DI MAIO RECORD, RIESCE A SBAGLIARE TRE CONGIUNTIVI IN UN TESTO SOLO, E VIENE MASSACRATO SUI SOCIAL. A FURIA DI ERRORI ALLA FANTOZZI, FINIRA’ COL VINCERE LE ELEZIONI

| 17 Febbraio 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Sono due giorni che il candidato a premier e capo politico del Movimento 5 Stelle viene messo in croce sui social, dove in realtà si fa e si decide la campagna elettorale, per via del suo, diciamo così, problematico rapporto  con il modo congiuntivo nell’ espressione parlata e scritta.

 

Dopo una serie di errori su cui era inciampato qua e là nelle settimane precedenti, puntualmente notati e sottolineati da molti, l’ altro giorno se n’è uscito con una proposta politica veicolata in prima battuta su Instagram, con foto e relativo testo. Eccolo, con evidenziati in grassetto gli strafalcioni, e lasciamo perdere gli a volte esilaranti foto ritocchi spuntati poi a profusione:

“Oggi propongo il primo di una serie di temi per una convergenza di governo. Tutti i partiti firmino adesso questo atto in cui si impegnano a votare la proposta di legge che dimezza lo stipendio dei parlamentari e introduce la rendicontazione puntuale dei rimborsi spesa. Questa è una delle convergenze possibili per dare un governo. Nessuna merce di scambio, semplicemente una convergenza su un tema che sta molto a cuore ai cittadini e che tutti a parole dicono di voler fare. Ora è il momento di far vedere che si fa sul serio visto che mancano esattamente 17 giorni al voto. Chiedo a tutti i leader Bonino, Grasso, Salvini, Renzi, Berlusconi, Meloni, Lorenzin, non so se ne dimentico qualcuno, di firmare immediatamente questo atto d’impegno davanti ai cittadini.
Nei prossimi giorni proporremo altri esempi di convergenza che il nostro governo promuoverà nel pieno interesse dei cittadini. Renzi e Berlusconi vorrebbero votare all’infinito finché non esce il risultato che va bene a loro, come se fosse una roulette e non le elezioni politiche. Io sono convinto che il voto del 4 marzo parlerà molto chiaro e che il governo del MoVimento 5 Stelle è l’unico possibile per non far ripiombare il Paese nel caos o in un desolante déjà vu come quello del traditore della Patria Berlusconi, ormai senza più idee. Quel Berlusconi che ieri ha rifirmato l’ennesimo contratto truffa con gli italiani da Vespa e quindi sappiamo già come andrà a finire.
Partecipa. Scegli. Cambia”.

…E magari, studia, no?

Passi il plurale sbagliato di rimborso spesa, ché è roba da puristi, con tutta una serie di procedure complicate, nella fattispecie, di una lingua italiana comunque sempre infida, ma, azzeccato, miracolosamente, vien da pensare, il primo, infilare tre congiuntivi sbagliati in un testo solo è una specie di record, almeno a questi livelli.

Apriti cielo, infatti, e migliaia di reazioni sdegnate, che hanno fatto diventare il post, anche su tutti gli altri social, virale.

Ora, con il modo congiuntivo gli Italiani litigano quotidianamente. In Italia, ormai, nella prassi medio mediocre, il congiuntivo lo usano correttamente solamente gli stranieri, gli immigrati, che lo studiano, arrivati qui, per imparare ex novo la nostra lingua, e per loro fortuna, non nelle scuole dell’ obbligo.

La ragione principale per cui nell’ immaginario collettivo degli Italiani il personaggio più amato continua ad essere Fantozzi è, in primo luogo, quello più immediato, perché, con la signorina Silvani, o con il ragionier Filini che fossero, parlava come loro.

Così, grazie agli errori grammaticali, una proposta politica che sarebbe passata non dico inosservata, ma certo sotto tono, ha acquisito una rilevanza mediatica straordinaria, a tutto vantaggio del proponente.

Allo stesso modo, il fatto che le Iene siano andati a fare le pulci a qualche parlamentare pentastellato che non ha restituito appieno la parte dello stipendio, giocando con i rimborsi spese, anziché andare a ricostruire i rimborsi spese che il loro editore Silvio Berlusconi faceva alla mafia, o ai politici comprati, o alle Olgettine, si sta rivelando un altro motivo di consenso suppletivo per il Movimento 5 Stelle: in tanti hanno scoperto solo così che qualcuno lo stipendio da parlamentare se l’è ridotto davvero, a vantaggio dei piccoli imprenditori.

Il congiuntivo creativo di Luigi Di Maio è il male minore, del resto. Come la così detta ‘rimborsopoli’, anzi. Sono diventati beni, non mali.

I veri problemi di Di Maio sono, forse, ancora i criteri adoperati per la formazione delle liste, con la scelta dei candidati, discutibile, va bene qualificarla come ‘discutibile’? E che peserà nell’ attribuzione dei collegi uninominali, quelli ancora in bilico, determinanti per il raggiungimento della maggioranza. Sono, forse, i cambi nel programma rispetto a quello originario del Movimento. Magari, forse, sono i “vaffa” che non escono dalla sua bocca.

Può darsi che questa deriva moderata – si può dire democristiana? – piaccia agli Italiani, che tanto amarono Arnaldo Forlani, o Mariano Rumor.

Può darsi che abbia ragione, che vinca lui, in questo modo, con i suoi modi (pure quelli grammaticali); e i suoi tempi, da social.

Lo sapremo il 5 marzo.

Certo è che se gli avversari continueranno a parlare di congiuntivi e di scontrini fiscali, beh, avrà qualche possibilità in più.

Vadi, ragionier Di Maio, continua così…

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

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