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AIUTO! C’E’ “un sistema piramidale”…CHI SE NE VA CHE MALE FA? ULTIMA DI UNA NUTRITA SCHIERA DI DELUSI, ANCHE L’ EURODEPUTATA DANIELA AIUTO LASCIA IL M5S, SBATTENDO LA PORTA: “La ‘Casaleggio’ controlla e decide tutto…In ogni regione c’è il ‘capetto’ e il ‘vicecapetto’ di turno”…ECCO, E IN PUGLIA CHI SONO? AH, SAPERLO…

| 10 ottobre 2018 | 0 Comments

(g.p.)______

“Quando mi hanno tolto l’uso del simbolo hanno iniziato a non sostenere più le mie iniziative sul territorio, e questo mi creava disagio perché si preferiva arrecare un danno al territorio, che veniva privato di informazioni ed eventi utili, non certo di promozione della sottoscritta. I boicottaggi avvenivano per mezzo e bocca dei leader locali benvoluti dai vertici. Un sistema piramidale che vige a Roma e si ripete in tutte le regioni, col “capetto” e il “vicecapetto” di turno… 

Nel Movimento 5 Stelle gli eletti sono al servizio della comunicazione, e non il contrario. Comunicazione fatta di persone di solito provenienti dalla Casaleggio, o scelte lì. Queste persone sono diventate il gestore delle nostre esistenze, non della comunicazione soltanto. Entrano nelle nostre vite perché possono decidere il successo o l’affossamento mediatico del singolo eletto. Si è arrivati anche a dire a qualche mia collega come doveva truccarsi o vestirsi. E non si colgono più i contorni dei criteri di meritocrazia”.

E’ questo il passaggio politicamente più forte, anzi, dirompente, della lunga intervista rilasciata oggi a Jacopo Jacoboni del quotidiano “La Stampa” dall’ europarlamentare del M5S Daniela Aiuto (nella foto), 43 anni, di Vasto, architetto, sposata e madre di quattro figli, eletta nel 2014 al parlamento europeo per il M5S, da cui ha annunciato di voler andar via.

Beghe personali interne? Strascichi di fine mandato, in vista delle prossime elezioni?

Ma no.

Rileggendo attentamente il passaggio che abbiamo estrapolato integralmente, dal mezzo di tante altri rilievi critici e atti di accusa contro l’ establishment pentastellato contenuti nell’ intervista, se ne può cogliere l’ estrema gravità.

In pratica, per la serie la realtà ha più fantasia di noi,  viene prefigurato come completamente attuato uno scenario piramidale da ‘grande fratello’ sotto di cui è stato edificato quello che un tempo fu il Movimento 5 Stelle e che, da poco meno di un anno, è diventato il partito unico totalitario di Luigi Di Maio, con i suoi “capetti” e “vicecapetti” su base regionale, e, ancora sopra di lui, di Davide Casaleggio, con i suoi “esperti” di “comunicazione”.

Il Grande Fratello, in inglese ‘Big Brother’, fratello maggiore, è un personaggio immaginario creato da George Orwell, presente nel romanzo “1984”.

È il dittatore dello  stato  totalitario chiamato Oceania. Nella società che Orwell descrive, ciascun individuo è tenuto costantemente sotto controllo dalle autorità. Lo slogan “Il Grande Fratello vi guarda” ricorda continuamente agli abitanti la sua superiorità assoluta nella piramide gerarchica.

Nel romanzo non viene mai chiarito se sia una persona esistente o semplicemente un simbolo creato dal partito; nel libro si fa più volte riferimento a tale questione, ma la domanda non trova mai risposta.

Non hanno trovato mai risposta finora neppure le richieste più volte e da più parti avanzate di chiarimenti, se non di chiarezza, sulle dinamiche autoritarie e anzi totalitarie che sono state imposte nell’ ormai ex M5S: “Partecipazione, trasparenza, collegialità, tutto sparito. Questo non doveva essere il Movimento”, chiosa amaramente la Aiuto.

E ha ragione.

E’ stato tutto un crescendo di nefandezze.

Elezioni farsa per la scelta del capo politico, col il ‘gran rifiuto’ di  Alessandro Di Battista, evidentemente complice in tutto; uno statuto di trasformazione cambiato e imposto segretamente via mail fra Santo Stefano e San Silvestro senza possibilità di controllo alcuno, redatto da Luca Anzalone, alias Mister Wolf  “risolvo problemi“; scelte di sedicente programma politico orientate e manipolate, nella buona sostanza, al di là dei ‘clic’ richiesti di “sì” o “no”, come se la politica fosse solo o bianco, o nero; scelta dei candidati per i collegi uninominali fatte, sempre on line, con la sistematica, numerosissima, chirurgica eliminazione di tutti quelli attivisti, centinaia se non migliaia in tutta Italia, che in termini di meritocrazia e simpatie acquisite fra gli iscritti grazie al loro lavoro politico fatto per anni sui territori avrebbero dato fastidio, se non superato, i ‘nominati’ “capetti” e “vicecapetti”; scelte dei candidati per i collegi proporzionali fatte non si sa da chi e per come; trattative per andare al governo a qualunque costo schizofreniche, rinunciando a  punti qualificanti, su cui si era chiesto e ottenuto il consenso di massa, come la chiusura dell’ Ilva, o il blocco del gasdotto Tap, o l’ affaire della Xylella, con vere e proprie ‘inversioni a U’ imposte dall’ alto, e potremmo continuare a lungo; un presidente del consiglio prestanome non eletto da nessuno e a sua volta ‘nominato’ dai vertici della piramide; costante opera di propaganda, come sul così detto ‘taglio’ dei vitalizi, e, temiamo, sul reddito di cittadinanza, nei fatti, in luogo appunto di fatti concreti.

“Questo non doveva essere il Movimento”…

E invece è stato questo l’ oramai inarrestabile declino pazienza di un progetto politico, ma qui proprio di un sogno bellissimo, che aveva ridato fiducia nella politica ai cittadini, speranza agli Italiani che un mondo migliore fosse possibile.

Category: Cronaca, Politica

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