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LA TALPA CI SCAVA LA FOSSA

| 10 gennaio 2019 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Eccola. Enorme. Ancora da montare, nel cantiere, a Melendugno, per realizzare il tunnel, altro che “micro“, come lo avevano denominato per mesi, dove mettere il “tubicino” di renziana memoria, del gasdotto. La “talpa”, chiamano ora questa gigantesca fresa meccanica a piena sezione, una macchina che permette la meccanizzazione completa dello scavo dei tunnel.

Così noi pensiamo ai simpatici animaletti, pensiamo al panda, agli scoiattoli, alle creature della natura, e non pensiamo invece a chi, per i loro sporchi interessi economici, la Natura, il nostro territorio, si accinge a devastare, la nostra Grande Madre Natura, la nostra salute stessa, già abbondantemente minata da altri fattori, Ilva, Cerano, uso della chimica in agricoltura.

L’ultima volta che ho scritto qualcosa sugli effetti nocivi per la salute a proposito di Tap, qualcuno, non so se in buona, o in cattiva fede, si ostinava a chiedermi: “Che c’entra il gasdotto con i tumori?”.

Beh, ‘stavolta non lo chieda a me, che sono un povero giornalista, un umile cronista che cerca solo di capire, documentare e far riflettere.

Lo chieda al dottor Giuseppe Serravezza, direttore del reparto di oncologia dell’ospedale di  Gallipoli, il medico a favore dei nostri fratelli ulivi e della sicurezza ambientale nel Salento, e contro Tap, Ilva e Cerano.

Il dottor Serravezza che nella grande manifestazione a Melendugno del 21 settembre 2014, mentre, sul palco, cercava di argomentare davanti alla folla in piazza, sopraffatto dall’emozione, scoppiò in un pianto dirotto, pensando ai suoi pazienti, e poi abbracciò Beppe Grillo, che prometteva che il gasdotto non si sarebbe mai fatto, grazie al Movimento 5 Stelle…

Ma torniamo alla cronaca.

I pezzi della talpa sono arrivati. Sono arrivati nella notte, di nascosto, con un dispiegamento straordinario di forze di polizia in tutta la zona, completamente isolata, a seguito di un’ordinanza del Prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, che, all’ultimo momento, ha emesso un’ordinanza di divieto di transito e di accesso a veicoli e persone, dalle 23 di ieri notte alle 5 di questa mattina sulla tangenziale est di Lecce, sulla litoranea che collega Lecce a San Foca e sulle strade provinciali di Vernole e Melendugno che conducono al cantiere Tap di San Basilio.

Grazie ai social, poche decine di attivisti No Tap si sono ugualmente radunati, ma sono stati tenuti lontani. Non ci sono stati tensioni, né incidenti.

Questa mattina, sempre via social,il sindaco di Melendugno Marco Potì parla nuovamente di “sospensione della libertà”: “un dispiegamento di polizia paragonabile a quello che fronteggia i gilet gialli francesi. Invece c’è un tranquillo paese militarizzato, bloccato e offeso.
Invece dall’altra parte c’è lo Stato italiano che difende un’opera e un’azienda privata su cui ci sono indagini in corso da parte della magistratura penale per possibili violazioni di legge.
Non si può comprendere e tollerare una sospensione della libertà di circolazione e della costituzione in questa parte di Italia. Il Salento e Melendugno hanno una dignità. RISPETTATECI!”.

 

“A chi dobbiamo chiedere conto dei nostri DIRITTI NEGATI e di quest’ennesima SOSPENDIONE DI DEMOCRAZIA in quello che ancora si definisce uno STATO DI DIRITTO?
Chi è oggi il TUTORE DELLA LEGGE?”, si chiedono le Mamme No Tap, e poi, riferendosi alla indagine della magisratura in corso sul terreno contaminato in zona, si chiedono ancora: “Cosa potrebbe accadere nel caso venisse messa in funzione tale Talpa e vennisse effettuata una trivellazione in una zona già contaminata da metalli pesanti?”

Il comitato No Tap, dal canto suo, sempre in relazione agli avvenimenti delle ultime ore, ha diffuso pochi minuti fa un commento in cui si parla “di tre paesi del Salento sequestrati”,  “uno Stato servile, in totale balia del volere di una multinazionale, piegato alle logiche di un profitto che non guarda in faccia alle popolazioni”, e di “morte di questa terra”.

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Category: Cronaca, Politica

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