LECCECRONACHE / AMNESIA

| 11 maggio 2020 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Capisco perché mio padre, negli ultimi tempi, si scriveva tutto, in minuscoli taccuini che poi solo lui consultava. Quando se n’è andato (ci hanno insegnato questa frase, per edulcorare l’estremo addio di una persona che, appunto, ‘se ne va’ e, almeno su questa terra, non torna più….) io li ho ritrovati, questi appunti, formati quasi tutti da una sola parola, ma certi erano raggruppati per argomento, e io adesso, solo adesso, capisco quale era l’intento di quegli scritti.

Papà non riusciva a ricordare nomi, titoli di romanzi, canzoni, volti, soprannomi, parole strane che, pure, utilizzava correntemente, nella sua mente.

Ad esempio, mi diceva: “ Ti ricordi, avevamo un orto molto grande e veniva a curarlo un contadino alto, coi capelli bianchi e i baffi. Non mi ricordo come si chiamava…”  E io, spesso, sono riuscito ad aiutarlo a dare un nome alle sue memorie.

Alcune volte, però, non c’è stato niente da fare…   Magari, dopo un po’ di giorni, all’improvviso esclamava: “ Cademartori! Si chiamava Cademartori!” e io capivo che aveva ritrovato il nome del contadino alto, con i baffi bianchi.  E lui, contento, si affrettava a segnare sul taccuino quel cognome difficile, l’ho ritrovato elencato nella parte degli appunti dedicata ai ‘ricordi di Piacenza’, perché prima di tornare nel Salento, la mia famiglia ha soggiornato a Piacenza, lì ho frequentato le scuole elementari, poi siamo tornati definitivamente a Lecce.

Ora che papà non c’è più (sono già un po’ di anni che lo incontro soltanto in frammentari sogni tutti legati alla mia infanzia) il problema è passato a me, che devo ricordare tante cose che, sempre più spesso, mi sfuggono.

Soprattutto i brani musicali, quelli stranieri di cui ricordo perfettamente il motivo, lo sviluppo dell’armonia, ma non rammento né il titolo del pezzo e neppure l’esecutore.  Ora, è un quesito terribile, come si fa a ricordare e cercare un brano se non si sa nulla, si è dimenticato tutto?

Sono due giorni che mi arrovello in questo senso: e il bello è che questo brano ero riuscito a ritrovarlo, dopo incredibili ricerche, un po’ di giorni fa. Ma poi, non l’ho annotato da nessuna parte.   E l’ho perso di nuovo.

Sto toccando con mano il rovello, l’angoscia che torturavano mio padre quando avvenivano queste ‘smemoratezze’, come le definiva lui..

Ora, cari amici, abbiate pazienza, ma non ce la faccio a continuare, ho questo motivo che continuo a canticchiare, debbo risolvere il quesito, mettermi alla ricerca, come avrò fatto l’altra volta?  Ah, si, ecco: all’improvviso, mentre ero in soprappensiero, mi è apparso nella mente la copertina del disco, completa di titolo ed esecutore.

Proprio come succedeva a papà.  Allora, aspettiamo.

E, col taccuino e la penna a portata di mano, ci mettiamo davanti alla finestra, c’è un gatto che è salito sull’albero e sotto ce n’è un altro che non lo fa scendere….

Van der Graaf Generator, Theme One !

Visto?

Ce l’abbiamo fatta, anche questa volta.

Scrivo nell’agenda, alla voce ‘Musica’, titolo ed esecutore. E penso, con tanta nostalgia, al mio papà che non c’è più ma è come se ci fosse, sono io che adesso mi sento come lui…

 

Category: Cronaca, Cultura

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