ESCE LA RACCOLTA DI POESIE “ANDROMEDA”, VIAGGIO DESTINALE DI MARIA GRAZIA PALAZZO, PER iQdB EDIZIONI

| 28 novembre 2018 | 0 Comments

di Chiara Evangelista______

Penelope salpa, varcando la soglia,

il figlio e la tela consegna ad Ulisse.

Nessuna mancanza di amore

confida all’aurora, se amore resiste.

Con ogni sé stessa, da vivere a pelle,

in transito insieme alle ombre.

 

 

Prometto felice ritorno

– di argento, di bronzo, di ferro –
novella Pandora a incidere la prima ferita

lontana da etiche, estetiche maschie,
con vele rigonfie nel petto, polena potente

segnando il passaggio ad ogni miraggio.

Nel periplo stretta a tante paure,
sbendata da vecchie ermeneutiche,
ragioni sentimentali, in limine litis …
Il vello è caduto! Penelope
in sogno le lacrime terge al figlio e allo sposo.

Eretica erotica mente, in corpo al suo corpo.

La notte sa aprire le porte alla luce.

 

La sensazione che si ha, immergendosi nella lettura di “Andromeda”, è quella di girovagare tra le rovine di un tempio greco, dove il passato tende la mano alla modernità in un suggellante sincretismo di immagini poetiche. I numerosi riferimenti extratestuali, presenti nella raccolta, denotano la cultura dell’autrice che spazia dalla mitologia (“in cerca di Europa rapita dal toro/macabro gioco, riscatto da pagare/ vecchio sacrificio tribale/ Mediterraneo da espiare”) alla filosofia (richiami ad Hobbes al suo “homo homini lupus”) per poi arrivare anche alle sacre scritture.

“Andromeda” di Maria Grazia Palazzo (nella foto) è un viaggio destinale, un campo astrale in cui convergono più figure, soprattutto femminili, che nel raccontarsi fan da specchio al lettore.

 

Dalla prefazione di “Andromeda”, così Diana Battaggia: “Maria Grazia Palazzo non incita al conflitto; con l’altra metà dell’Universo tende a perorare il confronto nel rispetto delle individualità e delle differenze, ma per rendere più incisiva la voce firma un patto intergenerazionale con altre donne, persegue la coralità e per mantenere viva la concentrazione nell’ascolto del fruitore, a livello lessicale conia vocaboli in accelerazione che manifestano, inoltre, l’urgenza del dire, di «un respiro ampio» per «uscire dalle apnee» e dalla solitudine.”

 

Spirali di fantasmi, maestrali di voci, galassie di figure e un’autrice che muove il tutto con una maestria da ventriloquo. La nuova uscita de “iQdb Edizioni” pietrifica come Medusa e indica la via come Arianna.

Il libro è disponibile sul circuito online “ibs” e sul sito della casa editrice “i Quaderni del Bardo Edizioni”.

 

 

Category: Cultura, Libri

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