CON TRAVAGLIO RAPIDO, L’ATTO DI AMORE DELLE BANCHE PER IL FATTO QUOTIDIANO DI MARCO, L’UNICREDIT GLI HA CONCESSO UN PRESTITO AGEVOLATO E GARANTITO DI DUE MILIONI E MEZZO: “Mi manda Giuseppi”

| 12 giugno 2020 | 0 Comments

(g.p.)______”Non riceve alcun finanziamento pubblico”, il motto campeggia orgoglioso da anni sotto la testata. Ma oggi sarebbe meglio aggiungerci un post scriptum: però prende i soldi delle banche garantiti dallo Stato.

Il fatto – nel senso di notizia – di oggi è che il giornale Il Fatto Quotidiano, per meglio dire la Seif, società per azioni che ne è proprietaria, e fra i cui azionisti ci sono l’ex direttore Antonio Padellaro e l’attuale direttore Marco Travaglio – prende 2.500.000 (due milioni e mezzo) di euro erogati da da UniCredit, finanziamento assistito dalla garanzia concessa dal Fondo Centrale di Garanzia pari al 90% dell’importo, a sessanta mesi.

Rimane un mistero il tasso di interesse.

Il tutto in condizioni di difficoltà sia per le azioni in borsa, sia per il costante calo della diffusione (solo diffusione, eh, ché le vendite vanno ancora peggio).

Calo dei lettori che da anni coinvolge la quasi totalità dei giornali cartacei, che oramai vanno avanti grazie a contributi pubblici, comparsate televisive dei loro giornalisti e rassegne stampa televisive, anzi, per dirla tutta, ce ne sono alcuni che in pratica esistono solo nelle vetrine televisive a reti unificate dalle 23.00 in avanti.

Ora, il problema per Il Fatto Quotidiano apparentemente non si pone, per i soldi. Sono soldi di una banca, è vero. Però solo apparentemente….Però, infatti, il Fondo Centrale di Garanzia è gestito dal Ministero per lo Sviluppo Economico, appena rifinanziato con il decreto Liquidità, come da coordinato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 giugno scorso.

E caso mai il debitore non dovesse pagare, fallisse, chiudesse, si riconvertisse, poi pagherà lo Stato, cioè il governo.

E però, c’è da imparare….Così si fa!

Fai anni di battaglie contro la casta, contro i finanziamenti pubblici all’editoria e ai partiti, contro i vecchi presidenti del consiglio, poi arriva un presidente del consiglio non eletto da nessuno, buono per tutte le stagioni, adesso espressione della nuova partitocrazia M5S-Pd, e allora lo sostieni, cambiando linea politica, direi meglio culturale, direi ancora più precisamente esistenziale, lo sostieni in tutti i modi, di giorno sulla carta stampata, di notte in tv, e i risultati si vedono….

Mentre migliaia di imprenditori non hanno visto una lira – un euro, va beh – degli stratosferici presunti aiuti annunciati dal governo, e lottano da mesi contro la più ottusa burocrazia, vedendosi spesso respinta le richieste, una società occhio e croce messa male prende due milioni e mezzo di euro garantiti dal governo in cinque giorni.

“Un atto d’amore delle banche”, certo, proprio quello invocato da Giuseppe Conte il 29 aprile scorso: “chiedo un atto d’amore per l’Italia, uno sforzo per erogare subito liquidità alle imprese”.

Detto, fatto, presidente, gli altri no, ma il suo figlioccio Marco Travaglio è stato accontentato, e pure in tempi record.

Category: Cronaca, Politica

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