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LA STORIA / L’ISOLA (ECOLOGICA) CHE NON C’E’

| 12 agosto 2019 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Arturo Baglivo ci scrive______

In moltissimi film horror quando sta per succedere qualcosa c’è sempre un neon che lampeggia e sfrigola, nella realtà quando un neon è in esaurimento o rotto inizia a lampeggiare e li inziano i problemi.

Queste vecchie soluzioni luminose, che ancora oggi si trovano in molte case, devono essere trattate con i guanti quando, esaurendosi, diventano un rifiuto pericoloso, in quanto liberare quei gas è nocivo per l’ambiente in cui viviamo.

E allora che cosa fa un cittadino ligio alle regole e che differenzia correttamente tutto? Li mette in macchina ed inizia il lungo calvario dello smaltimento dei rifiuti elettronici.

Dapprima si reca presso l’isola ecologica Monteco di viale Giovanni Paolo che trova chiusa.

Dispiaciuto ma ma senza perdersi d’animo si reca presso quella di viale Grassi, anch’essa chiusa – nonostante una determina dell’ufficio ambiente ne abbia da tempo autorizzato la riapertura – e che sta diventando pian pianino una minidiscarica abusiva.

 

Mentre il nostro cittadino sta ripassando tutti i santi del paradiso, un passante che lo nota, impietositosi, lo informa che può recarsi sulla via di Novoli che sicuramente troverà aperta e che potrà soddisfare le sue esigenze. Grazie! Evviva!

Una volta percorsi i chilometri trova l’isola aperta, ma l’addetto con molto garbo lo informa che i neon non li può consegnare perché la piattaforma non ritira i rifiuti elettronici, ma può comunque consegnare l’olio esausto che aveva conservato per smaltirlo regolarmente. Per i neon, gli dice, può recarsi alla piattaforma che si trova nella zona industriale.

Il bravo cittadino, scampato il pericolo di condire le prossime frise con l’olio esausto pur di non buttarlo nel lavandino, si trova ad un bivio, terminare la maratona fino alla zona industriale o “futtere allu largu” i neon. Lo spirito civico vince e dopo altri 8 km. riesce finalmente a consegnare i neon. Le domande sorgono spontanee: “il neo assessore Valli è a conoscenza di quanto laborioso e tribolato sia il percorso che un ligio cittadino, rispettoso dell’ambiente e della sua città, deve compiere in casi come questo?”
“Possibile che non si riesca ad agevolare i cittadini corretti?” E ancora “Possibile che per smaltire l’olio esausto, che non è quello della macchina ma quello con il quale abbiamo fritto le “pittule” per i nostri amici in vacanza nel Salento, debba recarmi all’isola ecologica (se la trovo aperta) e non sia possibile una volta al mese il ritiro a domicilio?” Non il ligio cittadino, ma immagino tutti quelli che con nonchalance versano quell’olio nel water: ogni litro di olio, un solo litro, è in grado di formare una pellicola inquinante grande quanto un campo da calcio e rendere non potabile un milione di litri d’acqua.
Siamo ad agosto e siamo tutti più tolleranti verso la pubblica amministrazione, verso le meritate ferie, ma mi auguro che al rientro dalle ferie la nostra Assessora all’ambiente faccia sentire la sua voce – che ancora non ho avuto il piacere di ascoltare – ed inizi un progressivo miglioramento dei servizi annessi allo smaltimento dei rifiuti, mettendo l’azienda Monteco davanti alle sue responsabilità quale contraente del contratto a suo tempo firmato.

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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