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‘IL PIACERE’ DELLE POESIE DI CRISTHINE DEMYFABRE

| 13 luglio 2019 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Ha senso, al giorno d’oggi, presentare una raccolta di componimenti poetici imperniati sull’amore,sulla solitudine e il rimpianto e quasi parafrasando Saffo, instillare quel sottile brivido che danno le parole lussuria,danza oscena, gemito di piacere?

È un percorso obbligato, ancorché piacevole, cui ci costringe Cristhine Demyfabre (nella foto) che nasce a Cirò Marina e vive nel mondo, come recita la scarna biografia che completa questo ‘Sui marciapiedi dell’anima’, edito da ‘I Sogni di Carta’ (euro 10).

Nella prefazione Paolo Rausa collega i versi della brava poetessa con la canzone di Battiato ‘Es un sentimento nuevo…’, fino ad esplorare le intime sensibilità di un affresco di versi che si fanno apprezzare soprattutto per la pacatezza dell’espressione e per la costante ricerca di un semplice mezzo poetico che sia incisivo e convincente, senza travalicare il senso di quella malinconia petrarchesca che sovente pare artefatta e atteggiata.

Non in queste composizioni, però: con toni a volte severi e taglienti, Cristhine ci abitua alle sue armonie, ai suoi misurati sospiri.

E come la mettiamo con l’idea di Eros, che potrebbe apparire come una sorta di predisposizione alla ricerca di una effimera soddisfazione dei sensi, magari negata da contingenze terrene?

Scavando e approfondendo il credo poetico della brava autrice, capiamo che l’amore è qui partecipe di un mondo interiore che vuole ispirarsi, inconsciamente, a quell’ ‘Ama, e fa ciò che vuoi’ che Agostino ha incardinato quasi senza apparire nelle nostre esistenze, svolgendo un percorso di grande spessore proprio in chi si dedica alla poesia e all’introspezione.

Certo, una passionale e vigorosa spinta erotica è ben presente nell’immaginario che ci comunicano, ad esempio, questi versi: ‘Sei la mia stagione/ migliore./ Le parole grani di rosario/ in un dio vivente./Tra le rose spinate,/ ti mancherò,/ il tuo pensiero audace/ cade sui miei seni/ aspettano le gocce/ del piacere./ Avida e insaziabile/ la bocca trema.’

Ora, anche se ci parrebbe più logico che il termine giusto fosse ‘aspettando’ anziché ‘aspettano’, è proprio questo particolare che ci lascia perplessi e ci fa rileggere e assimilare al meglio l’intera composizione. Finiamo per chiederci se sia veramente una sintesi legata all’amplesso amoroso e ai suoi risvolti, oppure se ci sia dell’altro, celato a prima vista….

Come nella immagine di copertina, la cornice circonda uno specchio che non c’è, ma che passa attraverso chi lo regge, trascurandone il volto, verso altri obiettivi.

Le poesie di Cristhine sono così, da leggere e meditare con curiosità e piacere.

Piacere: una parola da comprendere al meglio, in tutte le sue sfaccettature…

 

Category: Cultura, Libri

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