LECCECRONACHE / DAVANTI A SAN PIETRO

| 15 Febbraio 2018 | 2 Comments

di Raffaele Polo______

Mi sono trovato davanti a San Pietro, c’era solo lui a custodire quel portone chiuso, non si vedevano i muri, ma si capiva subito che non sarebbe stato facile andare ‘di là’.

‘Buongiorno’ mi ha detto San Pietro.

 

 

 

‘Padre…’ gli ho detto subito, imbarazzato e pieno di timore.

‘Veniamo subito al dunque. Se vuoi entrare devi solo descrivermi la tua giornata. Non omettere particolari, elenca tutto e cerca di essere breve’ ha detto, guardandomi fisso . Mi è parso di perdermi, nella profondità di quegli occhi. Ho cominciato, lentamente, a parlare:

‘Mi alzo alle 5, la mattina. Dopo le solite cure della persona, guardo la TV. Lo confesso, mi piace ‘Alta infedeltà’ e anche ‘L’isola di Adamo ed Eva’. Poi esco, prendo la macchina e vado al lavoro. Arrivo alla periferia di Lecce alle 7 meno un quarto, a quell’ora è possibile trovare un parcheggio. Poi, inizio la lunga giornata di lavoro. Durante la quale guardo il Quotidiano, consulto Leccecronache e sbircio Wattsapp. Ho qualche libro da leggere e poi prendo un caffè, due caffè, tre caffè, è una scusa per far trascorrere il tempo e chiacchierare con le colleghe, ce ne sono di veramente interessanti, san Pietro, privilegio la macchinetta del quarto piano perché ha il caffè Quarta. Il pomeriggio, mi trovo con altri amici e facciamo le prove col coro, adesso stiamo provando ‘Lacrimosa’, ‘Dies Irae’ ma anche ‘Giù la testa’. Poi torno a casa, mia moglie mi guarda per capire se ce la faccio ancora, mancano 267 giorni alla pensione, le dico. E poi: Che si mangia? E lei mi dice, sorridendo, che mi ha fatto le paparine con le ulive nere. Quelle del nostro giardino, dice orgogliosa. Poi accarezzo i gatti che mi stanno aspettando, dietro la porta, per avere la consueta dose di croccantini. ‘Andiamo al cinema?’ chiedo con voce un po’ annoiata. ‘Veramente, stasera c’è la riunione delle catechiste’ dice lei. ‘Va bene, esco a fare due passi io’ dico.

E passo per le vie del paese, sento gli odori di carne arrostita e di pane, l’umidità è sempre al di sopra della norma, ormai è buio, torno a casa e mi siedo al tavolo del soggiorno, c’è un rebus stereoscopico che non ho ancora risolto, va bene quello in attesa delle paparine.

La giornata finisce così, le azioni sono queste, i pensieri….Beh, diciamo che al 50 per cento sono rivolte ad argomenti futili e censurabili, poi un 40 per cento alle vicissitudini correnti della mia vita e il rimanente è dedicato ai pensieri nobili. Penso soprattutto a te, caro san Pietro, a cosa mi chiederai quando sarò davanti a questo cancello….’

San Pietro mi guarda, mi sorride, il cancello comincia schiudersi.

‘Vai’ mi dice. ‘Ti sei salvato.’

E poi aggiunge, strizzandomi l’occhio: ‘Per le paparine e il caffè Quarta’.

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

Comments (2)

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  1. leonardo ha detto:

    Nel racconto devi spiegare a coloro che non sono di origini salentine cosa sono le ” paparine”. Credo che San Pietro nemmeno lo sa. Ciao (voglio le ” paparine”

  2. Angelo Eugenio Micello ha detto:

    Veramente simpatica…madonna quanto impegnativa e faticosa la giornata !a presto,dottore.

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