LECCECRONACHE / L’ARTE COSTA DI PIU’. AL CINEMA

| 2 febbraio 2019 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Andiamo al cinema.

Perchè ci piace e perchè, quando si supera la fatidica soglia dei sessant’anni, ci si ritrova in queste sale buie, a fissare uno schermo in compagnia di tante altre persone che hanno giocoforza optato per questo passatempo che pare fatto proprio per chi, ormai, chiede ben poco alla vita: una poltrona, una bella storia, due ore senza molti pensieri….

E il costo, poi, reso ancora più accessibile dalle riduzioni per gli anziani che, però, non valgono nei giorni festivi….

Ecco, già questa differenza dovrebbe metterci la pulce nell’orecchio e indurci ad alcune considerazioni: anzitutto che sabati, domeniche e ricorrenze di spicco sono dedicate, dai cinema, alla popolazione attiva, ovvero ai giovani che debbono organizzare i giorni non lavorativi sino a sera tardi…E perciò bisogna lasciar loro il posto, in qualche modo dissuadere l’anziano frequentatore del cinema e ricordare che a lui sono preferibilmente riservate le serate ‘normali’ degli infrasettimanali… Per carità, che venga pure: ma che paghi come tutti gli altri, allora…

E va bene, già ce ne eravamo accorti che entrare nella vasta area dei pensionati e degli anziani ha vantaggi e svantaggi, è una legge naturale.

Poi, però, da cinefili appassionati d’arte, scopriamo con piacere che, proprio nei giorni di minor frequenza di spettatori nelle sale (ovvero lunedì martedì e mercoledì) vengono programmati i film della serie ‘La grande arte al cinema’ che si occupano di Degas, Tintoretto, Gaugin, Picasso….

Benissimo: anche se con un solo orario di programmazione (le 20) siamo davanti alla cassa per il biglietto. E lì ci viene detto che non è previsto alcun tipo di riduzione. Anzi, il biglietto, per questi eventi, costa di più. Non diciamo nulla, paghiamo in silenzio e, assieme ad una ventina di altre persone, assistiamo allo spettacolo.

Ma continuiamo a chiederci quale strana legge commerciale e sociale fa lievitare il prezzo di un biglietto per assistere ad un documentario su un artista del secolo scorso, eliminando anche qualsiasi tipo di riduzione…

Si vuole forse selezionare il pubblico?

Si cerca di spacciare come un prodotto ‘migliore’ rispetto alle altre proiezioni un film ‘culturale’?

Ma, in questo caso, non si effettua una sorta di giudizio preventivo sulla qualità della stessa realizzazione cinematografica?

Insomma, non riusciamo a spiegarci perchè assistere ad un film che parla di Degas costa di più che andare a vedere un film premiato con l’Oscar.

E costa di più anche di Van Gogh, per il quale erano consentite tutte le facilitazioni….

Motivi di distribuzione, tutto che va a finire nelle ragioni di mercato, misteri delle case produttrici?

Noi ‘anziani’ continuiamo a pensare che sia, anche questo, un inspiegabile, piccolo scompenso che conferma la stranezza, la incomprensibile ambiguità del mondo che ci circonda…

Category: Cronaca, Cultura

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