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ATTENZIONE ALLE TRUFFE!

| 29 ottobre 2019 | 0 Comments

(Rdl)______Nelle scorse settimane gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Gallipoli (nella foto) si sono imbattuti in due indagini nate da un distorto uso del web.

Per prevenire questo genere di reati che rischiano di rimanere impuniti a cause delle insidie della rete internet e che hanno quindi come unico strumento di difesa la prevenzione, si forniscono alcuni semplici consigli.

ECCO I DUE EPISODI

Sulla posta elettronica è arrivata una mail con allegata una fattura.

Per curiosità la fattura è stata aperta e, solo dopo, il destinatario si è accorto che non era affatto una fattura.

Nel giro di 24 ore i file in pdf hanno iniziato a criptarsi tanto da non essere più leggibili.

Contemporaneamente è arrivata un’altra mail in lingua inglese che conteneva insieme ad altre indicazioni anche questa: “se vuoi i file decriptati invia 500 dollari”.

Questo è il tipico caso di Cryptolocker

Questo malware (software dannoso) si diffonde così: si riceve un messaggio sulla mail e per le indicazioni riportate induce il destinatario ad aprirlo senza ombra di dubbi.  Questa minaccia si trasmette anche tramite e-mail che arrivano da contatti personali conosciuti, magari mittenti già infettati dal virus. Cliccando sul link o aprendo l’allegato a questi messaggi, il virus intacca il proprio computer ed inizierà a criptare il contenuto delle memorie all’interno del computer e di quelle eventualmente collegate in rete. In poco tempo, sarà impossibile accedere ai propri dati.

Il  consiglio per evitare di incappare in questa trappola è quello di non aprire mail non attese, soprattutto se contengono allegati in formati e nomi che risultano “strani” o cliccare su link per aprire allegati che contengono fatture di pagamento.

Il consiglio per limitare i danni se per caso si è caduti nella trappola è quello di  resettare tutto il computer e ripristinarlo, con i back up salvati su memorie esterne oppure di spegnere il computer interrompendo l’alimentazione elettrica, per evitare che il virus si propaghi e di aggiornare i filtri antispam.

In ogni caso non cedere mai al ricatto, non pagare.

Anche quando questo comporta la perdita di dati, anche di carattere affettivo.

Gli hacker, una volta ricevuto il riscatto, non inviano alle vittime le chiavi per decriptare i file.

Se si dovesse cedere al ricatto si diventa complici di questi attacchi e si aiuta inconsapevolmente il malintenzionato ad essere più forte della vittima del Cryptolocker.

 

L’altro episodio invece è una truffa on line. È arrivata sul cellulare una telefonata con il prefisso +44 .

Con voce persuasiva si è proposta all’ignara vittima una consistente prospettiva di guadagno attraverso investimenti in fondi esteri.

I sedicenti broker hanno consigliato gradualmente di fare degli investimenti attraverso bonifici in favore di fittizie società finanziarie estere che hanno fatto sembrare che la somma inizialmente investita si sia magicamente lievitata e così la vittima è stata indotta ad “investire” sempre di più non sapendo però che quei soldi li ha piano piano perduti e non riuscirà più a recuperarli: ecco perché è fondamentale la prevenzione.

L’unico modo per difendersi da queste truffe è l’informazione, conoscere bene il settore finanziario e non lasciarsi contattare da perfetti sconosciuti ma anzi verificare attraverso canali istituzionali se la piattaforma di trading on line sia o meno autorizzata e registrata sul sito di CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa).

Category: Cronaca

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