LECCECRONACHE / QUELLE DOMENICHE COSI’

| 2 maggio 2020 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

In realtà, chi ci ha veramente perso, in questa scomoda situazione di ‘quarantena’ (scritto tra virgolette perché i proverbiali 40 giorni di isolamento sono ormai trascorsi da tempo) è la Domenica.  Ovvero quel giorno destinato al riposo (anche nelle Sacre Scritture, nei passi più solenni della Genesi se ne fa cenno, riferendosi a Dio che pure si astiene dalla creazione in quel giorno) che da tempo immutabile ha segnato la ‘festività’ per eccellenza.

Di Domenica si mangiava meglio e di più, pastasciutta con le polpette  garantita, non si lavorava e c’era la partita, in quei tempi (lontanissimi…) tutte le gare iniziavano alla stessa ora, si seguiva ‘Tutto il calcio minuto per minuto’ con la radiolina ‘Sony’ con le pile grosse tenute nel contenitore esterno da un elastico, perché la pila da 9 volt costava di più e durava di meno…. E poi c’era la schedina, aggiornavamo i risultati con la matita, non si sa mai…

Sempre di Domenica, la mattina, c’era la Messa.

Momento irrinunciabile di partecipazione soprattutto perché si poteva andare a scambiare occhiate, saluti o semplici cenni col capo con le ragazze che ci piacevano.  Perché a noi piacevano tutte ma nessuna, dico nessuna, ci filava…

Persi per le vie del centro, sentivamo provenire dalle finestre delle case il tradizionale odore di ragù, ci piaceva passare davanti alle saracinesche chiuse di tutti i negozi, non c’erano i turni, le aperture nei festivi, i supermercati erano ancora da venire…

La Domenica, d’estate, dopo la mattinata al mare, c’era l’arena Excelsior e anche l’Aurora, con i soliti, impagabili film.  Abbiamo visto i film con De Sica e la Loren decine di volte, adesso li rivediamo in qualche canale nascosto di sconosciute TV, e ci rammentiamo di quanto ci piacevano Marisa Allasio, Giovanna Ralli, Abbe Lane ma anche una ragazzina di nome Claudia Mori. E poi, Stefania Sandrelli e Catherine Spaak…

L’inverno, le stesse attrici ci aspettavano nei cinema del centro: Apollo, Massimo, Ariston e Fiamma, Santalucia, ma anche Odeon e Antoniano, per qualche tempo il Paisiello.

Tutto la domenica.

E non vogliamo dimenticarci il pasticciotto che caratterizzava la ‘nostra’ domenica, che domenica era senza il pasticiotto?

In tempi più recenti, la domenica si andava a fare la passeggiata al mare, l’itinerario comprendeva Porto Cesareo, Santa Maria, Santa Caterina  oppure il versante adriatico con San Foca, Torre dell’Orso, Otranto.

Poi, rientro a casa, con un po’ di malinconia. Domani si ricomincia, scuola o lavoro, bisognerà aspettare altri sette giorni per la nuova domenica…

Ebbene, mi sapete dire cosa è rimasto di tutto questo?

Il progresso, certo. E il Coronavirus che ci costringe a ‘fare festa’ tutta la settimana.

No, ricordiamo le domeniche, quelle domeniche, con struggente nostalgia.

 

Category: Cronaca, Cultura

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