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NINO BENVENUTI, LA LEGGENDA DEL PUGILATO ITALIANO, HA RACCONTATO L’ORRORE DELLE FOIBE

| 11 febbraio 2020 | 0 Comments

mv_____Il 10 febbraio è stato IL GIORNO DEL RICORDO delle FOIBE. Il Presidente della Repubblica Mattarella si è così espresso: “Le foibe furono una sciagura nazionale sottovalutata, ma oggi bisogna stare attenti oltre al negazionismo all’indifferenza. Una tragedia che si consumò nel dopoguerra al confine fra Italia e Jugoslavia “Una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono, per superficialità o per calcolo, il dovuto rilievo”, ha detto il Presidente della Repubblica.

Secondo il capo dello Stato “esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante”, ma “oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi”.
Tutto vero è poi?
Abbiamo provato a chiedere davanti alle scuole di Lecce a diversi insegnanti cosa sono le Foibe, molti ci hanno risposto che furono campi di sterminio degli ebrei, altri che furono dei pozzi dove i morti della Seconda Guerra mondiale venivano sepolti perché non si diffondessero epidemie, e altre risposte che nulla hanno a che fare con lo sterminio di 30.000 italiani a guerra finita. Solo il 10% degli intervistati aveva delle idee più o meno preciso sul fatto che 350mila italiani scapparono lasciando tutti i loro avere ai comunisti di Tito per salvarsi la vita. Trentamila di loro, sopratutto vecchi donne e bambini  purtroppo non furono abbastanza veloci nell’abbandonare la terra su cui erano cresciuti, le case in cui erano nati. La guerra era finita e molti si illusero che era arrivata la pace, per loro invece fu l’inizio del calvario.
A scuola non se ne parla, per 60 anni i libri di storia hanno negato l’evento, o meglio lo hanno semplicemente ignorato. Ora la domanda è come si può ricordare ciò che non si conosce?

E allora proviamo ad ascoltare le parole di un grande italiano, di un grande sportivo.

Nel Giorno del Ricordo delle Foibe  è arrivata la denuncia del pugile italiano più forte di tutti i tempi. “Un vero e proprio incubo che, ancora oggi, alcune notti, torna ad angosciarmi. Le foibe sono una storia di violenze e crimini gratuiti. Orrore puro. Si viveva nell’angoscia di essere sequestrati o uccisi da un momento all’altro, per ‘italianismo’. Se Hitler fu il male assoluto, Ozna, la polizia segreta di Tito, e Foibe non sono stati certo da meno”.

Ma dopo essere riusciti a mettersi in salvo dalla carneficina dei comunisti di Tito, il loro calvario non terminò, in Italia, nelle regioni italiane,che dovevano accogliere gli italiani, della Dalmazia e del  Friuli-Venezia-Gilia, questi esuli dovettero affrontare gli insulti dei comunisti italiani.

Basti ricordare che alla stazione di Bologna i comunisti e la CGIL non permisero ai profughi di rifocillarsi con i primi beni di necessità raccolti dalla Croce Rossa Italiana, persino i contenitori con il latte per i bambini fu versato sui binari.

Ed infatti Ninoi Benvenuti lo ricorda:“Fu bruttissimo per tanti istriani non venire accettati e sentirsi degli esuli in patria. Per me lasciare Isola, il mio ‘scoio’ sul mare è un dolore che porto dentro da sempre. Non ho mai voluto strumentalizzare queste tragiche vicende o definirmi esule prima degli incontri come una medaglia. Ma sono sempre stato orgoglioso di essere un italiano d’Istria”.

Ricordiamo che a queste centinaia di migliaia di persone che lasciarono tutti i loro beni per scappare dal Comunismo lo Stato italiano non gli ha mai riconosciuto una lira, o meglio come ricorda Benvenuti, una miseria, cifre ridicole con cui non si comprerebbe neppure una sedia.

Ma vogliamo terminare con le parole del Presidente della Repubblica, che per quanto figlio di quella Democrazia Cristiana che ha tanta responsabilità nell’aver permesso al Partito Comunista di negare la pulizia etnica che ci fu ai danni dell’Italia, e nono stante sia stato eletto grazie agli eredi del Partito comunista, ha avuto il coraggio di dichiarare: “Si trattò di una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo. Questa penosa circostanza pesò ancor più sulle spalle dei profughi che conobbero nella loro Madrepatria, accanto a grandi solidarietà, anche comportamenti non isolati di incomprensione, indifferenza e persino di odiosa ostilità“.

“Si deve soprattutto alla lotta strenua degli esuli e dei loro discendenti se oggi, sia pure con lentezza e fatica, il triste capitolo delle Foibe e dell’esodo è uscito dal cono d’ombra ed è entrato a far parte della storia nazionale, accettata e condivisa. Conquistando, doverosamente, la dignità della memoria”.

Nella foto: Giovanni Benvenuti, detto Nino  nato a Isola d’Istria, il 26 aprile 1938. Campione olimpico nel 1960, campione mondiale dei Pesi superwelter tra il 1965 e il 1966, campione mondiale dei Pesi medi tra i1967 e il 1970, è stato uno dei migliori pugili italiani di tutti i tempi. Ha vinto il prestigioso premio di Fighter of the yer nel 1968. 

Category: Costume e società, Cultura, Politica, Sport

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