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LA TRISTE FINE DI ‘Apulia’, UNA CUCCIOLA DI FOCA, “SALVATA” SOLO PER POCHE ORE E CHE NON POTRA’ RITORNARE NEL SUO MARE NEPPURE DA MORTA: FINIRA’ IMBALSAMATA IN UN MUSEO. PER ADESSO DIVAMPA GIA’ LA POLEMICA SUI SOCIAL: “Abbiamo ancora molto da imparare noi umani, presuntuosi e arroganti”

| 28 gennaio 2020 | 1 Comment

(Rdl)______Ieri c’era stato un nuovo avvistamento di una foca (specie protetta, rara, per decenni assente da nostri mari) nel Salento, anzi, si era trattato di un vero e proprio contatto. Non è dato sapere se si tratti dello stesso esemplare avvistato tre giorni fa fra Frigole e San Foca, oppure di un esemplare diverso (nella foto)..

La storia, con, purtroppo, un triste finale, è stata raccontata questa mattina da un comunicato stampa diramato da Roma dall’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), ente pubblico di ricerca italiano vigilato del Ministero dell’Ambiente. Qui di seguito il testo nella loro versione, che riportiamo integralmente______

Non ce l’ha fatta il cucciolo femmina di foca monaca del Mediterraneo, ritrovato nei pressi di Torre San Gennaro, comune Torchiarolo.
Questa, in sintesi, la storia e la sua evoluzione: nella mattinata di ieri, 27 gennaio, a seguito di una segnalazione, un gruppo di intervento Ispra/Arpa Puglia, coadiuvato da personale specializzato nell’intervento veterinario su questo gruppo di animali della stazione zoologica di Napoli, è intervenuto sul posto.

La zona era stata presidiata dalle autorità competenti della Guardia Costiera, dai Carabinieri Forestali e delle Forze dell’Ordine locali. L’esemplare si presentava in stato emaciato, letargico (bassa reattività agli stimoli), dispnoico (difficoltà nella respirazione) anemico ed apatico.

Sono stati immediatamente effettuati esami ematochimici e tamponi microbiologici, sempre alla presenza dei
veterinari Asl e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competenti. Sono stati somministrati antibiotico di copertura ed idratazione; il cucciolo ha continuato a respirare affannosamente e, nonostante le prime cure somministrate, durante le prime ore di questa mattina, 28 gennaio, l’esemplare è deceduto.

Sono state informate le Autorità sanitarie e le Forze dell’Ordine competenti; seguiranno, a breve, le
indagini necroscopiche presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale.

L’esemplare sarà analizzato in maniera conservativa, evitando cioè di danneggiare scheletro e pelliccia, per consentirne poi l’esposizione, per fini didattico-scientifici, al Museo di competenza sul territorio.______

 

LE POLEMICHE erano cominciate già ieri sui social e si sono sempre più accese oggi, riguardo alle modalità del ‘soccorso’, sulla sua stessa opportunità e/o necessità, e comunque su tutto quanto accaduto, secondo la versione data dall’Ispra.

Scrive per esempio Lele Coppola, dell’associazione “Foca Monaca”: “Apprendo ora che il cucciolo che avevo deciso di chiamare APULIA ed era effettivamente una femmina è deceduto. Una notizia tristissima e per quelli di noi che tengono così tanto a questi animali veramente drammatica. Non ci sono parole.

Forse questo cucciolo era effettivamente segnato da un destino nefasto. Certo le ultime ore sono state per lei drammatiche, con tutte quelle guardie intorno e le sbarre di una recinzione improvvisata. Il mio pensiero va alla sua mamma che io non ho dubbi fosse presente nelle acque di fronte, certamente disperata ma impossibilitata a svolgere il compito che la natura le aveva assegnato. Abbiamo ancora molto da imparare noi umani, presuntuosi e arroganti”.

 

Gli fa eco Stef Atrebil: “Mi auguro che se si abbia la possibilità di dimostrare le responsabilità umane di questa triste vicenda si faccia di tutto perché chi ha sbagliato paghi duramente questa morte innocente. Ora solo lacrime amare di dolore misto a rabbia. Che Apulia sia libera ora di nuotare ovunque la sua anima andrà dopo questa breve vita“.

 

Ancora più duro sul suo diario di Facebook Oreste Caroppo: “Cercava disperatamente di tornare al mare da sua madre, dopo essere stata disturbata nel suo riposo nella pseudogrotta dalla volta di legno in cui aveva trovato rifugio sulla spiaggia, ma le hanno transennato la strada, per per poi portarla in un’abitazione e somministrarle non richieste flebo e antibiotici, lontano dal suo elemento naturale, il mare”.

LA RICERCA nel nostro articolo del 25 gennaio

ECCO, S’AVANZA UNA STRANA ATTIVISTA NO TAP…

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. direttore ha detto:

    “Io so.

    Io so i nomi dei responsabili delle stragi.

    Io so tutti questi nomi.
    Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
    Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero…”.
    PIER PAOLO PASOLINI, (Cit.)

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