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LA PARTITA / LA GARRA LUPIAE! 3-2 DA SOGNO SUL LIVORNO DI UN LECCE MAI DOMO

| 17 febbraio 2019 | 0 Comments

di Annibale Gagliani_____
Non me ne voglia Lele Adani e nemmeno gli amanti del futbol sudamericano: da oggi nasce una nuova tipopigia di “garra”: la garra Lupiae, massima espressione dell’orgoglio sportivo salentino. Il 3-2 in rimonta all’ultimo respiro sull’arcigno Livorno è un’iniezione di consapevolezza fondamentale per il cammino dei lupi, che si sono dimostrati più forti delle sfortunate assenze. Liverani ha presentato una seconda linea di etoiles formata da Tabanelli, Tachtsidis e Arrigoni, che hanno sostituito i titolarissimi Petriccione, Scavone e Mancosu. Il 4-3-1-2 leccese, a trazione anteriore con Falco dietro a Palombi e La Mantia, sovrasta sulle fasce nei primi venti minuti il 3-5-2 degli uomini di Freda, che soffrono particolarmente i cross dei terzini giallorossi, abili a imbeccare tre volte il pivot La Mantia, avaro di precisione all’inizio del pomeriggio di dilagante sole e tante palpitazioni.
Pian piano l’assenza dello squalificato Lucioni nel primo disimpegno e nella costruzione di gioco dalla terza linea, unita alla defezione della seconda fonte di gioco, l’influnzato Petriccione, porta il Lecce ad essere troppo macchinoso in fase propositiva, affidandosi alle folate del funambolo Falco e a qualche contromovimento di Palombi, che favorisce qualche inserimento a fari spenti delle mezzali.
A metà della frazione inaugurale il match diventa rognoso: il Livorno di oggi non è quello dell’autunno scorso e un’imbattibilità che dura dal 2 dicembre parla chiaro. Uno-due micidiale degli amaranto: prima Bogdanov dopo un recupero palla a centrocampo ai danni di Tabanelli e una cavalcata irresistibile con colpo a giro di sinistro; poi Diamanti col piatto destro in area (una notizia) dopo una sponda solida di Raicevic. Primo tempo da incubo per gli oltre novemila del Via del Mare. Nella ripresa Liverani decide di sfoggiare il poker di punte: Tumminello al posto di Tabanelli e 4-2-4 con Palombi e Falco esterni e La Mantia e il neoentrato centrali.
Nel cuore della contesa l’inerzia cambia improvvisamente: schiacciata cestistica in area di La Mantia su cross illuminante di Arrigoni e subito dopo espulsione di Fazzi per una trattenuta dopo un colpo di genio di Falco (si fermava solo con le botte oggi) lanciatosi in campo aperto dalla fascia destra. Il Lecce chiude in the box il Livorno e da un batti e ribatti tra attaccanti e difensori, arriva dal limite la botta di Arrigoni, il generale della serata, che con un piattone di sinistro deposita di giustezza in rete. Tutto lo stadio spinge nel finale i giallorossi verso una pazzesca rimonta: all’ultimo minuto di recupero una palla sporca dalla sinistra indirizzata in area da Haye diventa preda per La Mantia che in versione cobra tocca quel tanto che basta con la punta destra e fa venire giù gli spalti, in un tripudio di gioia e incredulità. Zampata inaspettata per il definito e spettacolare 3-2, depositato negli annali di una cadetteria che ricorda sempre più la pluripremiata Premier League. Il Lecce virtualmente a ruota sul Palermo a -4 e visti i 3 punti di penalizzazione prossimi per i siciliani e la partita da recuperare con l’Ascoli, non sognare il paradiso sarebbe un delitto. Da domani con un Majer in più a centrocampo, migliaia di emozioni levate al cielo e mille paure in meno.

Category: Sport

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