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CLAMOROSO! IL GASDOTTO TAP E’ TUTTO QUANTO ILLEGITTIMO!! LO DICONO I MAGISTRATI DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI LECCE, CHE HANNO MOTIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER I VERTICI DELLA MULTINAZIONALE E LORO ESECUTORI. E ORA, GIUSEPPE CONTE BIS E MATTEO RENZI TRIS, CHE FARETE? UN DECRETO SALVA ELIA?

| 6 settembre 2019 | 3 Comments

di Giuseppe Puppo______I lavori della costruzione del gasdotto Tap, dalla fase preparatoria, a quella esecutiva, dal così detto microtunnel al terminale di ricezione, sono stati effettuati sulla base di autorizzazioni  ministeriali del 2014 e del 2015 illegittime, perché rilasciate in violazione di norme italiane, direttive comunitarie e trattati internazionali.

Lo sostengono i magistrati della Procura della Repubblica di Lecce, nel provvedimento di chiusura della indagini a carico dei responsabili della multinazionale, ai quali viene contestato dunque di aver agito senza le necessarie autorizzazioni ambientali, idrogeologiche, paesaggistiche ed edilizie, in zone invece, appunto, in quanto di notevole interesse pubblico, sottoposte a precisi vincoli.

Come se non bastasse, viene contestato loro anche lo scarico di acque reflue industriali, nelle falde acquifere della zona, quindi con l’inquinamento che ne deriva.

Stralciata invece al momento la questione del mancato assoggettamento dell’opera alla così detta direttiva Seveso.

Ma ce n’è quanto basta e avanza, di clamoroso.

Ora, è chiaro, chiuse le indagini, l’iter giudiziario proseguirà, bisognerà aspettare l’esito finale, i gradi di giudizio, e quant’altro, prima di trarre conclusioni.

Fra l’altro, un primo rinvio a giudizio c’era stato il 17 dicembre scorso, ed è proprio in relazione a quello che questo di oggi, notificato agli interessati nei giorni scorsi, assume particolare valore, in quanto ne amplia la portata e ne specifica in dettaglio le contestazioni.

Al momento, alla luce di quanto ha accertato la magistratura, con un grado di attendibilità tale da poter rinviare a giudizio gli imputati, con conclusioni motivate, sono però possibili subito alcune considerazioni, alcune domande, per meglio dire.

Avevano ragione, o torto, coloro i quali si sono battuti e continuano a battersi contro la realizzazione del gasdotto Tap, ritenendola opera illegittima, oltre che inutile e dannosa, buona solamente per speculazioni affaristiche di pochi, altro che strategica?

Avevano ragione, o torto, i nuovi governanti del precedente governo del così detto cambiamento , quando, pur potendolo evidentemente fare, invece di bloccarne la realizzazione, come promesso in campagna elettorale, hanno ritenuto di dare via libera politico al gasdotto?

E adesso, Conte bis e Matteo Renzi tris, e generale riconfermato dopo un anno e tre mesi di estenuanti tira e molla, tutti sordi a tanti argomenti, non solo quelli clamorosamente emersi oggi, che pure dal martoriato territorio salentino vi sono ripetutamente giunti in questi anni, come la mettiamo?

Che fate ora? Un bel decreto salva Tap? Un salva Elia?

Per quanto ci riguarda, come leccecronaca.it che fa giornalismo, come sappiamo e vogliamo farlo, fedeli all’insegnamento dell’oncologo Giuseppe Serravezza, secondo il quale, come ripete dal 2011, “Nel Salento non c’è più spazio nemmeno per un cerino, questa è la verità”, abbiamo da anni scritto, documentato, approfondito in tal senso, ci sono centinaia di nostri articoli, oggi più che mai attualissimi.

Per quanto riguarda il Comitato No Tap, che fa attivismo politico (nella foto, una delle tante manifestazioni pacifiche di questi ultimi anni, che, alla luce delle rivelazioni odierne, diventa emblematica) questa mattina ha diffuso via social un comunicato, eccone il testo integrale:

“È di oggi la notizia che 19 persone sono state aggiunte al registro degli indagati dalla procura di Lecce, per (a vario titolo) violazione dei vincoli paesaggistici, abusi edilizi, inquinamento di falda, violazione della V.I.A. riferita al tap. Tra questi, dirigenti di tap e delle società che lavorano per Tap.
Mello, Greco, Icop, montaggi industriali, Saipem, Geoambiente, Nuova montaggi, R.A. costruzioni: tutte società indagate per essersi rese complici di probabili gravi violazioni in quel progetto pericoloso e inutile dal nome Tap.

La cosa che rasenta l’assurdo è che secondo i PM di Lecce la famigerata VIA di TAP (D.M.223/2014) e gli atti conseguenti, sono macchiati da illegittimità.
Quindi TAP ha lavorato e lavora senza una compatibilità ambientale? Chi lo dice allora al neo-ex ministro dell’ ambiente Sergio Costa, colui che si è fatto GARANTE di procedure che oggi sembrano essere lontane dalla legalità?

È possibile tutto ciò? È possibile che si continuino i lavori nonostante queste inchieste aperte? È possibile che nessuno intervenga a fermare questo schifo? Uno schifo avallato da una stampa locale vergognosa, che imperterrita prova a difendere i suoi foraggiatori con titoloni del tipo “c’è una inchiesta ma…”. Non c’è nessun “ma”, c’è solo una società che devasta in maniera violenta, tanti subappaltatori che si rendono complici e un muro di gomma intorno a un caso assurdo e pericoloso!

Ma ci siamo anche noi, E finché ci saremo Tap dovrà rendere conto di tutto ciò che fa!”.

C’è solo spazio per un ultima domanda. Chi è dunque fuorilegge, gli attivisti No Tap, o i dirigenti di Tap che essi hanno sempre contestato, anche a costo di subire provvedimenti e sanzioni?

 

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (3)

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  1. Tap Italia - tramite mail ha detto:

    In merito alle notizie apparse oggi su alcuni organi di stampa, TAP conferma la piena fiducia nei confronti dell’autorità giudiziaria, nonché nell’esito finale del procedimento, e che venga riconosciuta la piena liceità e correttezza delle attività del progetto.

    Coerentemente, continuerà a fornire la più ampia collaborazione alla Procura e al Tribunale di Lecce sottoponendo ogni ulteriore elemento di valutazione e approfondimento, confidando nella rapida conclusione del procedimento.

    Luigi Quaranta

    Senior Media Advisor

    Trans Adriatic Pipeline AG Italy

  2. redazione ha detto:

    I decreti ministeriali contestati dai magistrati sono:
    numero 223 dell’ 11 settembre 2014
    e
    numero 72 del 16 aprile 2015
    a firma del ministro per l’ Ambiente Gian Luca Galletti, in quota Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini, nel governo guidato da Matteo Renzi.

  3. Sara Cunial - tramite mail ha detto:

    Cunial, De Bonis, Martelli: Nostro esposto trova conferme nelle conclusioni della procura. Ora politica agisca di conseguenza

    Roma, 6 set. – “Sono passati pochi mesi da quando insieme ai colleghi Rossella Muroni, Maurizio Buccarella, Silvia Benedetti, Gloria Vizzini, Stefano Fassina e Nicola Fratoianni abbiamo presentato un esposto in Procura a Lecce per denunciare le gravi inadempienze compiute da Tap e chiedere il sequestro del cantiere. Oggi, a seguito dell’impegno della Procura di Lecce che ringraziamo per l’importante lavoro che sta svolgendo, sappiamo che ciò che ai tempi abbiamo denunciato è ampiamente confermato”.
    Ad affermarlo sono Veronica Giannone, Sara Cunial, Carlo Martelli e Saverio De Bonis, parlamentari del gruppo Misto e primi firmatari dell’esposto contro Tap.

    “Tap si rivela ancora una volta un progetto incurante degli habitat e dell’ambiente della salute pubblica, dei luoghi in cui sorge e della nostra Costituzione – continuano – Un progetto che non solo ne svilisce l’articolo 41, ma altresì fa carta straccia delle direttive comunitarie in materia di tutela ambientale – spiegano – Un progetto con cui, più che l’interesse collettivo dei cittadini, si tutela l’interesse di un’impresa privata che a quanto pare, negli anni, ha avuto il privilegio di bypassare leggi e normative. Con quali diritti?
    Se ancora ve ne fosse bisogno oggi la situazione è più che mai chiara. Dalle indagini emerge infatti esplicitamente l’illegittimità delle autorizzazioni ministeriali – commentano i parlamentari – si delinea quindi uno scenario che mette in discussioni i presupposti stessi dell’opera e si evidenzia come tutta l’attività preparatoria, la costruzione del tunnel, quella del terminale di ricezione, la posa della condotta, siano state portate avanti abusivamente. Così come era già stato denunciato ampiamente da associazioni, comitati e cittadini che da anni, contro tutto e tutti, lottano sul territorio e così come è stato anche dichiarato il 24 maggio 2019, durante la conferenza stampa “Tap, un caso di ingiustizia climatica” alla Camera dei Deputati dal prof.re Petrachi, prof.re Carducci e Dottor Blonda.
    Alla luce di ciò – concludono – auspichiamo che la politica, ad oggi inerme se non complice, a tutti i livelli, dal locale al nazionale, agisca immediatamente per riportare la legalità e ristabilire il primato dell’interesse pubblico in quella terra già troppo martoriata”.

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