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LA STORIA / ‘Ecco perché non perdono quei bulli’

| 17 febbraio 2019 | 0 Comments

(Rdl)______Questo è il racconto dettagliato fatto nella notte, sul proprio diario Facebook, da una giovane madre leccese, di un inquietante episodio avvenuto ieri in centro città a suo figlio.

Il fenomeno del bullismo non esiste solamente a scuola, ma si estende in tutti i luoghi pubblici frequentati da bambini e ragazzi. Di questi ultimi raramente si parla: è un aspetto invece su cui è necessario vigilare.  E qui l’educazione tocca direttamente alle famiglie.______

Oggi è stata un giornata dura per me. 
È difficile anche parlarne…

Mio figlio e tre suoi carissimi amici sono usciti per una passeggiata in centro. 
Ragazzi educati, allegri, a modo. Compagni di scuola e di gioco da sempre. Alle prime uscite tra coetani.

Che belle esperienze! Le più belle potremmo pensare.

Ma, non è sufficiente essere un bravo ragazzo e frequentare bravi ragazzi.

Oggi, mio figlio e i suoi amici sono stati bloccati con uno stupido pretesto da più di dieci adolescenti, sono stati accerchiati e picchiati.

In pieno centro, affollato, quattro ragazzini sono stati vittime di un numeroso gruppo di bulli .

Senza alcun motivo hanno ricevuto schiaffi, calci e pugni da coetani con seri problemi educativi.

Per puro ” divertimento “.

Tra l’ indifferenza di un gran numero di gente. Esclusa una dolcissima coppia che è intervenuta evitando il peggio. 
Alla quale sarò per sempre grata.

Ho vagato per il centro con altre madri, sperando di incontrare questa banda di giovanissimi teppistelli… guardavo in giro, incredula, cercando quella felpa grigia con cappuccio, occhiali e apparecchio ortodontico, felpa gialla Champions , felpa rossa e lettere bianche… ma nulla, spariti.
Magari erano già rientrati nelle loro case. Soddisfatti.

Non so se questi bastardi sono soliti uscire in centro e bullizzare altri bambini…. ma se qualcuno fosse a conoscenza di simili situazioni mi piacerebbe saperlo.

Vi prego ditemelo, anche in privato.

Perché personalmente non accetterò mai quello che è accaduto come qualcosa che può capitare.

I bulli devono pagare. E i loro genitori devono sapere.

Nessuno dovrebbe voltarsi dall’altra parte.
Oggi è capitato a mio figlio, domani potrebbe capitare ai vostri.

Non finisce qui. Tolleranza zero.______

Numerose le attestazioni di stima, solidarietà e vicinanza, con commenti, like e condivisioni.

Questa mattina, via mail, il presidente dell’associazione Sportello dei Diritti Giovanni D’Agata ha mandato ai mass media un comunicato stampa, in cui, dopo aver riassunto l’episodio, così si esprime in merito:

“…Non si tratterebbe di un caso isolato nel centro cittadino di Lecce, dove gruppetti di ragazzi passerebbero il loro weekend a girare nelle vie cittadine con l’unico scopo di bullizzare altri coetanei “colpevoli”, questi, di essere solo tranquilli, senza genitori al seguito e, quindi, apparentemente indifesi.

Purtroppo, quando fenomeni come questi non si sopiscono e continuano ad essere vivi più che mai nella nostra realtà, non resta che denunciarli e dimostrare alcuna tolleranza, non solo per le conseguenze di natura psichica sulle piccole “vittime”, ma anche per quelle che riguardano il futuro esistenziale dei bulli, che, senza alcuna punizione e nel probabile disinteresse dei loro genitori sui quali vanno fatte in qualche modo ricadere le colpe di queste condotte, si avvierebbero ad una vita nella quale la percezione degli effetti delle loro azioni negative, porterebbe a nessuna conseguenza”.

Category: Cronaca

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