L’ INCONTRO DI QUESTA MATTINA DELL’ ARCIVESCOVO CON I GIORNALISTI LECCESI / MONSIGNOR MICHELE SECCIA: “La verità vi renda liberi. Siate lucidamente responsabili. Al servizio di chi non ha voce. E costruite la cultura della pace”

| 28 gennaio 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Penso alla natura, in questa bellissima mattinata di inverno salentino, colorato di luce e di profumi, di sole e di vento, ai campi, alle vegetazioni spontanee, ai fiorellini, di questa Lecce d’ altri tempi, di vera periferia, in bilico fra antico e moderno non ancora contemporaneo, di vecchie case diroccate, di nuove palazzine, che si trova spuntando a piedi dal rione Santa Rosa, su via Adriatica, e proseguendo verso il mare, verso il Monastero dei Santi Francesco e Chiara, fra le campagne, e le stradine di polvere bianca.

 

 

 

 

Le suore Benedettine annunceranno che, al di là della loro dimora di culto, “un polmone verde” per la città tutta hanno intenzione di creare.

Della natura parla subito l’ Arcivescovo, a Santa Messa appena iniziata, e ricorda che gli esseri umani hanno bisogno di comunicare con la natura, prima ancora che fra di loro, coi loro simili.

Finita la celebrazione, come annunciato l’ atteso momento di dialogo con i giornalisti e gli operatori della comunicazione sociale, nella festa di San Francesco da Sales e nella giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

E’ la prima volta anche in questo per Michele Seccia, insediatosi da appena due mesi.

Un uomo buono, ecco.

Poi, al di là degli studi di teologia e di filosofia, le lauree e i titoli accademici, nel suo eloquio colpisce la semplicità delle espressioni, condite di lessico famigliare, di aneddoti personali, una semplicità mai banale, ma sempre quanto mai opportuna, come quando ricorda che la libertà di ognuno di noi vada di pari in passo con la responsabilità, con l’ acquisizione del senso di responsabilità, e prosegua con il lucido autocontrollo individuale.

Forse – anche se non dichiarata esplicitamente, ma implicita nel suo modo di porsi – è questa la prima lezione che arriva dalla mattinata: si possono dire con gran semplicità anche le cose più difficili, si posso rendere e senza banalizzarli con chiarezza elementare anche le questioni più complicate.

Poi, dobbiamo studiare, certo. E l’ Arcivescovo ci fa consegnare il messaggio – lungo, una specie di mini saggio – di oggi rivolto da Papa Francesco ai giornalisti.

Ora, tralasciamo i discorsi sui social e sulle così dette ‘fake news’, ché non è questa la sede per svilupparli, e veniamo al sodo del documento. “La verità vi farà liberi”, si intitola, e mette in risalto – a mio modo di intendere doverosamente e meritoriamente – il compito che spetta a tutti i cittadini, in primo luogo a chi fa comunicazione, di costruire la cultura della pace, perché “la pace è la vera notizia“, esortandoci a “promuovere un giornalismo di pace, non intendendo con questa espressione un giornalismo ‘buonista’, che neghi l’ esistenza di problemi gravi e assuma toni sdolcinati”, bensì “un giornalismo senza infingimenti, ostile alle falsità, a slogan a effetto e a dichiarazioni roboanti”, ma “che si impegni nella ricerca delle cause reali dei conflitti“, e poi ancora a “un giornalismo come servizio,  specialmente per le perone che non hanno voce”.

Parole che son come musica, per le orecchie di leccecronaca.it.

Alla fine, l’ Arcivescovo, con grande disponibilità e umiltà, “orgogliosamente umile“, così si è definito, aspetta e anzi sollecita le domande. Una lezione per i tanti, presidenti, politici, protagonisti a vario titolo, nani, saltimbanchi e ballerine, che indicono le conferenze stampa, fanno i loro comizi e poi alla fine guardano l’ orologio, ‘ si è fatto tardi’, dicono e si dileguano, senza dare il minimo spazio alle domande, questo malvezzo francamente insopportabile che si è imposto qui nelle ‘conferenze stampa’ salentine, diventate per lo più eventi, spettacolo e momenti auto celebrativi e che delle conferenze stampa non hanno più nulla.

‘Stamattina, in quella che conferenza stampa non era, l’ Arcivescovo “orgogliosamente umile”, aspetta e sollecita le domande dei tanti giornalisti presenti.

leccecronaca.it non si fa…pregare, e gli chiede come si possa comunicare con la natura, quando il territorio sia devastato da opere inutili, legate solamente a logiche di profitto, tutto quello che il Papa ha evidenziato nella sua ultima enciclica Laudato si’: e per essere concreti, gli chiede esplicitamente che idea si sia fatta a proposito di Tap, di Cerano, della così detta xylella.

L’ Arcivescovo risponde ricordando di aver espresso una valutazione negativa sul gasdotto Tap, e di aver richiamato, anche provocatoriamente, chiedendo dove fossero prima, al momento delle scelte, i politici; poi di suo allarga il discorso alle discariche di cui il Salento è purtroppo disseminato, ricordando come ci siano anche elementi altamente novcivi e altamente impattanti, devastanti, per il territorio, per cui invoca il rispetto.

Quando alla così detta ‘xylella’, annuncia a breve una sua pubblicazione, proprio scritta da lui, su “Olio e ulivo”, e ricorda il rispetto del nostro paesaggio salentino e pugliese, tradizionale, da preservare.

Una pubblicazione che aspettiamo con rande curiosità e interesse.

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Eventi, Politica

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