ISDE E APPLE, NUOVI CONTRIBUTI SUL 5G

| 15 giugno 2020 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Sergio Mangia, presidente dell’ Associazione italiana medici per l’ambiente ISDE Italia – sezione Lecce (primo a sinistra, nella foto, durante la manifestazione di piazza del 25 gennaio scorso); con la consigliera provinciale della stessa associazione Fabia Del Giudice; e Laura Masiero, presidente dell’associazione  A-P.P.L.E. Per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog, ci mandano il seguente comunicato congiunto______
5G: che cos’è e che cosa comporta

In riferimento agli incontri sulla tecnologia 5G tenuti dalla Commissione ambiente del Comune di Lecce, si precisa quanto segue:

La Commissione Europea ha deciso l’implementazione del 5G senza che siano stati condotti studi preliminari per la valutazione dei rischi sanitari e dell’impatto sull’ecosistema derivanti dall’implementazione massiccia, multipla e cumulativa di migliaia di nuove antenne, che inevitabilmente andranno a sommarsi a quelle del 2G, 3G, 4G, wifi e wimax, utilizzando una tecnologia non testata.

Già nel 2011 il Consiglio d’Europa raccomandava agli Stati membri di riconsiderare le basi scientifiche per gli standard di esposizione ai campi elettromagnetici artificiali fissati dalla ong Icnirp, in quanto hanno serie limitazioni perché escludono gli effetti biologici non-termici, ampiamente evidenziati da studi indipendenti. Icnirp è peraltro al centro di numerose polemiche per conflitti d’interesse. Il Consiglio raccomandava inoltre di determinare i siti di ogni nuova antenna non solamente in accordo con gli interessi degli operatori ma in consultazione con le amministrazioni locali e regionali, i residenti e le associazioni di cittadini.

Il rapporto 5G Deployment (2019) del Parlamento europeo ribadisce la preoccupazione per il possibile impatto sulla salute e sulla sicurezza dovuta ad un’esposizione molto più alta alle radiofrequenze del 5G, legata non solo all’uso di frequenze molto più elevate ma anche alla potenziale aggregazione di segnali diversi, alla loro natura dinamica e ai complessi effetti di interferenza che ne possono derivare, specialmente in aree urbane densamente popolate. Al momento non è possibile né simulare né misurare con accuratezza le emissioni del 5G in condizioni reali.

Sempre nel 5G Deployment si legge che i campi di emissione radio 5G sono abbastanza diversi da quelli delle generazioni precedenti, a causa delle loro complesse trasmissioni beamformed in entrambe le direzioni – dalla stazione radio base al portatile e viceversa –, e che gli effetti biologici degli stessi sono sconosciuti. Sebbene i campi siano fortemente focalizzati dai beam, variano rapidamente con il tempo e con il movimento e quindi sono imprevedibili.

Ogni nuova generazione di telefonia mobile ha comportato un incremento degli effetti avversi alla salute nella popolazione esposta.

Il 5G utilizza frequenze più alte e a forte andamento impulsivo. L’impulsività è in grado di incrementare effetti biologici avversi come danni al Dna (considerati causa di cancro), diminuzione della fertilità e malattie neurodegenerative.

Il Rapporto Eprs 2020 del Parlamento europeo esamina le numerose criticità del 5G e afferma che secondo molteplici studi “la continua radiazione wireless sembra avere effetti biologici specialmente se si considerano le principali caratteristiche del 5G: combinazione di onde millimetriche, frequenze più elevate, ingente numero di trasmettitori e di connessioni”. Poiché “si tratta di una tecnologia non testata” Eprs consiglia un approccio di cautela.

Inizialmente i segnali 5G potrebbero risultare di intensità minore rispetto agli altri segnali di telefonia mobile, ma tale intensità aumenterà con l’aumentare dei dispositivi 5G collegati.

Negli ultimi anni il traffico dati mobile globale è decuplicato. Le compagnie telefoniche sono interessate non solo a sostenerlo ma anche ad incrementarlo in modo vertiginoso attraverso la tecnologia 5G.

L’inquinamento elettromagnetico, proporzionale al traffico dati, aumenterà in modo significativo con  il 5G .

Come afferma il prof. Carducci, ordinario di Diritto costituzionale all’università del Salento, il 5G “ci sottopone a esposizione passiva e involontaria per volontà di altre persone senza che a noi sia stato chiesto il consenso e senza informarci di nulla in merito a certezze/incertezze sugli impatti […]. Se il decisore non fa nulla, col ‘pretesto’ dell’incertezza scientifica, i cittadini da sovrani si trasformano in ‘oggetti di sperimentazione’ involontaria in mano di altre persone”.______

L’ APPROFONDIMENTO nel nostro ultimo articolo sulla questione, del 13 giugno scorso

CON VITTORIO COLAO IL GOVERNO E’ IN CONFLITTO D’INTERESSI. IL PROFESSOR MICHELE CARDUCCI DELINEA UNO SCENARIO INQUIETANTE E SPIEGA LA PORTATA DELLA QUESTIONE 5G: “Ci stiamo giocando le nostre libertà fondamentali di cittadini, il futuro stesso della democrazia”

 

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