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ANCHE A LECCE UNA RISPOSTA AL BULLISMO: LE SCUOLE DI AIKIDO, PER “imparare a non avere paura”

| 17 febbraio 2019 | 0 Comments

gm_______Gli episodi di bullismo accaduti a Lecce nei giorni scorsi ci spingono ad una riflessione che superi la retorica delle frasi fatte e dei discorsi di circostanza, e ci costringa ad affrontare l’argomento lasciando da parte  indagini sociologiche o i consigli dello psicologo (chissà perché mi viene in mente il film di Checco Zalone).
Preferiamo affidarci alle esperienze empiriche e dire chiaro e tondo che IL BULLISMO NON SI COMBATTE CON LE PAROLE!!!
Con il bullismo abbiamo fatto i conti tutti, lo hanno fatto anche i nostri padri, il bullismo è esistito, esiste ed esisterà, perché sentimenti contrastanti come la generosità e la voglia di sopraffazione dell’altro, coesistono nell’animo umano. Il bullismo lo troviamo a scuola, quando siamo in giro per la città o sul posto di lavoro.
Le chiacchiere non servono a nulla, anzi spesso le parole divengono strumenti utilizzate dal bullo o dalla banda di bulli per mettere a tacere le loro vittime.
Il bullismo spesso, prima di manifestarsi tramite la violenza fisica viene  praticato sul piano psicologico attraverso tentativi di creare disagio al prossimo. C’è un unico modo di imparare a difendersi dal bullismo, imparare a non avere paura, o meglio, a controllare la propria paura, la propria gestualità, il tono della propria voce, ed infine imparare a difendersi.  In Italia per esempio da anni esiste una scuola che si occupa di queste problematiche, precipuamente di valorizzare le risorse dell’individuo aumentando l’autostima, fortificandolo nel corpo e nella mente, rendendolo più  adatto ad affrontare meglio la vita. Mi riferisco alle scuole di Aikido, presenti anche a Lecce, la più vecchia è quella del Maestro Valerio Melcore  coadiuvato dal Maestro Antonio Cannone.

Quest’Arte può essere praticata da tutti, senza distinzione di sesso a tutte le età.

Per i ragazzi poi,  è un ideale metodo educativo.

Il fondatore dell’Aikido, Morihei Ueshiba, credeva che le radici profonde delle arti marziali fossero l’amore e la comprensione, per cui il fine ultimo dell’allenamento marziale dovrebbe essere il raggiungimento dell’armonia e l’Aikido rappresenta un metodo per raggiungere tale armonia con l’universo. Il nome Aikido, infatti, significa proprio “via per conquistare l’armonia con lo spirito universale”.

Un dojo di Aikido dovrebbe essere il luogo nel quale i ragazzi possono sviluppare la propria individualità giocando e allenandosi perché apprendono meglio quando si comportano in modo naturale e per loro non c’è nulla di più spontaneo del gioco. I movimenti dell’Aikido sono fluidi, armonici e naturali. Aumentano la potenza fisica migliorando la salute e la bellezza del corpo, accrescendone la scioltezza, la resistenza allo sforzo, i riflessi, la rapidità e la coordinazione .

Più il praticante cresce, più sviluppa la concezione di salvare la propria vita e al tempo stesso quella dell’avversario. In questo senso l’Aikido si discosta molto dall’immagine comune della pratica di arti marziali che deriva dalla cinematografia e dai cartoni animati, contrapponendo alla pressante pubblicità della violenza un atteggiamento di rispetto per il valore della vita umana. Armonia, non aggressione: i ragazzi che studiano l’Aikido imparano che le soluzioni pacifiche sono preferibili a quelle violente. Crediamo che l’Aikido rappresenti quindi un moderno metodo educativo per i ragazzi, in quanto insegna loro a fronteggiare con sicurezza le diverse situazioni della vita, acquistando fiducia in se stessi e tranquillità e sviluppando al tempo stesso la volontà di imparare, la perseveranza e il senso dell’organizzazione.

Nel dojo di aikido il bambino viene inoltre educato a gestire il proprio corpo (allargamento e strutturazione spazio-temporale, orientamento, lateralizzazioni, coordinazione), alla socializzazione e alla pacifica convivenza, nella convinzione che l’affermazione di se stessi non debba essere legata necessariamente alla negazione della libertà dei propri simili. Viene insegnata la tradizione, l’integrare il passato e le proprie radici familiari per costruire nel presente il proprio futuro; viene insegnato il rispetto verso se stessi, verso il luogo di pratica, verso gli anziani.

Da ciò scaturisce una sicurezza interiore indispensabile per poter trovare il proprio spazio nella società odierna.
In aikido inoltre non esistono competizioni perciò il bambino non viene educato alla vittoria sul prossimo ma alla vittoria su se stesso. In questo modo vengono evitati traumi psichici da sconfitta (ben noti in altre discipline) ed ingiustificati atteggiamenti di superiorità che portano a traumi ben più gravi nel momento in cui si subisce una sconfitta inaspettata.
Aikido significa anche “La via attraverso la quale armonizzo il mio corpo/mente/spirito”. In genere un corso di Aikido Bambini è finalizzato all’insegnamento della capacità di concentrazione, della coordinazione mente/corpo, della responsabilità, della disciplina e dell’etichetta:

diretta dai Maestri Valerio Melcore e Antonio Cannone coadiuvati da allievi divenuti loro stessi insegnanti.
Colui che ha dato vita a quest’Arte è il Maestro Ueshiba Morihei, che era di religione shiontoista,  si racconta che in un’occasione parlando della profondità e della grandezza del pensiero cristiano si soffermò sul concetto eroico “del porgi l’altra guancia”, e poi subito dopo aggiunse “certo che se evitassimo di prendere lo schiaffo saremmo tutti più contenti”.
Ecco l’Aikido insegna il rispetto per il prossimo, e fa suo il Comandamento di Gesù:”Ama il prossimo tuo come te stesso”, ma approfondisce il concetto che viene letto come :” Ama te stesso  come ami il prossimo”.
Quindi rispetto per gli altri, ma rispetto per te stesso, perché hai dei doveri nei tuoi confronti e delle persone che ti stanno vicini. Si può vivere serenamente quando non si è schiavi della paura, quando si ha la consapevolezza di potersi difendere dal bullo di turno, e più in generale dalle avversità della vita.

Category: Costume e società, Cultura

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