APPROVATO ALLA CAMERA IL COSI’ DETTO ‘TAGLIO DEI VITALIZI’ PER GLI EX DEPUTATI. ESULTA IL POPOLO DEI 5 STELLE. MA VEDIAMO IN CHE CONSISTE IL PROVVEDIMENTO, AL NETTO DEI CONTRIBUTI…DELLA PROPAGANDA

| 12 Luglio 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______Questo pomeriggio l’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati (nella foto) ha dato il via libera alla delibera che taglia i vitalizi degli ex deputati, ricalcolandoli sulla base del metodo contributivo.

L’organismo è formato dal presidente e dai quattro vicepresidenti; dai tre deputati questori e dai dieci deputati segretari.

Il provvedimento è stato votato da M5s, Lega, Pd e Fdi. I deputati di Forza Italia si sono astenuti.

Nonostante, dal loro punto di vista giustamente, i Pentastellati stiano festeggiando in questi momenti in vario modo, parlando addirittura di “momento fatidico”, di “giornata storica, di “regalo agli Italiani”, e ascrivendo tutto a loro merito, si tratta di una misura parziale, limitata e frammentaria.

Doveva essere approvata, in misura anche più chiara, la scorsa legislatura, ma ci fu il dietrofront del Pd, non si è mai capito se tecnico, o politico, ma di sicuro autolesionista: poi fanno i dibattiti sul perché hanno perso le elezioni.

Il M5S è però bravissimo a fare propaganda.

Lasciamo stare tutto quanto il resto il governo (non) ha fatto  finora.

Certo non è  però con il così detto ‘taglio dei vitalizi’ che si sostiene e si qualifica l’ azione di un gverno e di una maggioranza.

Intendiamoci: è una misura giusta e legittima. Sacrosanta. Ma non è certo la rivoluzione. Un segnale, flebile, di cambiamento.

Però adottatta male. E’ solo un primo passo, fine, per ora, per lo più, a sè stesso.

Senza una misura nazionale organica e unitaria.

Non riguarda i Senatori.

Non riguarda i consiglieri regionali.

Si presta a tutta un serie di ricorsi dei penalizzati già annunciati.

Non è affiancata, nè sostenuta, da misure di redistribuzione del reddito a favore dei poveri.

E’ stato calcolato, come detto in queste ore, che comporterà un risparmio di 40 milioni di euro l’ anno per le Casse dello Stato.

Ma, per esempio, che gli ex deputati guadagneranno di meno non tocca gli invalidi civili al 100%, che continueranno vergognosamente a prendere 290 euro al mese, e sai quanto importa a tutti questi nostri sfortunati e penalizzati fratelli italiani se i vecchi politici subiranno una sforbiciata dalle loro pensioni, comunque di migliaia di euro.

C’è poi la grana dei prevedibili ricorsi. La proposta a firma del presidente Fico, hanno affermato i forzisti Mara Carfagna, Gregorio Fontana e Francesco Scoma, andava modificata: “Non risponde ai criteri di legittimità costituzionale ed è certamente destinata, in questa formulazione, a essere impugnata e annullata dagli organi giurisdizionali. Siamo contrari ad imbrogliare gli italiani. Oggi non assistiamo alla fine dei vitalizi ma al futuro arricchimento degli ex deputati e dei loro avvocati”.

 

Di diverso avviso il vicepremier del governo e capo politico del M5S Luigi Di Maio: “Oggi è una giornata storica, almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre trenta anni sancisce un principio chiaro: se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no. E’ un principio di giustizia, ma non mi nascondo che c’è ancora molto da fare nella lotta ai privilegi. Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di cento giorni li abbiamo tagliati”.

 

Con qualche esitazione, dopo un po’ di fibrillazioni, gli era andato dietro, ‘stavlta, e non davanti, l’ altro vicepremier e capo politico della Lega Matteo Salvini: “Il taglio di privilegi e vitalizi del passato era, è e rimane una priorità mia, della Lega e del governo. Prima lo si fa, meglio è, perché i politici non abbiano nulla in più e nulla in meno rispetto a tutti gli altri cittadini italiani”.

 

Ed ecco ora qualche dettaglio tecnico e non politico.

Una cosa che capita sempre più di rado di fare, di trovare e di considerare, in questa deriva di socialnetworkinzazzione della politica, e, purtroppo, pure  ruota e di riflesso di tanta parte dell’ informazione.

Per esempio, del tanto strobazzato così detto ‘decreto dignità’ annunciato e varato nei giorni scorsi, a distanza di più di una settimana non si riesce a capire quale sia il testo definitivo e a quali altri provvedimenti, contratti a termine a parte, esso si riferisca.

Fatto sta che non è stato ancora pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale, quindi, a norma di Costituzione, non esiste: insomma finora abbiamo parlato del niente.

 

Ma torniamo ai vitalizi e a oggi, per finire appunti con e questioni tecniche di merito.

Il provvedimento dispone il ricalcolo dei vitalizi maturati fino al 31 dicembre del 2011 sulla base del sistema contributivo. Gli assegni maturati successivamente erano stati trasformati in pensioni calcolate con il contributivo già nel 2012.

Il testo licenziato oggi fissa a 1.470 euro il vitalizio per chi ha subito una riduzione dell’importo superiore al 50%. Per tutti gli altri, il tetto minimo è a quota 980 euro.

Trattandosi di una delibera dell’Ufficio di presidenza della Camera, il taglio riguarda soltanto gli ex deputati. Al Senato non è ancora stata presa alcuna decisione in merito.

I parlamentari a riposo interessati dalle misure di taglio dei vitalizi sono circa mille e quattrocento e alcuni di loro hanno minacciato di agire per vie legali contro i componenti dell’Ufficio di presidenza di Montecitorio. La disparità di trattamento rispetto a Palazzo Madama potrebbe essere uno degli argomenti da utilizzare per convincere i giudici a rimettere la questione alla Corte costituzionale.

Infine, last but not least, il provvedimento approvato oggi partirà dal 1 gennaio 2019. Per altri sei mesi non ci sarà nessun taglio, altro che abolizione! Ma di che stiamo parlando?

Ed entro sei mesi, poi, il diodeipoveriexparlamentari vede e provvede….

 

Category: Cronaca, Politica

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