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MAMMA DYAROV, CHE TE LO DICO A FARE? W W W ALI’ YEV!!! COSI’ SERGIO MATTARELLA E ENZO MOAVERO MILANESI ABBRACCIANO E BACIANO IL CHIACCHIERATO REGIME AZERO

| 18 luglio 2018 | 4 Comments

(g.p.)______Imbarazzante visita di Stato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, questa mattina nella Repubblica dell’Azerbaigian.

Come se tutte le numerose e comprovate accuse di metodi sostanzialmente mafiosi rivolte da più parti da anni al regime non avessero lasciato traccia.

Imbarazzante e sospetta, in un momento cruciale per la contestata realizzazione del gasdotto Tap: come se la sterminata documentazione riguardo l’ inutilità e la dannosità del progetto non esistesse.

Come se in Italia non ci fosse un nuovo esecutivo, che però, in realtà – e questo di ‘stamattina è solamente un nuovo, anche rilevantissimo, segnale in tal senso – contrariamente alle aspettative, pare accettare supinamente che il gigantesco malaffare vada tranquillamente in porto, anzi, sulla spiaggia di San Foca.

A Zagulba, residenza ufficiale del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Mattarella è stato ricevuto dal Presidente Ilham Aliyev (nella foto): al termine dell’incontro hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa.

Da notare che era accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, il quale sulle esternazioni dei due presidenti a nome del ‘governo del cambiamento’ non ha avuto niente da aggiungere, nè da levare; e ha poi incontrato per gli approfondimenti operativi del caso il suo omologo Elmar Mammadyarov.

“Il progetto Tap serve”, ha insistito il presidente azero. Certo, ma non ai cittadini italiani, non ai Salentini, che si vedranno inoltre il territorio devastato: serve agli speculatori dell’ alta finanza internazionale, ai banchieri europei, ai politici loro camerieri.

“C’è il comune impegno a portare a compimento il corridoio meridionale” , ha detto da parte sua il presidente italiano.

Ecco il testo completo del discorso di Sergio Mattarella______

Ringrazio il Presidente Aliyev, le Istituzioni e tutto l’Azerbaigian per l’accoglienza riservata a me e alla delegazione che mi accompagna, e anche per il carattere pienamente positivo dei colloqui che abbiamo svolto.

Sono lietissimo di essere in Azerbaigian, svolgendo qui la prima visita di Stato di un Presidente della Repubblica italiana, ricambiando anche le visite cortesi e gradite del Presidente Aliyev e della consorte, vice Presidente della Repubblica in Azerbaigian.

Questa visita contribuisce a sottolineare l’amicizia che lega i nostri due Paesi, la grande collaborazione in corso, da tanto tempo, e quella ancora più intensa che progettiamo di avere per il futuro. Infatti abbiamo passato in rassegna i vari aspetti della nostra collaborazione bilaterale, di carattere davvero eccellente.

Anche l’Italia considera l’Azerbaigian un partner affidabile, di grandissima importanza in questa regione, un’area cruciale per gli equilibri globali. L’Italia apprezza il carattere moderno, laico delle istituzioni dell’Azerbaigian e della sua vita, e condivide l’attenzione ai pericoli connaturati al radicalismo.

Abbiamo concordato l’auspicio di un rafforzamento dei contatti anche per contrastare ogni attività illecita, registrando comune interesse nella lotta al terrorismo e nel contrasto ai traffici illeciti.

Abbiamo parlato, in maniera approfondita, del nostro partenariato economico e commerciale che poggia su basi solidissime, soprattutto sul settore energetico, nell’ambito del quale alcune importanti aziende italiane si sono conquistate qui un grande consenso e un’ottima reputazione.

In questa cornice si inserisce il comune interesse e il comune impegno a portare a compimento il corridoio meridionale del gas, un’infrastruttura che è parte di un quadro più ampio e contribuisce a una maggiore sicurezza energetica, a una più ampia stabilità, alla cooperazione regionale dal Mar Caspio, al Mediterraneo, all’Europa.

L’Italia sa che l’Azerbaigian è impegnato in un’azione di diversificazione della propria economia e l’Italia guarda con rispetto a queste linee così importanti. Ci auguriamo che in questo ambito, registrando la piena disponibilità amichevole che poc’anzi il Presidente Aliyev ha manifestato, le aziende italiane possano dare un contributo in settori ulteriori ripsetto a quello energetico. Dalle infrastrutture, all’agroalimentare, alle industrie della difesa, vi sono ampi settori, importanti, cui le nostre aziende possono contribuire recando know how e collaborazione con aziende di questo Paese

Domani avrò il piacere di partecipare con il Presidente Aliyev al forum economico tra Azerbaigian e Italia, tra operatori dell’economia, e questo stesso appuntamento sottolinea l’importanza di diversificare sempre più, accentuando l’ambito delle nostre relazioni economiche a beneficio di entrambi i nostri Paesi.

Abbiamo registrato che le nostre relazioni bilaterali non si esauriscono nella vicinanza politica, nella grande ccollaborazione economica e dell’energia – che naturalmente rivestono un ruolo di importanza primaria – ma risiedono anche nella collaborazione che vi è nel settore della cultura e nell’esigenza di rafforzare la collaborazione nell’ambito della scienza e della tecnologia.

Sono lieto di intervenire, nel pomeriggio, in una grande istituzione universitaria dell’Azerbaigian, l’Azerbaijian Diplomatic Academy, consegnando in quell’occasione alcune borse di studio per studenti che vogliono perfezionarsi in Italia.

Ancora una volta ho manifestato al Presidente Aliyev l’apprezzamento per il grande padiglione dell’Azerbaigian all’Expo di Milano che ha registrato un grande successo per la qualità della sua presenza. Ho anche espresso un ringraziamento per le attività promosse dalla Fondazione Heydar Aliyev in Italia per preservare alcuni nostri beni storico-artistici.

Vorrei anche esprimere la soddisfazione per l’interesse dimostrato dai giovani dell’Azerbaigian nei confronti della cultura italiana, per lo sviluppo vicendevole di interessi di straordinaria importanza, del quale siamo molto soddisfatti.

Abbiamo grandi relazioni. Una testimonianza c’è stata poco fa nella firma dele intese e degli accordi bilaterali in tanti settori che manifestano l’ampiezza della nostra collaborazione.

Noi attribuiamo grande rilevanza all’OSCE – anche in qualità di presidente di turno che il Minsitro Moavero Milanesi che mi accompagna riveste in questo periodo – per contribuire a una soluzione stabile dei conflitti protratti nella regione Nagorno Karabakh, in tutti i conflitti della regione, ma particolarmente in questo. L’intenzione è non di rivedere i formati dei negoziati esistenti, ma di offrire un contributo per un rilancio di nuovi e diversi cammini negoziali che possano contribuire a recare sollecitamente stabilità e sicurezza.

Auspichiamo che vi sia, da parte di tutti, la volontà politica di porre termine al conflitto. La soluzione non può essere quella militare, ma deve essere politica, e deve essere assunta in maniera soddisfacente, sostenibile, duratura, sulla base dei principi del diritto internazionale universalmente riconosciuti.

L’Italia è chiaramente coinvolta nel negoziato del nuovo accordo tra l’Azerbaigian e l’Unione europea, e questo sarà possibile valorizzando tutte le opportunità di collaborazione, tenendo conto delle priorità condivise e delle esigenze dell’Azerbaigian e degli auspici dell’Unione europea.

In questo contesto vorrei esprimere al Presidente Aliyev – come ho fatto prima nel corso dei colloqui – le congratulazioni per la definizione recentissima, avvenuta a Bruxelles, delle nuove priorità di partenariato tra Azerbaigian e Unione europea: è una tappa importante per arrivare a un accordo di più ampia portata e impegno.

Abbiamo anche espresso al Presidente Aliyev, sul fronte delle relazioni con la Nato, l’apprezzamento per la collaborazione che vi è, particolarmente per l’impegno dell’Azerbaigian in Afganistan, in un teatro in cui anche l’Italia è impegnata direttamente.

Tante ragioni, come si vede, sorreggono l’amicizia tra Azerbaigian e Italia e la grande collaborazione che si svolge sul piano politico, economico e culturale.

L’Azerbaigian avrà sempre l’Italia al suo fianco, la sua amicizia, per sviluppare relazioni sempre più positive.
 

Category: Cronaca, Politica

Comments (4)

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  1. redazione ha detto:

    Gianluca Maggiore del Comitato No Tap ha subito diffuso via social la seguente nota______
    Dieci domande al Ministro del Sud Onorevole Barbare Lezzi e al Governo di cui fa parte:
    -1- L’esecutivo di cui fa parte è a conoscenza dello scandalo che coinvolge l’Azerbaijan con il riciclaggio di otto miliardi di € veicolati per pagare “politici, giornalisti e personalità influenti” di tutta Europa?
    -2- L’esecutivo di cui fa parte è a conoscenza del fatto che, la settimana scorsa, 12 membri del Consiglio D’Europa sono stati espulsi a vita perché ritenuti colpevoli di un comportamento “corruttivo” in favore dell’Azerbaijan?
    -3- Conosce l’associazione interparlamentare “amici dell’Azerbaijan”, i suoi fini, i nomi dei suoi membri e come questa associazione si finanzia?
    -4- Ritiene plausibile che ministri del Governo di cui lei fa parte siano organici o prendano parte alle iniziative dell’associazione “amici dell’Azerbaijan”?
    -5- Ritiene che parlamentari del Movimento 5 Stelle facciano parte o partecipino alle iniziative dell’associazione “amici dell’Azerbaijan”?
    -6- È possibile rendere pubblico il bilancio di questa associazione parlamentare?
    -7- È possibile rendere pubblico il contratto che vincola , ammesso che esista, lo stato italiano alla costruzione del TAP, evidenziando le clausole dove sono citate e quantificate penali in caso di mancata costruzione?
    -8- La questione TAP , in sede di formazione del governo, è stata utilizzata come contropartita?
    -9- Violazione dei diritti umani, riciclaggio di 8 miliardi di €, corruzione di parlamentari del consiglio d’Europa , collusioni mafiose (caso “viva transfer”), vari reati Ambientali, ecc…
    il TAP è una questione di costi/benefici o di DIGNITÀ e ONESTÀ?
    -10- Quali azioni rapide e concrete ha intenzione di mettere in atto l’esecutivo di cui fa parte per ristabilire la legalità e un minimo di dignità?

  2. Tina Vadrucci - tramite Facebook ha detto:

    L’Italia tiro dritto, in pratica.
    Poco importa se quella che poteva parer essere solo una percezione di perdita della democrazia si stia invece concretizzando esasperando gli animi.

  3. Paolo Pagliaro, Forza Italia - tramite mail ha detto:

    Lo sapevamo che i giochi erano fatti; lo sapevamo già che il Salento era stato svenduto a una multinazionale, ne abbiamo parlato quando ancora si poteva fare qualcosa, quando non credevamo a Vendola che si nascondeva dietro le sue bugie, ma era tutto previsto: la TAP doveva approdare nel Salento a San Foca in una delle spiagge più belle.
    Assurdo! Quante volte abbiamo parlato in questi anni del festival dell’ipocrisia? Lo abbiamo detto che l’unica cosa da fare era combattere per cambiare il punto d’approdo, perché noi facciamo una politica seria e coscienziosa, e non come chi, la Lezzi e i Grillini, hanno gridato di fermare la TAP racimolando voti e ora da Ministro del Sud ha alzato le mani al cielo.
    È un film già visto e il finale l’ha scritto il Presidente della Repubblica insieme al ministro degli Esteri, Enzo Moavero, che ha rassicurato l’Azerbaijan, e l’ha fatto col cappello in mano: “La TAP si farà nei tempi previsti… Con i pugliesi che protestano avvieremo un dialogo trasparente e non di facciata”, queste le sue parole, che sono di una tristezza inaudita oltre a essere proprio inutili come l’approdo di TAP a Melendugno.
    I pugliesi, in questo caso i salentini, non protestano, ma difendono soltanto la propria terra, troppe volte violentata dagli interessi economici e depauperata dalle politiche scellerate della sinistra e poi presa in giro dai grillini che avevano promesso quello che non potranno mantenere.

  4. Comitato No Tap - tramite Facebook ha detto:

    +++IL GOVERNO DELLA CONTINUITÀ+++

    Se qualche mese fa qualcuno si fosse posto la domanda “ma i m5s e la Lega al Governo faranno come il PD?”, qualcuno avrebbe avuto modo di rispondere che, essendo antagonisti, avrebbero portato avanti politiche completamente differenti. Questo perchè in Italia abbiamo sempre la cattiva abitudine di considerare le elezioni politiche come il momento in cui si può determinare realmente un cambiamento nella gestione del Paese.
    Tuttavia, bisogna ricordare che l’architettura istituzionale della Repubblica Italiana fa sì che, anche all’insediamento di un nuovo Governo, le politiche dei governi precendenti mantengano una loro efficacia nel tempo. Vedi come al primo partito italiano, il Movimento 5 Stelle, sia stato affiancato, grazie ad una subdola legge elettorale, un altro partito, La Lega, che non solo rappresenta gli interessi del vecchio establishment, ma addirittura sostiene gli interessi di quello più vecchio, il Governo Berlusconi.

    Ora, senza alimentare ulteriormente le speranze e le attenuanti che qualcuno vorrebbe riconoscere al Movimento 5 Stelle, ci sentiamo di dire che il trait d’union trail Governo Giallo-Verde e il Governo del PD, nella sacra tradizione della Repubblica Pseudo-Parlmentare o Para-Presidenziale, sia proprio il Presidente della Repubblica Mattarella che, sotto il nome della continuità e della para-diplomazia, parte in viaggio istituzionale nella capitale azera Baku.
    La nostra considerazione è che questa mossa non sia solo politico-diplomatica, ma anche mediatica. Un gesto istituzionale forte, atto a ricordare ai 5 stelle, ex-detrattori del Gasdotto TAP, che il loro potere parlamentare non vale nulla senza il consenso dell’establishment e dei tanto odiati poteri forti.

    Al Presidente Mattarella, ai signori ministri del Governo Giallo-Verde e ai Signori dei giornali, pronti a battere la notizia per mettere mediaticamente una pietra tombale sull’affaire TAP, rispondiamo che il TAP NON SI PUÒ E NON SI DEVE FARE, perchè nasce sotto la cattiva stella della corruzione internazionale, della devastazione ambientale e della forzatura procedurale: in una parola sola, dell’illegalità. E in uno Stato che si dice “di Diritto” non ci sono penali o diplomazie che tengano!

    Se i Governi e il Presidente della Repubblica vogliono continuare a professare la legalità, comincino dai fatti, bloccando TAP e gli sporchi affari che lo hanno portato fino a questo punto!

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