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DOV’E’ LA VITTORIA?

| 28 settembre 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Un flash mob popolare, nella notte, sotto il balcone di Palazzo Chigi. Niente a che fare con quello storico, vicino solo geograficamente,  di piazza Venezia. Popolare? Ma no, sono un centinaio, malgrado le trionfalistiche immagini dei tg (poi, continuano a lamentarsi di come son trattati in televisione), parlamentari e giannizzeri del partito unico totalitario che omaggiano il loro capo Luigi Di Maio che li ha fatti eleggere, e ora pare consenta loro di restare sugli scranni delle due aule.

Notte storica? Ma dai…Bisogna andarci piano, con le parole. Le parole sono importanti, a volte pesano come macigni e a volte ricadono e schiacciano chi le usa con inopportuna leggerezza, con troppa disinvoltura.

Fine della povertà? Felicità?

Utopie, più che fatti, al momento.

Vinto il braccio di ferro con il loro ‘collega’ imposto dal presidente della Repubblica, e dal presidente della Repubblica convinto a restare, Luigi Di Maio si gode un altro quarto d’ora di celebrità, finalmente tutto suo, assapora il trionfo, e perde il senso della misura.

Salvini non c’è, opportunamente gli ha lasciato la scena.

Stiamo ai fatti.

Aveva detto che per il reddito di cittadinanza le coperture c’ erano.

Beh, non ci sono, abbiamo scoperto in questi giorni.

Per farlo, hanno dovuto programmare ulteriore deficit statale.

Come tutti gli altri predecessori.

Per farlo, un momento, perché ancora non si sa come e quando sarà.

Per ora si sa solo dei centri per l’ impiego, cioè burocrazia su burocrazia, che assorbiranno miliardi, per dare in cambio cosa nessuno l’ha capito

L’ altro, Salvini, pure aveva detto che c’ erano le coperture per, sia pur in parte, alleggerire le misure restrittive della Fornero, e consentire a qualcuno, ancora non si sa chi e quanti, di andare in pensione. Non ci sono uguale, idem come sopra.

Tiriamo avanti, tirare dritto, a chi il deficit?

 

Invece di studiare a monte, in quei famosi e lunghi giorni di tavolo congiunto, cosa fare concretamente, per smettere di vendere sogni, e cominciare a vendere, come direbbe qualcuno, solide realtà, non hanno saputo far altro che decidere di continuare a indebitarsi.

Un popolo indebitato fa il gioco degli usurai internazionali.

Un popolo che non vuole indebitarsi fa rabbia agli usurai.

Ce lo daranno, ce lo daranno, il nuovo debito. Un altro giro del cappio al collo, che possono decidere di stringere quando farà più agio ai propri interessi.

Intanto così tengono buono il popolo esasperato, grazie a questi.

A una situazione estrema, si risponde con una situazione estrema: la ridiscussione del debito, la riappropriazione della sovranità monetaria, il primato della politica.

Non si vanno a chiedere altri soldi ai padroni del mondo che ci tengono in pugno come Stato e come Nazione.

Si tagliano gli sprechi, si eliminano le spese improduttive: quelle militari, per esempio.
Non si fa propaganda sul taglio dei vitalizi, solamente fumo negli occhi.

Non si dice che c’è un fondo per i truffati delle banche, che saranno rimborsati con soldi pubblici, mica quelli delle banche che hanno truffato. Cioè, fatemi capire: i ladri si tengono il bottino, e le vittime vengono risarcite con i soldi degli altri cittadini?

E nel presunto aumento delle pensioni sociali, non c’è traccia della misura che sarebbe più urgente e più dignitosa: dare qualcosa in più e subito agli invalidi civili, costretti a vivere con 200/300 euro al mese.

Che, facciamo come Silvio Berlusconi? Mille euro di pensione minima per tutti?
Che, faremo rimpiangere gli 80 euro di Matteo Renzi?

Tutto così, e potremmo continuare a lungo.

Così il famigerato spread è già aumentato sensibilmente e in borsa è orso.

“I mercati capiranno quando conosceranno la manovra”, ha casalineggiato questo pomeriggio il sedicente avvocato del popolo Giuseppe Conte “e lo spread scenderà”.

 

Ce ne freghiamo, allora?
Ce ne potremo fregare solamente se fossimo nelle condizioni di potercene fregare, se avessimo almeno avviato segnali di profonda revisione dell’ intero sistema economico finanziario.

Così, non possiamo pregarcene: se continui a restare seduto a quel tavolo, invece di alzarti e rovesciarlo, se hai chiesto solo altre fiche per fare qualche altra apertura, o qualche altro bluff.

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

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