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PERITI DI PARTE

| 20 novembre 2018 | 0 Comments

(g.p.)______Sulla questione, in via di definizione giudiziaria, su disposizione della Procura della Repubblica di Lecce, relativa all’ assoggettabilità del terminale di ricezione del gasdotto a Melendugno, alla così detta “legge Seveso”, il Comitato No Tap ha diffuso nel pomeriggio la seguente nota______

 

Nell’attesa dell’incidente probatorio, emergono nuovi, inquietanti scenari sulla vicenda.

Qualcuno ricorderà certamente che, qualche tempo fa, è diventato di pubblico dominio il conflitto di rapporti professionali esistenti tra il perito nominato dal gip del tribunale di Lecce, prof. Bezzo, e il perito nominato da Tap, prof. Giuseppe Maschio. Lo stretto rapporto tra Bezzo e Maschio era di vecchia data, entrambi docenti dello stesso corso di laurea magistrale presso l’università di Padova. Quindi controllore e controllato legati da rapporto professionale comune, alla faccia di qualsiasi logica, senza voler scomodare il tanto vilipeso – e non da oggi- conflitto di interessi.

 

Ma ciò che emerge ora, attiene quasi più alla farsa che alla tragedia. Se non fosse che la posta in gioco è la sicurezza di un’intera Comunità!

Il prof. Giuseppe Maschio, perito di Tap, dal novembre 2017 (governo Gentiloni) fa parte della commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi (con riferimento al rischio chimico, nucleare, industriale e dei trasporti), ma dall’ agosto del 2018, in perfetta continuità con il passato, è stato nominato REFERENTE della stessa commissione nazionale!

Pertanto l’attuale compagine governativa ha PROMOSSO in un ruolo istituzionale di prevenzione dei grandi rischi, proprio lo stesso perito che nell’ incidente probatorio proverà a far escludere dalla normativa Seveso il PRT di Tap!
Ma questo paradosso siamo gli unici a ravvisarlo? Ma questo non è un altro raggiro che offende le intelligenze dei cittadini? Possiamo definirlo un enorme CONFLITTO DI INTERESSI? La DEONTOLOGIA PROFESSIONALE è merce rara di questi tempi, ma sedere da entrambi i lati del tavolo, interpretando ora un ruolo, ora un altro, è degno solo di esponenti del teatro dell’assurdo.
Un membro di una commissione nazionale sui grandi rischi, può essere il perito di una multinazionale privata nel corso di un’indagine atta a determinare che siano state rispettate regole e normative?

La situazione sembra delineare un fosco panorama, con ombre oscure ad avvolgere istituzioni e competenze. A noi tutti spetta il compito di vigilare, noi tutti abbiamo il diritto di chiedere correttezza e trasparenza!

Category: Cronaca, Politica

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