LECCECRONACHE / QUELL’OSCURO OGGETTO DEL DESIDERIO

| 14 aprile 2020 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Ricordo perfettamente che dicevo alla mamma di comprare Tide. E dicevo proprio Tide e non ‘taid’, come sarebbe stato giusto per quel detersivo che voleva essere una vera e propria ‘marea’ per la nostra biancheria.

Io volevo Tide perché c’era la sorpresa. E’ vero, costava qualche lira in più, ma l’emozione della ‘sorpresa’ era impagabile. C’erano soldatini, aerei, ma anche oggettini che non si capiva bene a cosa servissero…

Per la verità, in concorrenza a Tide, apparvero subito Vel e anche Extra che costavano un po’ di meno.

Io ero contento di uno qualsiasi di questi detersivi, nelle scatole di Vel c’erano i semplici modellini in plastica delle auto dell’epoca, ovvero la Seicento multipla, l’Alfa Romeo Giulietta Sprint…

Extra aveva la ‘specialità’ dei soldatini.

Sciocchezze, i primi gadget per ragazzi che, però, ci rendevano la giornata radiosa e ci allietavano con l’aspettativa dell’apertura della scatola e il successivo rovistare in quella polvere bianca, profumata di bucato, dove cercavamo la bustina di plastica con il piccolo tesoro…

 

Era, insomma, una sorta di ‘uovo di Pasqua’ settimanale, un episodio positivo per la nostra imaginifica giornata, piena di Rin Tin Tin, Topolino e Cocco Bill…

Allora era così, la Tv dei ragazzi apriva i programmi in bianco e nero alle ore 17…Ed era già una meraviglia perché prima non c’era la televisione e alle 16 eravamo immobili davanti alla radio che trasmetteva fiabe e programmi solo per noi…

 

Cambiano le generazioni, cambiano i protagonisti, ma la sostanza è sempre la stessa: ai bambini (e non solo a loro) piacciono le sorprese, piace l’improvvisazione, l’attesa che fa diventare anche un avvenimento limitato di grande importanza. Ho rivisto lo sguardo attento e felice dell’apertura dell’uovo di Pasqua negli occhi dei miei nipotini, anche quest’anno. E un’ eco c’era anche nello sguardo di mio figlio. E pure nel mio, immagino.

 

Si, è vero: eravamo in video chiamata, una invenzione che sta alleviando decisamente la forzata quarantena da Coronavirus e che, in vari altri suoi sviluppi, diventa anche surrogato per la scuola e per gli incontri che non si possono fare con le persone in carne ed ossa…

Adesso Skype e simili mezzi di comunicazione sono i meravigliosi, più che indispensabili modi di essere vicini a chi è lontano…E i bambini sembrano perfettamente a proprio agio con questi ritrovati tecnologici. Anche i fidanzati, gli amanti, sono sempre lì, attaccati al telefonino o al computer…

Chi è più in là con l’età, è più restio, magari si sofferma a guardare fuori, verso le nuvole che si ammassano in lontananza, e si pone gli interrogativi di sempre: chi siamo, dove andiamo…? E si scuotono, si chiedono se, in fondo alla lavanderia non ci sia ancora una scatola di Tide, di Vel o di Extra.

Vado a guardare, sposto un po’ di barattoli e saponi, ma la scatola con la sorpresa non c’è.

Peccato, ci sarebbe servita non poco, in questi frangenti,

Category: Cronaca, Cultura

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