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TRIA DA SOLO CONTRO DI MAIO E SALVINI INSIEME: CHI VINCERA’ IL BRACCIO DI FERRO? ECCO LE RAGIONI DEL CONTENDERE, CUI SONO LEGATE LE SORTI DEL GOVERNO

| 27 settembre 2018 | 0 Comments

(g.p.)______Serata cruciale per il governo. Prima un ‘vertice di maggioranza’, poi, a seguire, sempre che il vertice vada bene, nel senso che si trovi una decisione condivisa, consiglio dei ministri, sul previsto aggiornamento del Documento di economia e finanza.

Oggetto del contendere: M5S e Lega, non avendo trovato risorse suppletive, o alternative, o tagli di bilancio possibili, vogliono aumentare il deficit oltre il previsto 1,6% del Pil per il 2019, fino al 2,4, contrariamente alle direttive dell’ Unione Europea, al fine di utilizzare tali risorse per modificare le norme restrittive della così detta Legge Fornero sulle pensioni, per aumentare le pensioni minime, e per introdurre il così detto ‘reddito di cittadinanza’.

Il ministro dell’ economia (nella foto, a destra di Di Maio) Giovanni Tria, che, fra parentesi, non si capisce ab origine che cosa ci faccia in questo esecutivo, e in quota di chi sia, essendo personaggio ampiamente compromesso, ricordiamo quanto abbiamo a suo tempo pubblicato su di lui, con quelli precedenti e legato agli ambienti dell’ alta finanza internazionale, ha annunciato riservatamente, come sua linea del Piave, la soglia del 1,6%, dicendosi preoccupato dei rischi di stabilità che l’ Italia correrebbe con un deficit troppo alto sui mercati finanziari, e minacciando, in caso contrario, le dimissioni.

“Ce ne cercheremo un altro”, il lapidario senso delle risposte che sempre riservatamente sono arrivate da esponenti della maggioranza.

In una dichiarazione ufficiale, di questa mattina a Bruxelles, Luigi Di Maio ha intanto così argomentato: “Il CdM è oggi per quanto mi riguarda, e non ci sono rinvii sul Def. Sarà una manovra del popolo coraggiosa, dove non ci si impicca a un numero o un altro. Quel che non vogliamo fare è scrivere nel Def cose non vere, a differenza del passato quando si dava un obiettivo nel Def e poi alla fine il deficit era più alto. È inutile tirare a campare come governo, io non sono uno di quelli che porterà questo governo a tirare a campare: o si fanno le cose o non ne vale proprio la pena. Avremo modo di interloquire, a me non preoccupa Bruxelles, se lo dovrà fare la Francia lo faremo anche noi”.

In un’ altra dichiarazione ufficiale, sempre di questa mattina, da Tunisi, dal canto suo Matteo Salvini ha spiegato: “Vale la pena superare il 2% del rapporto deficit/pil nella manovra. Il diritto al lavoro, alla felicità di milioni di italiani val bene qualche numerino”.

Dal ministero dell’ economia ricordano che il debito pubblico italiano è già al 132% di tutto il valore prodotto in un anno; che aumentarlo metterebbe in imbarazzo gli ‘investitori internazionali’ che lo finanziano, ed esporrebbe al pericolo di un innalzamento del così detto spread, oggi salito a quota 230.

D’ altro canto, pensionamenti più numerosi, aumento delle pensioni minime e reddito di cittadinanza favorirebbero i consumi, e quindi la crescita dell’ economia.

 

Category: Cronaca, Politica

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