stalin strinsero un patto tra amici, e i comunisti italiani plaudivano alle due bandiere rosse, quella con la falce e martello e quella con la svastica che a Berlino garrivano al vento una a fianco all’altra.

    Il 23 agosto 1939, Il ministro degli esteri della Germania nazista Joachim von Ribbentrop (1893 – 1946) e il ministro degli esteri dell’Unione Sovietica (propriamente “Commissario del popolo0 agli Affari Esteri) Vjačeslav Michajlovč Molotov (1890 – 1986) firmarono il patto di non aggressione più noto come patto Hitler-Stalin.
    Ancora oggi c’è chi discute di una brillante scelta tattica per “prendere tempo” di Stalin. Forse c’era anche questo nel conto. Comunque così la difesero non solo i sovietici, ma tutti i partiti comun isti di allora e anche successivamente. Chi non fu d’accordo semplicemente se ne andò: per esempio Paul Nizan tra i comunisti francesi e Leo Valiani tra i comunisti italiani. Ma furono comunque una ristretta minoranza. Gli altri si accontentarono della giustificazione tattica che fu diffusa allora e poi è stato ripetuta all’infinito.
    Più recentemente lo spagnolo Jorge Semprun, intellettuale, allora militante comunista, poi espulso dal Pce nel 1964, ha proposto una diversa interpretazione che a me pare più convincente.
    Ovvero che la costruzione dello stalinismo tra gli anni ’20 e gli anni ’30 fino alle grandi purghe del 1937-1938 e il consolidamento del potere del nazismo in Germania tra 1933 e 1938 fino alla “Notte dei Cristalli” (9 novembre 1938), si strutturano sulle stesse dinamiche, scatenando gli stessi odi, eliminando gli stessi tipi di avversari e assumendo lo stesso gergo culturale. Un processo che fa del patto Hitler-Stalin del 1939-1941 non una scelta tattica, ma un incontro tra simili, che hanno più punti in comune che non divergenti.

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