IL PUNTO SUL CAMPIONATO (SOSPESO)

| 10 marzo 2020 | 0 Comments

(.)_______Prima era a porte aperte, o a porte chiuse. Decise, alla fine, ma proprio alla fine, le porte chiuse, nelle ultime ore di domenica – erano in programma i recuperi delle partite rinviate in precedenza – il tira e molla è stato: si gioca, o non si gioca?

Si gioca, a porte chiuse, ma si gioca. Non senza laceranti contrasti, con le indicazioni di governo e associazione calciatori disattese, si è giocato.

Il calcio è più forte di tutto e di tutti, lo spettacolo deve andare avanti.

 

Aveva detto il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi: “Fermare il calcio è l’atto più utile al Paese in questo momento. Le squadre da tifare stanno giocando nei nostri ospedali, nei luoghi d’emergenza”. 

 

Avevo detto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora: “Condivido le dichiarazioni di Damiano Tommasi. Non ha senso in questo momento, mentre chiediamo enormi sacrifici ai cittadini per impedire la diffusione del contagio, mettere a rischio la salute dei giocatori, degli arbitri, dei tecnici, dei tifosi che sicuramente si raduneranno per vedere le partite, solo per non sospendere temporaneamente il calcio e intaccare gli interessi che ruotano attorno ad esso.

Altre Federazioni hanno saggiamente optato per uno stop per i prossimi giorni. Credo sia dovere del presidente della FIGC, Gravina, un supplemento di riflessione, senza attendere il primo caso di contagio, prima di assumersi questa gravosa responsabilità. Del resto, ancora prima che la situazione diventasse così drammatica per il Paese, la Lega di Serie A e Sky  si erano già rifiutate di concedere a migliaia di italiani, costretti loro malgrado a restare a casa, di poter vedere in chiaro le partite, nascondendosi dietro presunte difficoltà normative che con l’autentica disponibilità di tutti si sarebbero potute ampiamente superare”.

 

Niente, la Lega è stata irremovibile, dopo un’ultima ora di rinvio, si è giocato.

 

Questo il commento in serata dell’ Associazione Italiana Calciatori: “I campionati vanno fermati. Il segnale che le istituzioni sportive danno è pessimo. È pericoloso viaggiare da e per le zone rosse, è pericoloso giocare a calcio, è pericoloso salutarsi. Le squadre oggi stanno purtroppo scendendo in campo per dovere nei confronti di chi non ha il coraggio di decidere che il calcio non può avere deroghe contro il Coronavirus. Martedì ci sarà il consiglio federale, ci aspettiamo una cosa sola, la sospensione dei campionati fino a quando non ci saranno le condizioni per giocare”.

Ed ecco i risultati delle partite disputate al pomeriggio, i recuperi della ventiseiesima giornata, settima di ritorno: risultati eccentrici, si può dire eccentrici? Chiaramente condizionati dalle circostanze in cui sono maturati.

 

A Parma ha vinto la Spal, 0 a 1, gol partita di Petagna su rigore, dubbio. Negli spogliatoi, a caldo, il marcatore Andrea Petagna (nella foto): “Oggi abbiamo giocato, siamo scesi in campo e ce l’abbiamo messa tutta. Ho anche segnato, ma nessuno ha vinto. In questo momento di difficoltà il calcio deve essere messo da parte. La salute degli italiani al primo posto – dice ancora l’attaccante della Spal. Poi torneremo a giocare”.

A Milano, ha vinto il Genoa 2 a 1 sul Milan, Pandev e Cassata nel primo tempo, inutile il gol di Ibrahimovic  al 77′.

A Genova, la Sampdoria ha battuto il Verona 2 a 1, rimontando un autogol iniziale, con una doppietta di Quagliarella.

In serata Udinese-Fiorentina, finita 0 a 0.

Nella notte l’attesa sfida di vertice Juventus-Inter: 2 a 0 per i Bianconeri, nel secondo tempo Ramsey e Dybala.

Lunedì sera Sassuolo batte Brescia 3 a 0, doppietta di Caputo e Boga.

Giusto in tempo, subito dopo è arrivato lo stop, per effetto del decreto governativo almeno fino al 3 aprile.

In classifica comanda la Juventus a 63 punti, segue la Lazio con 62; in coda il Lecce finisce terz’ultimo insieme al Genoa, a 25 punti, la zona delle tre retrocesse: hanno sette punti in più della Spal e nove del Brescia; uno in meno della Sampdoria, due del Torino, tre dell’Udinese.

Ci sono da recuperare ancora quattro partite: Verona-Cagliari;  Atalanta-Sassuolo; Torino-Parma e Inter-Sampdoria.

Poi si ricomincerà dalla ventisettesima giornata, ottava di ritorno, quando si ricomincerà, se si ricomincerà, chissà come.

 

 

 

 

Category: Sport

Lascia un commento