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L’APPROFONDIMENTO / SALVINI: IO NON SARO’ MAI COMPLICE DEI TRAFFICANTI DI ESSERI UMANI. RENZI: SIAMO L’ITALIA, SE C’E’ GENTE IN MARE PRIMA LA SALVIAMO

| 20 gennaio 2019 | 0 Comments

di Valerio Melcore_______“Io non sono stato, non sono e non sarò mai complice dei trafficanti di esseri umani, che con i loro guadagni investono in armi e droga, e delle Ong che non rispettano regole e ordini. Quanto a certi sindaci e governatori di Pd e sinistra anziché denunciare la presunta violazione dei ‘diritti dei clandestini, dovrebbero occuparsi del lavoro e del benessere dei loro cittadini, visto che sono gli italiani a pagare loro lo stipendio. Sbaglio?”: così su Facebook il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

“Noi siamo l’Italia – scrive Matteo Renzi -: se c’è gente in mare, prima la salviamo. Poi si discute“.

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, intanto lancia un appello all’Europa che, dice, “non può più restare a guardare”.

A leggerli così questi messaggi, sembra che tutti abbiano ragione, ma vediamo di capirci qualcosa in più.

Qual è la notizia di oggi: “Centosettanta persone morte negli ultimi giorni in un Mediterraneo che, anche in questo scorcio del 2019, si conferma cimitero dei migranti. I barconi del sogno europeo non si fermano e continuano a partire dalla Libia, in fuga da violenze e abusi, dalle torture dei centri di detenzione, come raccontano i fortunati che ce la fanno”.

Queste sono le parole che l’Ansa utilizza per raccontare quanto accaduto in questi giorni, ma è lo stesso racconto che le televisioni e la grande stampa fanno da mesi per non dire da anni.

Un racconto che sino a che abbiamo avuto governi che sull’accoglienza ai migranti avevano fatto la loro fortuna, ottenendo finanziamenti dalla Comunità Europea, che grazie a  leggi ad hoc finanziava associazioni amiche che si occupavano di migranti e alle quali venivano elargite cifre da capogiro, poteva avere un senso, ma oggi che il governo è cambiato ed è cambiato anche il modo di porsi dell’Italia rispetto al fenomeno degli immigrati clandestini: oggi che si è giunti alla conclusione  che i migranti ben lungi dall’essere una risorsa, come ci è stato raccontato per anni, sono  un problema, e anche bello grosso, anche la musica dovrebbe cambiare. Invece il motivetto è sempre lo stesso.

Il primo sospetto è che di questi poveri disgraziati non gliene freghi niente a nessuno, altrimenti non si capisce perché cominciamo ad interessarcene solo quando sono in acqua.
Non si capisce perché per anni televisioni e giornali ci hanno raccontato che le navi delle ONG raccoglievano i naufraghi nelle acque del canale di Sicilia. Poi abbiamo scoperto che invece le navi andavano a prelevare questi disgraziati dai barconi dei trafficanti davanti alle coste libiche.

Quindi la prima domanda è:
Questa gente che si trova dall’altra parte del mediterraneo e che vuole venire in Europa, dobbiamo accoglierla oppure no?
QUESTA RISPOSTA NON LA DA’ NESSUNO, o meglio la danno coloro che dicono no, giustificandola con una serie di ragioni, di spazio, di convivenza, di mancanza di risorse ecc. ma diciamo che queste posizioni ci interessano poco, perché sono piuttosto chiare.

Ci interessano le altre posizioni, quelle che sono accoglienti ma non si comprende bene come.
Perché se l’Europa vuole accogliere tutti coloro che scappano dal continente africano in cerca di un futuro migliore, allora si va in Libia si prendono e si portano in Europa in tutta sicurezza i milioni di persone che vogliono venire in Europa.

Se viceversa non li si vuole accogliere allora lo si dice a chiare lettere che non possono essere accolti. In questo caso nessuno rischierebbe la pelle sapendo che il giorno dopo  sarebbe rimandato indietro.
Fare finta che le persone  che i mafiosi libici fanno venire in Europa a bordo di gommoni che non reggono il mare, siano dei naufraghi è sbagliato, possiamo dire che sono lo strumento con il quale la mafia africana ricatta l’Europa, possiamo utilizzare altre parole, ma certamente non sono dei naufraghi, non possono essere considerati naufraghi coloro che salgono su gommoni che terranno il mare per poche ore, sono affondamenti annunciati. Non si tratta di un naufragio, di un incidente, di un imprevisto, qui è tutto previsto e pianificato. Si tratta di vittime sacrificabili sull’altare del Dio denaro. Denaro che viene intascato su entrambe le sponde del Mediterraneo.

Sino a che si fa credere alle persone che raggiunta l’Italia, saranno accolti sfamati e mantenuti, come si è fatto in questi anni, la gente è chiaro che si mette in mare e ovviamente saranno in tanti a morire.
Eppure, i giornalisti che pullulano nelle redazioni dei giornali o che stazionano abitualmente negli studi televisivi, questo semplice ragionamento non lo fanno.

 

 

Category: Cronaca, Politica

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