AQUARIUS / SULLA NAVE DEI MIGRANTI, DESTRA E SINISTRA SI DIVIDONO NETTAMENTE, IL M5S RESTA SUL BAGNOSCIUGA CON I PIEDI A MOLLO

| 11 giugno 2018 | 0 Comments

mv_______LA VICENDA AQUARIUS. Il braccio di ferro è iniziato, l’Italia dice in modo chiaro che il problema dei migranti non può essere scaricato solo sulle spalle del popolo italiano. Gli italiani non si accontenteranno più, di frasi come quelle pronunciate da Renzi come “l’Italia ha salvato l’onore dell’Europa facendosi carico del fenomeno immigrazione”.
Primo perché il dottore non  ha ordinato che ogni cittadino italiano si deve fare carico, di tutti i disperati del pianeta, e poi perché sappiamo bene che dietro a certe frasi ad effetto c’erano le bustarelle che l’Europa dava ai nostri governanti grazie alle quali facevano campagna elettorale.

Ve li ricordate gli ottanta euro di Renzi che qualche settimana dopo la mancia  vinse le elezioni europee?

A spiegarlo bene  è Paolo Magri: “Salvini, drammatizza in un momento in cui gli altri Paesi non trovano un accordo. E coglie nel segno un sentire degli italiani come spiegato anche da Alessandra Ghisleri. Ma, avverte ‘non possiamo nascondere di avere ottenuto negli ultimi due/tre anni dall’Europa una certa flessibilità con un patto tacito sui migranti. Se ora noi volessimo chiedere ulteriore flessibilità per realizzare il programma di governo, come sarà, questo elemento di far saltare un altro tavolo con l’Ue potrebbe non aiutarci’.
In altre parole il passato governo ci ha venduto per pochi spiccioli.

Il braccio di ferro tra Italia ed Europa è iniziato e stavolta gli altri stati non potranno far finta di niente, non potranno girare la testa dall’altra parte, non potranno dire è un problema italiano.
Ora c’è una nave in mezzo al mare con oltre seicento persone a bordo, e stavolta l’Italia farà come fanno Francia, Spagna e gli altri paesi europei, e persino Malta,  non darà il via libera affinché la nave Aquarius possa attraccare nei porti italiani.
Ieri una lettera urgente alle autorità maltesi è stata scritta dal Ministro degli Interni Matteo Salvini, chiedendo di far approdare alla Valleta la nave Aquarius con 629 migranti a bordo essendo quello il “porto più sicuro”. L’Aquarius non è stata autorizzata ad approdare in Italia.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dichiara: “Al premier maltese Joseph Muscat che ho contattato personalmente questa sera ho chiesto chiaramente che si facesse carico almeno del soccorso umanitario delle persone in difficoltà che si trovano sull’Aquarius. Muscat, pur comprendendo la situazione, non ha assicurato però alcun intervento anche in chiave umanitaria. Si conferma l’ennesima indisponibilità di Malta, e dunque dell’Europa, a intervenire e a farsi carico dell’emergenza”.

Filippo Nogarin, sindaco a Cinque stelle di Livorno si dice disponibile ad accoglierli, o per usare le sue parole: “Siamo pronti ad aprire il porto e accogliere la nave”. Una presa di posizione importante per il sindaco che è riuscito a strappare la città alla sinistra dopo oltre 60 anni di governo.

Il post in questione però è rimasto online appena venti minuti perché poi è stato cancellato. Evidentemente la presa di posizione deve aver fatto irritare qualcuno del Movimento 5 Stelle.

“Ho già dato la nostra disponibilità al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, e con il presidente della Camera Roberto Fico”, ha scritto il sindaco pentastellato, evidenziando le distanze tra una parte del M5s e la Lega sulla questione migranti. Non solo colpisce, all’interno del post, il fatto che Nogarin non abbia parlato con il leader politico del Movimento, Luigi Di Maio. Qualche ora dopo la rimozione il sindaco ha spiegato: “È una posizione mia personale come sindaco della città. Dal momento in cui mi sono reso conto che questa cosa poteva creare dei problemi al governo mi è sembrato corretto rimuovere il post. Però quella rimane la mia posizione”.
Ecco queste posizioni più vicine a Fico che a Di Maio, secondo me stanno facendo perdere credibilità al Movimento.

Una parte  dei 5 Stelle, credendo alle chiacchiere dei salotti televisivi, gestiti quasi esclusivamente da conduttori e personaggi della sinistra, si son fatti convincere che buona parte dei loro voti provengano dal PD, e che pertanto debbano strizzare l’occhio alla sinistra per continuare a conservare quei consensi. Ma le cose non stanno così.

Primo, perché alla base del Movimento ci sono state persone che rimaste orfani di un partito di destra radicale hanno pensato che il M5S potesse rappresentarle, e secondo perché chi ha abbandonato il PD, non lo ha fatto come raccontano i commentatori e gli stessi dirigenti del partito di Renzi: ” perché il partito non va nelle periferie”. Ma per quello che dicono, per le posizioni che hanno, sopratutto sul fenomeno dell’immigrazione, per cui nelle periferie non ci vanno più, perché i compagni di una volta tutte le volte che provano ad andarci, gli dicono di non sentirsi rappresentati dalla sinistra. E non come aggiungono sempre gli scienziati della politica, perché il Pd non fa più una politica di sinistra. Alle ultime politiche abbiamo visto che il Pd è crollato, e allo stesso tempo il partito che era alla sua sinistra, Liberi e Uguali, ha fallito miseramente.

Per anni, quando si trattava dell’immigrazione, grazie alle televisioni e ai grandi giornali a loro disposizione, hanno cercato di commuovere la gente parlando di bambini e di donne, sino a quando si è capito che dietro alle lacrime di coccodrillo di Renzi, c’erano i caimani, le Cooperative Rosse, le Associazioni  amiche, che su quei poveri disgraziati, lucravano talmente tanto, che in un’intercettazione su mafia capitale, qualcuno disse che i profughi facevano guadagnare più della droga. Ed è tutto dire.

Se la Lega aumenta i consensi, il Movimento 5 Stelle perde, ed il PD non aumenta, è evidente che chi pensa che esista un pacchetto di voti con su scritto “di sinistra” che se non vanno al PD vanno a 5 Stelle e viceversa, sbaglia.

 

L’agenzia Onu per i rifugiati, fa appello ai “governi coinvolti affinché consentano lo sbarco immediato di centinaia di persone bloccate nel Mediterraneo da sabato a bordo della nave Aquarius. “E’ un imperativo umanitario, le persone sono in difficoltà, stanno esaurendo le scorte e hanno bisogno rapidamente di aiuto”, afferma Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale. “Questioni più ampie come quella su chi è responsabile e competente dovrebbero essere esaminate solo dopo”, aggiunge.
E questo signore potrebbe aver ragione, se l’Europa in questi anni non avesse dimostrato non voler risolvere il problema di questi poveri disgraziati, perché una volta che  vengono fatti sbarcare, poi il paese che li accoglie li deve sostenere per anni.

Anche per Margaritis Schinas, portavoce della Commissione europea, c’è prima l’imperativo umanitario, stiamo parlando di persone. La priorità è che maltesi e italiani permettano“a nave Aquarius di sbarcare i migranti” e ricevere le cure necessarie. “Rivolgiamo un appello affinché le persone siano sbarcate velocemente e ricevano le cure” del caso. Ecco anche con questo signore noi saremmo d’accordo. Signor portavoce, gli italiani sono disposto a pagare il carburante necessario alla nave per portare queste signore a casa sua, nella sua terra, nella sua nazione, in modo che sia lei, la sua nazione a prendersene cura, invece di dare agli italiani lezioni di umanità.
E poi ne possiamo riparlare.

 

Il premier Giuseppe Conte, mentre a Palazzo Chigi è in corso un vertice del governo sul caso Acquarius, ha detto: “E’ stato disposto l’invio di due motovedette con medici a bordo pronti a intervenire al fine di garantire la salute di tutti gli occupanti dell’Aquarius che dovessero averne necessità. L’Italia si ritrova ad affrontare in totale solitudine l’emergenza immigrazione. Il problema è stato da me posto anche nel corso del G7 a tutti i partner europei in questi ultimi giorni dove ho anticipato che i flussi migratori devono essere gestiti in maniera condivisa anche per ciò che riguarda tutte le iniziative volte a prevenire le partenza. Il regolamento di Dublino va radicalmente cambiato”.

Il premier maltese Joseph Muscat  ha detto:“… non spetta a Malta, ma a chi  coordina e ha competenza sul caso” della nave Aquarius.”Siamo preoccupati per la direzione presa dalle autorità italiane sull’Acquarius, che è in alto mare. Vanno manifestamente contro le leggi internazionali e rischiano di creare una situazione pericolose per tutti coloro che sono coinvolti”.

 

Il nostro Ministro dell’Interno, Matteo Salvini dal canto suo ha fatto sapere che: “Da oggi anche l’Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia”.

“…Malta non può continuare a voltarsi dall’altra parte quando si tratta di rispettare precise convenzioni internazionali in materia di salvaguardia della vita umana e di cooperazione tra Stati. Il Mediterraneo è il mare di tutti i Paesi che vi si affacciano e non si può immaginare che l’Italia continui ad affrontare questo fenomeno gigantesco in solitudine. Ecco perché chiediamo al governo di La Valletta di accogliere la Aquarius per un primo soccorso ai migranti a bordo. Noi continueremo a salvare vite umane, altri restano nel torto”. Lo scrivono i ministri Salvini e Toninelli.

L’Europa deve battere un colpo, questa vicenda dimostra che siamo stati lasciati soli. Mentre noi siamo stati disposti per anni ad accogliere migliaia di migranti, Malta non è disponibile ad accogliere centinaia. Questa Europa non è solidale e o l’Ue diventa solidale o è un problema per il Paese“. Lo afferma il vice premier Luigi Di Maio al termine del vertice a Palazzo Chigi nel quale il governo ha affrontato il caso Aquarius. “Spero che le massime autorità intervengano e ci diano una mano”, sottolinea.

 

Stati e attori coinvolti trovino soluzioni rapide che consentano ai migranti e rifugiati dell’Aquarius di essere sbarcati in modo sicuro e rapido. Il rallentamento delle operazioni mette a rischio la salute di centinaia di persone con urgente bisogno di assistenza”. E’ l’appello lanciato via Twitter dall’agenzia Onu per i rifugiati Unhcr in Italia.

 

Medici senza frontiere teme “che ancora una volta la politica degli stati europei sia posta al di sopra delle vite delle persone. La priorità deve essere la sicurezza e il benessere di chi è a bordo”. E’ quanto scrive Msf, il cui personale si trova sulla nave Aquarius, dopo aver ricordato che l’Italia ha chiesto alla Guardia Costiera di Malta di poter sbarcare a Malta tutte le persone soccorse e che il ministro Salvini ha dichiarato la chiusura dei porti italiani se Malta dovesse rifiutare lo sbarco.

 

Oltre 750 morti nel Mediterraneo nel 2018: il salvataggio di vite in mare deve restare una priorità assoluta di ogni governo”: lo chiede Carlotta Sami, la portavoce dell’Unchr per i rifugiati per il sud Europa dopo aver appreso della lettera del ministro Matteo Salvini alle autorità di Malta. Il titolare del Viminale ha chiesto alla Valletta di far approdare la nave Acquarius con oltre 600 migranti a bordo.

 

Mentre ancora è bloccata la vicenda della nave Aquarius, altri migranti sono stati salvati a largo della Libia. Si tratta di circa 800 persone che, secondo quanto si apprende, sono state recuperate da imbarcazioni italiane e internazionali. Le operazioni di soccorso si sono concluse in piena notte.

Intanto torna sul tema caldo dei migranti il ministro dell’Interno Matteo Salvini dopo le polemiche di ieri sulla nave Aquarius. “Oggi – scrive su twitter il leader del Carroccio – anche la nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati, da portare in Italia. L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta c’È CHI DICE NO.#chiudiamoiporti”.

 

Category: Cronaca, Politica

Lascia un commento