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LA POLEMICA / TOH, LA CGIL SI E’ RISCOPERTA SINDACATO DI LOTTA. SOLO DA POCHI MESI. ORA A LECCE FA UNA ‘TRE GIORNI NAZIONALE’, ACCUSANDO GLI ALTRI DI AVERE ‘LA MEMORIA CORTA’, MA DIMENTICANDOSI PER LE PROPRIE ENORMI AMNESIE I TANTI BUCHI NERI DI CUI E’ FATTA

| 13 settembre 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Parlando questa sera a Lecce, al Teatro Apollo, all’ apertura di una manifestazione nazionale della sua organizzazione sindacale, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha, fra l’ altro, affermato «L’Italia è un paese dalla memoria corta. Ci chiedono spesso dove eravamo quando in questi anni hanno smantellato lo stato sociale. Il docufilm 967 Il tempo del Noi di Calopresti lo documenta, dove eravamo: dalla parte dei lavoratori. Oggi bisogna rimettere in fila gli obiettivi da raggiungere: su tutti la Carta universale dei diritti. In Italia nulla migliorerà fino a quando tutte le persone che lavorano non torneranno ad avere gli stessi diritti. Se siamo tornati a Lecce è perché il paese ha bisogno di unità. Quando il divario aumenta, si aumenta anche la frammentarietà. Lecce è una città straordinaria, bellissima: proprio da cultura e bellezza occorre ripartire».

Camusso ha anche posto l’accento su due mostre allestite all’interno del programma, inaugurate oggi: «Qualche anno fa nessuno avrebbe pensato che ci fosse bisogno di riflettere sulle leggi razziali affinché quell’orrore non si ripeta. Ora, secondo me, è necessario. La seconda mostra è quella su Di Vittorio, il nostro fondatore: non è una mostra autocelebrativa; ricordiamo Di Vittorio, infatti come padre costituente. La Costituzione va applicata ogni giorno e bisogna fare attenzione agli strappi. In particolare sull’articolo 1, ma anche sull’articolo 11: l’Italia ripudia la guerra. E ci sono molti modi di fare la guerra: chiudendo le frontiere o non votando all’Europarlamento una mozione contro Orban».

 

***

Sì sì, l’ Italia è proprio un Paese dalla memoria corta. Si merita di avere il maggior sindacato dalla memoria cortissima. La Cgil si riscopre adesso all’ improvviso, ma non per caso, evidentemente, di lotta, senza un minimo di autocritica, una parvenza di riflessione seria, sugli accadimenti degli ultimi anni, sul ruolo stesso dello storico e grande sindacato dei valori di sinistra, sulle proprie responsabilità, rispetto ai precedenti governi, prima di questo ultimo in carica da pochi mesi, amici, o considerati tali, che hanno via via attuato licenziamenti, precariato, parcellizzazione, età pensionabile stratosferica, oltre ai regali fatte a banche, multinazionali, grandi imprese e detentori delle sperequazioni sociali.

Che c’ entrino le leggi razziali del fascismo in tutto questo, rimane un mistero. L’ orrore storico, sia chiaro, delle leggi razziali del fascismo, abrogate nel 1945.

Negli civilissimi Stati Uniti d’ America, non contro gli Ebrei, ma contro i Neri, sono durate fino a tutti gli anni Sessanta e Settanta, qua e là ne rimane traccia profonda ancora oggi negli Americani.

In Italia no, e assimilare adesso il problema attuale dell’ immigrazione, il tentativo di studiarla, fermarla, contenerla, conviverci almeno in maniera decente, con il razzismo storico contro gli Ebrei è un clamoroso errore politico. Un altro autogol del popolo (quel che ne rimane) della sinistra.

Serve solo per rimuovere il buco nero del business dell’ assistenza agli immigrati, su cui hanno lucrato tante organizzazioni che la Cgil dovrebbe conoscere benissimo, e denunciare.

Che cosa c’entri poi Orban con la sacrosanta attenzione al rispetto dell’ articolo 11 della Costituzione, è un altro mistero glorioso. Le scelte militariste e interventiste dell’ Italia in tutte le guerre vere degli ultimi decenni, al servizio della Nato, sono state tutte decise, o avallate, dalla sinistra, a cominciare da quella più importante contro la Jugoslavia, a pochi chilometri dal nostro territorio.

Lo stesso, per le spese militari.

Se ne ricordano gli iscritti alla Cgil quando vanno a votare, come continuano a fare regolarmente, i vari Pd e Liberi e Uguali?

Infine, l’ ennesima delusione profondissima. Fare una manifestazione nazionale a Lecce, inaugurandola con un docufilm agiografico da propaganda da realismo sovietico, senza dire, né prevedere nel corso della tre giorni di iniziative, una riflessione, toh, non voglio esagerare, un semplice riflessione, mica una parola contro, sul gasdotto Tap, sulle morti abnormi dei Salentini dovute all’ inquinamento che arriva da Taranto e da Cerano, sui feti che si mal formano già prima della nascita per le schifezze che ci sono nell’ aria e nel suolo, sulla desertificazione dei terreni agricoli per l’ impiego massiccio e sistematico della chimica in agricoltura, quindi sull’ affaire della Xylella, ecco, è vivere fuori dal nostro mondo. Che ci siete venuti a fare allora a Lecce, se volete continuare a negare tutto questo?

Forse perché sono state scelte di sinistra. Forse perché, da Tap, a Monsanto, da Enel ad AncelorMittal, la Cgil contro le multinazionali,  ma sia, non si ci vuole proprio mettere.

Va bene, allora, continuate così: dopo questa tre giorni, la Cgil avrà perso altri tremila iscritti, e Matteo Salvini avrà guadagnato altre trecentomila intenzioni di voto a favore al prossimo giro.

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

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