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PERCHE’ LE CRIPTO VALUTE FANNO COSI’ PAURA

| 7 giugno 2018 | 0 Comments

Mav_______  Paesi riuniti a Buenos Aires fanno fatica a percepire gli aspetti complessi di una regolamentazione di Bitcoin e Company, nonostante le pressioni di Francia e Germania: la Svizzera invece ha la sua crypto valley.

Fobia del Bitcoin per gli Stati

E’ nata ufficialmente una nuova fobia e si tratta di quella delle criptovalute. I 20 ministri delle Finanze che si sono riuniti in Argentina questa settimana hanno deliberatamente rifiutato di considerare il Bitcoin, come le altre crypto, come le monete nazionali, lanciando un appello per far sì che non siano un mezzo per finanziare il terrorismo. Il futuro delle monete digitali sta a cuore a molti investitori, soprattutto quelli che considerano il BTC come una delle criptovalute da minare a oltranza. Una bozza di un comunicato congiunto ottenuta da Reuters in cui trapelava l’intento è stata categoricamente smentita dagli stessi leader dei Paesi più influenti del mondo, in quanto non hanno ancora stretto nessuna intesa o emesso una dichiarazione comune su questo argomento.

Metodo svizzero per le criptovalute

Frederico Sturzenegger, in qualità di presidente della Banca Centrale argentina, ha dichiarato che entro il mese di luglio verranno diffusi dei comunicati ufficiali, e probabilmente questo sta a significare che non è stata ancora trovata una posizione comune. Le differenze di vedute sono tra chi vorrebbe una maggiore regolamentazione per le criptovalute, e chi invece si accontenta di poche ma semplici regole. Secondo l’esperto in diritto bancario del gabinetto legale BianchiSchwald, Thomas Gossens, sicuramente si potrebbe trarre ispirazione da quanto la Svizzera ha fatto per i Bitcoin e le altre criptomonete. Del resto, tutti sono concordi che questa è una vera e propria rivoluzione, quasi quanto quella di Internet la bellezza di 25 anni fa: anche allora si voleva essere liberi, ma troppa libertà ha portato a conseguenze anche tragiche e si è dovuto regolamentare anche questo settore.

Cantone Zug, paradiso delle crypto

L’autorità elvetica che si occupa della regolamentazione in ambito economico ha pubblicato un primo regolamento sulle ICO, le emissioni di token per finanziare progetti aziendali. Il primo obiettivo è certamente cercare di eliminare l’anonimato e di conseguenza si elimineranno comportamenti illegali come le frodi e il riciclaggio di denaro, veri spauracchi dei Governi e il motivo della fobia verso le crypto. E’ incredibile come un insieme di codici e bit possa mettere in crisi esperti mondiali solo perché si teme che con essi si possa finanziare il terrorismo internazionale e attività criminali senza possibilità di rintracciare i malviventi. Ma non è tutto, perché in territorio elvetico Bitcoin, ma anche Ethereum, non fanno mica paura. Nel cantone di Zug, denominato anche crypto valley, sono nate diverse start up che, oltre a usufruire delle condizioni fiscali vantaggiose, hanno lanciato ICO e progetti legati alla blockchain e alle monete digitali. Si continua quindi a cavalcare l’onda in attesa di regolamentazione, ma l’innovazione sta appunto nella tecnologia delle criptomonete, visto che pare che ci sia in progetto di una app che consente agli abitanti di creare una propria identità digitale, carta d’identità compresa, fondata tutta sulla tecnologia di Ethereum

terza crypto più famosa nel mondo. Se qui la moneta virtuale non fa certo timore, le potenze mondiali temono forse la fine delle monete reali e la loro svalutazione, con effetti catastrofici sui mercati cosi come li conosciamo oggi.

Category: Costume e società

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