MEMORIE DI ADRIANA

| 9 giugno 2018 | 1 Comment

di Raffaele Polo______

I ‘fili’ della poetessa Adriana Puliti. E’ una voce autorevole, delicata e sicura nello stesso tempo, quella di Adriana Puliti che abbiamo avuto modo di conoscere in un interessante incontro organizzato dalla neonata associazione ‘Salento &Salento’ che si regge sulle forti spalle di Gianni Capodicasa, novello Atlante, dopo essere stato Colonna d’Ercole… (sempre della letteratura nostrana, si badi bene…)

Con la sua recente raccolta dal sintetico titolo di ‘Fili’, Adriana ci porta a spasso attraverso il suo mondo, costruito attentamente attorno alle spontanee considerazioni del Poeta errante che, tra disillusioni, cadute, speranze e ammiccamenti, offre i suoi sommessi moti dell’anima in una forma leggibile e piacevole, che assomiglia molto al dialogare serrato di chi ragiona dei Massimi Sistemi sulla sponda di un Grande Fiume che non nasconde la Verità.

Così, mescolando anche armonicamente parole tratte dal dialetto comune e dall’idioma corrente, con gli archetipi della poesia contemporanea, si procede attraverso una trentina di composizioni che hanno la prefazione di Maurizio Nocera (e questa è un’ulteriore garanzia per la validità di questa poetessa) e un intervento in rumeno (con successiva traduzione il lingua) di Marinela Dumitrescu che sceglie la poesia ‘Li panari di San Giovanni’ per innestare una sorta di afflato comune che travalica tempi e geografie, linguaggi e schemi poetici. Proprio come dev’essere nella Poesia, quella con la ‘P’ maiuscola, che sgorga rigogliosa dal cuore di Adriana Puliti.

Perché il cuore è così stupido?/ Parla la mente,/ tutto vede,/ essa saggia;/ chiama discernimento./ E allora,/ perché il cuore è così stupido?/ Non sono compagni/ dello stesso tetto?/ Non siedono pari a passarsi storie,/ ridendo,/ la testa a scuotere/ dinanzi la brace?/ Una veste lungo nero/ necessario,/ maturo./ L’altro, d’infuocati bagliori le stole/ negletto/ s’adorna./ Le spalle scrolla/ e sorride: giovane sorride./ Non pensa.

Un volumetto di versi ben fatto, con copertina di chiusura enigmatica e centrata su un emblematico coacervo di rifiuti, dove si mescola un po’ di tutta la nostra presenza umana. Ma tutto abilmente mantenuto in vita da quei magici ‘fili’ che sono anche ‘funambolismi, tentativi, giochi di parole…

Come ci suggerisce, con incrollabile alacrità la memoria poetica di Adriana Puliti.

Category: Cultura

Comments (1)

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  1. giovanni capodicasa ha detto:

    Proverbio Svizzero.
    Gli amici sono come le ombre.
    Si vedono soltanto quando c?é
    il sole.
    giovanni capodicasa-salvatore antonaci

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