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LA STORIA / IO, TURISTA NON PER CASO, FRA I MERCANTI DEL TEMPIO. CHE ACCETTANO PAGAMENTI NON IN CONTANTI, SOLO CON BANCOMAT, O CARTA DI CREDITO

| 13 agosto 2019 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Una lettrice ci scrive (mail verificata). Ad essere precisi, come è sempre possibile fare per tutti i nostri lettori, lei ha già pubblicato questa mattina la storia che ha voluto raccontarci inserendo, direttamente sul giornale, un commento sul nostro articolo di tre mesi fa che trattava la questione.

Crediamo che la sua testimonianza attuale abbia il valore di spunto di riflessione per tutti, e pertanto la riproduciamo quale articolo a sé stante in data odierna._______

Io sono pugliese di nascita, così i miei parenti. Nessuno residente a Lecce, per quanto alcuni vi abbiano frequentato l’università…

Ieri visitando le chiese che ho visitato negli anni scorsi sempre gratis…mi sono vista chiedere: 10 euro a testa, da pagare obbligatoriamente non in moneta, quindi con carta di credito o bancomat….

In più mi è stato comunicato che pur accompagnandomi solo con il mio partner (nessuna scolaresca,comitiva o banda di turisti stranieri…) e pur essendo architetto e docente…e cattolica praticante…non mi spettava ingresso gratuito. Se fosse stato un monumento, un palazzo comunale, un museo per una legge dello Stato, in quanto architetto e docente, da cittadina in un bene statale sarei entrata gratis. Però come cattolica, che versa il suo bravo 8 per mille alla chiesa cattolica, che fa offerte durante le messe per ogni sorta di beneficenza, mi viene impedito l’ingresso in una chiesa per dire una preghiera.

Il mio partner, cattolico praticante,si è rifiutato di pagare il ticket, ha detto che non pagherà mai per entrare in una chiesa. In più al Duomo,fatto ancora più grave…Quando ho cercato di approfondire la faccenda, ci è anche stato specificato che non ci avrebbero fatto entrare nemmeno pagando il ticket, perché loro “attendevano un matrimonio”…”e sa signora,quando ci sono i matrimoni io non faccio entrare i turisti”.

Io non ero una turista, ero una pugliese, non residente a Lecce, che come ogni anno tornava a vedere uno dei posti belli della propria regione, e che sarebbe entrata da cattolica, rispettando la quiete del tempio, per dire una preghiera.

Ovviamente non eravamo vestiti in abito da cerimonia è così il giovane saputello messo all’ingresso del duomo ha pensato che potesse sostenere che certo non eravamo invitati alla cerimonia…e pur di non perdere i suoi introiti ha interdetto con questa motivazione l’ingresso a me, al mio compagno e a tutta la gente sopravvenuta dopo di noi.

Io sono stata lì lì dal chiamare i carabinieri per chiedere loro se coloro che si sposano hanno il diritto dell’uso esclusivo della Chiesa e il diritto di interdire l’accesso a coloro che anche non invitati volessero assistere alla cerimonia. O forse bisognava chiedere ai carabinieri di spiegare ai saccenti giovani messi alla guardia degli ingressi delle chiese che la loro funzione non è quella di rappresentare gli interessi privati degli sposi o di specifici accreditati utenti…che non sono i pr o le guardie di ingresso di una discoteca.

Alla fine: noi non siamo entrati in nessuna chiesa sottoposta al ticket…Siamo andati in un’altra chiesa meno blasonata e “a ingresso libero” e abbiamo detto le nostre preghiere.

I 10 euro che ci avevano chiesto per il ticket li avevamo già spesi alla libreria dove abbiamo comprato,fra altri, dei libri da donare ai bambini ricoverati presso un vostro ospedale locale. ______

LA RICERCA nel nostro articolo del 18 maggio scorso

LE POLEMICHE PER LE VISITE ALLE CHIESE A PAGAMENTO / …E FIORELLA SCACCIA I MERCANTI DAL TEMPIO

Category: Cronaca

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